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Gli strumenti per la fototerapia
Sorgenti che emettono radiazioni intorno ai 311 nm possono rivelarsi efficaci nella cura di patologie cutanee di origine autoimmune
di Irina Letti
I raggi solari hanno rappresentato per molto tempo l´unico strumento a disposizione per il trattamento di numerose affezioni della pelle mediante l´elioterapia. In tempi più vicini si è studiata l´efficacia in campo dermatologico di specifiche lunghezze d´onda dello spettro solare, in modo particolare dei raggi UV, grazie anche alla possibilità di riprodurre artificialmente queste radiazioni mediante lampade a vapori di mercurio. I più recenti sviluppi della fototerapia hanno visto l´impiego con successo dei raggi UVB a banda stretta
(narrow band) con picco di emissione a 311nm nel trattamento numerose affezioni della pelle. Per molti medici questa tecnica è più efficace e ha minori effetti collaterali rispetto ad analoghe terapie quali la P-UVA e UVB 311nm broad band (a banda larga). Nella fototerapia con raggi UVB vengono utilizzate sorgenti che emettono radiazioni concentrate intorno ai 311nm e l´azione immunomodulatrice di questa lunghezza d´onda è risultata particolarmente efficace nel trattamento di psoriasi, vitiligine, alopecia areata, dermatite atopica e altre patologie della pelle di origine
autoimmune. A differenza della fototerapia con raggi UVB, nella P-UVA terapia l´esposizione ai raggi ultravioletti ad onda lunga (UVA) è associata all´assunzione orale
(PUVA sistemica) o all´applicazione topica (PUVA topica) di farmaci
fotosensibilizzanti, specie gli psoraleni, ai quali tuttavia sono associati effetti collaterali anche significativi. La radiazione UVB a banda stretta è considerata più efficace e sicura di quella a banda larga in quanto lo spettro di quest´ultima include sia le lunghezze d´onda specifiche per il trattamento delle affezioni della pelle che radiazioni a lunghezza d´onda più corta che possono indurre eritemi cutanei, con conseguenti effetti terapeutici negativi, aumento del rischio oncologico cutaneo e limitazione della quantità di raggi UVB terapeutici che
può essere somministrata. Il protocollo terapeutico basato sull´utilizzo dei raggi UVB prevede un´accurata visita del dermatologo, al fine di individuare il fototipo del paziente e la sua patologia, e valutare l´eventuale presenza di controindicazioni soggettive alla fototerapia. Successivamente si procede alla determinazione della MED (Minimal Erythema Dose) del paziente e alla prescrizione della terapia con indicazione delle dosi per ogni esposizione (espresse in Joule/cm2) e della durata di ogni ciclo di applicazioni. La scelta del tipo di apparecchio da utilizzare è funzione in genere dell´estensione della zona da trattare. Il laser ad eccimeri (308nm) consente di irradiare solo piccole zone e con un´intensità di emissione molto elevata, pertanto è poco adatto al trattamento di zone estese del corpo. In genere è molto più diffuso l´utilizzo di apparecchi dotati di lampade a raggi UV. Tuttavia non tutte le lampade a vapori di mercurio hanno il medesimo spettro di emissione nel campo dell´ultravioletto. È innanzitutto necessario distinguere tra emettitori a media e bassa pressione. I primi sono bulbi un quarzo trasparente che producono radiazioni in tutto lo spettro dell´ultravioletto
(UVA-UVB-UVC) e con loro non è possibile effettuare una fototerapia basata sull´utilizzo di una specifica lunghezza d´onda UV. Le lampade UV a bassa pressione sono tubi fluorescenti che all´interno contengono, oltre al mercurio, anche speciali fosfori applicati sulla parete del tubo di contenimento in grado di convertire le radiazioni UV incidenti in altre con particolari lunghezze d´onda. Gli apparecchi più utilizzati per la fototerapia in argomento sono dotati di lampade UV a bassa pressione del tipo Philips
TL/01 che emettono radiazioni UVB a banda stretta con picco a 311nm. Infatti, essendo state le prime a essere introdotte, sperimentate e utilizzate in stretta cooperazione con Università e Cliniche in tutto il mondo, le lampade Philips
TL/01 sono utilizzate in dermatologia da oltre 30 anni, al punto che la sigla TL/01 è diventata sinonimo di Fototerapia UVB 311nm banda stretta. Le lampade
TL/01 hanno una potenza di 20, 40 e 100W. Accanto a queste lampade, la Philips ha sviluppato una gamma di lampade di potenza 9W e 36W (sigla
PL-L/01 e PL-S/01) con medesimo spettro di emissione del tipo TL/01 ma di dimensioni più ridotte che vengono utilizzate in dispositivi per fototerapia localizzata.
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