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articolo aggiornato il: Wednesday 04 April 2012

 

 

F.EL.C: innovazionein dermochirurgia

F.EL.C: innovazione in dermochirurgia

Una metodica basata su un flusso di elettroni convogliati permette l'intervento su tessuti cattivi conduttori e il minimo coinvolgimento di quelli circostanti 

del Prof. Maurizio Fraticelli Docente L. Universita' Leonardo Da Vinci

La continua evoluzione della tecnologia favorisce una chirurgia meno invasiva e piu' precisa. Interventi, un tempo inimmaginabili, sono entrati nel quotidiano, grazie a nuovi materiali e a sistemi piu' efficaci. Diverse metodiche a disposizione: la criochirurgia, il radiobisturi, il laser e, ultimo nato, il F.EL.C. (Flusso di Elettroni Convogliati). Per chi non fosse esperto dell'argomento precisiamo: il L.A.S.E.R. (Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation) emette fotoni, il radiobisturi genera onde radio, mentre il F.EL.C. per bruciare i tessuti, utilizza gli elettroni. Ogni tessuto presenta delle caratteristiche peculiari da considerare prima di utilizzare una qualunque di queste metodiche: resistenza, assorbimento, conducibilita', nonche' la massa del tessuto su cui si vuole intervenire. Considerando la resistenza offerta dai tessuti nell'essere attraversati da fonti energetiche, esse saranno: trasmesse, assorbite, riflesse, rifratte. La corrente del F.EL.C. e' invece prevalentemente condotta. Alcune lesioni cornee o corneificate sulla superficie, o seborroiche, presentano una resistenza elevata al passaggio della corrente; esempi sono un corno epidermico, una verruca plantare, una formazione discheratosica virale, una verruca seborroica. In questi casi il radiobisturi, per compensare il basso passaggio di corrente dovuto alla forte resistenza elettrica di queste lesioni, dovrebbe utilizzare delle potenze elevate con maggior possibilita' di ledere il tessuto sano circostante. Generalmente, pertanto, si aggredisce la lesione dal lato dove, trovando dei tessuti sani, s'incontra una zona a conducibilita' elettrica nella norma. In questo caso, in mano non esperta, il rischio di avvallamenti e discromie puo' aumentare. In alcuni tipi di laser, invece, se la lesione e' poco idratata o le squame inducono una grossa riflessione, si possono avere difficolta' nel trattamento della lesione stessa. Altro fattore fondamentale risulta il tempo medio degli impulsi: se aumenta il tempo di erogazione di una qualsiasi forma di energia su un tessuto, aumenta anche la quantita' di calore ceduta. Le apparecchiature sofisticate attualmente in nostro possesso, sia radiobisturi che Laser o F.EL.C, ci permettono di modulare la quantita' di calore ceduto. Questo si ottiene programmando la durata del singolo impulso, la durata del treno di impulsi e la potenza erogata. In questo modo potremo cedere una determinata quantita' di calore creando un aumento di temperatura tale da coinvolgere al minimo i tessuti circostanti. Il F.EL.C. nasce proprio dall'esigenza di intervenire su tessuti cattivi conduttori che possono presentare delle difficolta' per il radiobisturi e che essendo poveri di acqua e non pigmentati potrebbero non essere idonei al trattamento con il laser. 
F.EL.C: innovazionein dermochirurgia  F.EL.C: innovazionein dermochirurgia
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Le foto 1 e 2 presentano il prima e dopo un intervento F.EL.C. per rimuovere un esito cicatriziale sulla palpebra di una giovane donna. Nelle foto 3 e 4 e' documentata la rimozione di una macchia cutanea sulla punta del naso di un anziano. La foto di apertura e' una immagine al microscopio di fibre di collagene del derma. 
Il F.EL.C., come ribadito dal suo ideatore il Prof. Giorgio Fippi, utilizza solo elettroni per trattare con successo diverse lesioni, generando un incremento termico nei tessuti con maggior resistenza elettrica. Nella mia esperienza, se usato adeguatamente, questo strumento sta dimostrando sempre piu' la sua efficacia sia come risultato, che per il rispetto dei tessuti. La potenza, con cui impatta i tessuti e' molto piccola ma i risultati sono grandi, inoltre e' possibile proprio per le piccole potenze non creare arrossamento dei tessuti circostanti la lesione. Una caratteristica peculiare di questa apparecchiatura, e' la possibilita' di effettuare l'anestesia senza anestetici o aghi, indicata come ''anestesia anulare''. 
Una volta identificata la lesione, si effettua in periferia della stessa un movimento circolare, una cosiddetta ''felcatura'', a potenza adeguata, determinando una interruzione delle fibre nervose responsabili della propagazione del dolore, a questo punto variando la potenza si termina l'intervento. Con il F.ELC. si possono trattare con buoni risultati le lesioni seborroiche anche in zone particolarmente sensibili come lo scavo ascellare e il fianco, in un soggetto che non puo' o non vuole essere anestetizzato. Durante l'intervento si osserva il fumo prodotto dalla combustione dei tessuti colpiti e la totale assenza di arrossamento circostante. Tanto la bassa potenza utilizzata quanto il non coinvolgimento limitrofo, sono il motivo dell'assenza sia di discromie sia di avvallamenti nel post operatorio. Svariate neoformazioni possono essere trattate con il flusso di elettroni come le verruche seborroiche, i fibromi penduli, nevi di Niesel. La delicatezza d'azione permette di trattare lesioni an­che in zone anatomiche, delicate e sensibili, come i genitali e le zone inguinali , in assenza di sanguinamento. La tecnica permette una riduzione anche sensibile della incidenza delle recidive. Nel caso in cui si agisca per togliere un fibroma, la precisione del sistema permette di agire su di un piano piu' alto rispetto alla base e poi si passa a rifinire la base stessa evitando che residuino scalini. Nel postoperatorio si formera' una crosta che dopo alcuni giorni cadra'. La parte trattata potra' risultare, secondo la profondita' dell'azione terapeutica, rossa o rosata fino ad assumere il colorito della pelle circostante. Capitolo importante di questa soft chirurgia sono le macchie, anche di una certa grandezza, sia del dorso delle mani che del corpo, nonche' del viso. La tecnica consiste nell'avvicinare la punta del manipolo alla zona cutanea da trattare e con fini movimenti adeguatamente condotti, ''disegnare'' l'ipercromia. Finita questa prima fase, si passa a disinfettare la zona trattata, asportando contemporaneamente la parte dei tessuti sottoposti all'azione del F.EL.C., diventati per la combustione grigio-neri. Terminato l'intervento, la pelle apparira' arrossata per lo strofinio del cotone, non ci saranno sanguinamenti e nei giorni successivi si formera' una piccola crosticina, che non dovra' essere asportata dal paziente, cadra' spontaneamente dopo qualche giorno. Nelle macchie molto profonde, che necessitano di un'azione piu' incisiva, e' possibile osservare nell'immediato un gemizio ematico e successivamente, in soggetti predisposti, una colorazione rosea che potra' durare a lungo; a volte la zona potra' apparire piu' chiara della pelle circostante. In caso di macchie multiple, e' opportuno effettuare un test di prova per osservare sia la reazione cutanea che la capacita' del paziente di medicarsi adeguatamente e proteggere la zona dalle radiazioni solari anche nella stagione fredda. In particolar modo i giovani dovranno, oltre al sole, fare attenzione alla esposizione alle lampade solari, e alle lampade stroboscopiche della discoteche. In caso di esposizioni inevitabili si dovra' usare cipria fluida per evitare la formazione di anomalie della pigmentazione. La metodica e' altrettanto valida nel caso di cloasma. In questo caso il trattamento, data l'estensione della lesione, verra' effettuato a piu' riprese e con tecnica a ''macchia di leopardo'', per evitare che una crosta troppo estesa possa rompersi compromettendo il risultato. Anche il tatuaggio, per certi versi puo' essere paragonato a una macchia, dopo aver effettuato una prova per valutarne la cicatrizzazione e il cromatismo, si passa al trattamento completo. Anche le ipocromie possono trarre giovamento dalla metodica F.EL.C., in questo caso il manipolo dell'apparecchio, lavorera' alla periferia della zona chiara, ottenendo in caso di risposta positiva, una riduzione del colorito chiaro. La reiterata esposizione solare porta negli anni a un ispessimento irregolare dello strato corneo, con piccole mammellonature che si estroflettono dalla base cutanea e concorrono all'aspetto asfittico e vecchieggiante della cute. Con il F.EL.C. si possono trattare tutte queste parti in plus, ottenendo un livellamento e un miglioramento dell'aspetto complessivo. Per attenuare l'effetto si puo' interporre un gel, usando potenze sufficientemente forti per agire sullo strato superficiale cutaneo, e ottenere un effetto levigante. Il fastidio per il paziente e' minimo e le piccole rughe con bordi rilevati e spessi che formano il codice a barre del baffo possono giovarsi di questo micropeeling, coś come le piccole cicatrici posttraumatiche attraverso spot puntiformi a bassa intensita', adeguati alla ''callosita''' del tessuto, e opportunamente distanziati l'uno dall'altro. Con il F.EL.C., inoltre, si puo' agire anche su rughe di espressione, non completamente spianate dall'azione di dermalfiller e botulino. e' possibile intervenire sull'acne sia in fase attiva, che nelle fasi piu' tardive sui segni cicatriziali di cui si tratteranno solo i margini facendo attenzione a non toccare le zone depresse. Portando il puntale dell'apparecchio a una minima distanza dal tessuto, il flusso di elettroni provochera' i suoi effetti sui tessuti disidratati e con maggior resistenza elettrica. Il trattamento delle varie lesioni puo' essere effettuato in una sola seduta, nel caso di lesioni piccole e singole; se queste sono estese e multiple e' consigliabile, dopo aver effettuato una seduta di prova, precedere con piu' sedute per evitare croste troppo spesse e visibili. Trattando la cute e' buona norma, almeno in alcuni casi, sospendere farmaci e cosmetici almeno fino a che non sia guarita la zona dopo il trattamento. I cheloidi possono avere una risposta positiva al F.EL.C. si tratta la parte in eccesso delicatamente per ridurla, nel caso in cui il cheloide non sanguini le possibilita' di successo sono notevoli e in 3-4 sedute si possono raggiungere buoni risultati.



 



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