|
La bioelettricita' e la guarigione di ulcere, piaghe e ferite
E' fondamentale comprendere che ogni sistema biologico e' un sistema aperto composto di numerosi sottosistemi. Se
uno di essi non funziona bene, tutto il complesso ne risente, perche' l’informazione non passa da un livello a
un altro. Ogni sottosistema in biologia partecipa quindi direttamente e indirettamente all’efficienza delle
cellule, tessuti, organi di tutti gli esseri viventi, scambiando informazioni da e per i vari livelli nei
quali sono inseriti.
| Come aveva ben intuito Luigi Galvani nel 1700, il corpo umano possiede un proprio sistema
elettrico endogeno che regola le funzioni dell’organismo attraverso diversi mezzi di comunicazione, uno dei
quali e' sicuramente rappresentato dal Sistema Nervoso Centrale e Periferico, mentre altri sono legati alla
trasmissione di informazioni fra cellule vicine tramite flussi di bioelettricita'.
Diversi studi scientifici hanno infatti dimostrato l’esistenza di
differenti potenziali elettrici all’interno e all’esterno delle
cellule, e che, per esempio, il campo elettrico esistente a livello dei
vari strati dell’epidermide gioca un importante ruolo anche in molte
delle note funzioni cutanee. Ricerche condotte in diverse parti del
mondo hanno portato alla conclusione che un programma di applicazioni di
piccole quantita' di energia, protratte nel tempo, facilita la
guarigione di ferite e piaghe cutanee. Una revisione della letteratura
condotta nel 1997 da parte di Beech, indicava che alla base degli
incoraggianti risultati terapeutici ottenuti con bassissime frequenze
elettriche applicate ai margini delle lesioni c’era la migrazione di
cellule all’interno della zona trattata e la stimolazione di altre
cellule apparentemente quiescenti (Bioelectromagnetics 1997;18:341-8).
Nel 2006, Zhao et al. hanno dimostrato in |
 |
via sperimentale che campi elettrici esogeni, uguali in potenza a
quelli naturalmente esistenti nella cute, inducevano nei siti delle lesioni la
migrazione di cellule legate al processo dell’infiammazione, in particolare
fibroblasti e cellule epiteliali. Nei loro esperimenti, i ricercatori hanno
inoltre scoperto che i flussi bioelettrici sono sotto il controllo del Tumor
Suppressor Phosphatase and Tensin homolog (PTEN) e del
Phosphatidylinositol-3-OH Kinase-gamma, ma soprattutto che esiste un gene che
influenza il movimento delle cellule necessarie per la guarigione delle ferite
che e' attivato tramite impulsi bioelettrici. Questo processo, quindi, puo'
essere favorito tramite un’applicazione esterna di piccole quantita' di
elettricita' che stimolino gli ioni e le proteine dell’area malata,
facilitando l’arrivo di cellule riparatrici (Nature 2006;442:457-60). Ipotesi
confermata da McCaig et al. i quali hanno identificato in 10mV l’intensita'
del piccolo campo elettrico in grado di agire sul comportamento cellulare all’interno
del tessuto cutaneo danneggiato (Physiol. Rev. 2005;85:943-78).
|
|