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articolo aggiornato il: Monday 19 July 2010

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La bioelettricita' e la guarigione di ulcere, piaghe e ferite

E' fondamentale comprendere che ogni sistema biologico e' un sistema aperto composto di numerosi sottosistemi. Se uno di essi non funziona bene, tutto il complesso ne risente, perche' l’informazione non passa da un livello a un altro. Ogni sottosistema in biologia partecipa quindi direttamente e indirettamente all’efficienza delle cellule, tessuti, organi di tutti gli esseri viventi, scambiando informazioni da e per i vari livelli nei quali sono inseriti.

Come aveva ben intuito Luigi Galvani nel 1700, il corpo umano possiede un proprio sistema elettrico endogeno che regola le funzioni dell’organismo attraverso diversi mezzi di comunicazione, uno dei quali e' sicuramente rappresentato dal Sistema Nervoso Centrale e Periferico, mentre altri sono legati alla trasmissione di informazioni fra cellule vicine tramite flussi di bioelettricita'. Diversi studi scientifici hanno infatti dimostrato l’esistenza di differenti potenziali elettrici all’interno e all’esterno delle cellule, e che, per esempio, il campo elettrico esistente a livello dei vari strati dell’epidermide gioca un importante ruolo anche in molte delle note funzioni cutanee. Ricerche condotte in diverse parti del mondo hanno portato alla conclusione che un programma di applicazioni di piccole quantita' di energia, protratte nel tempo, facilita la guarigione di ferite e piaghe cutanee. Una revisione della letteratura condotta nel 1997 da parte di Beech, indicava che alla base degli incoraggianti risultati terapeutici ottenuti con bassissime frequenze elettriche applicate ai margini delle lesioni c’era la migrazione di cellule all’interno della zona trattata e la stimolazione di altre cellule apparentemente quiescenti (Bioelectromagnetics 1997;18:341-8). Nel 2006, Zhao et al. hanno dimostrato in  La bioelettricita' e la guarigione di ulcere, piaghe e ferite
via sperimentale che campi elettrici esogeni, uguali in potenza a quelli naturalmente esistenti nella cute, inducevano nei siti delle lesioni la migrazione di cellule legate al processo dell’infiammazione, in particolare fibroblasti e cellule epiteliali. Nei loro esperimenti, i ricercatori hanno inoltre scoperto che i flussi bioelettrici sono sotto il controllo del Tumor Suppressor Phosphatase and Tensin homolog (PTEN) e del Phosphatidylinositol-3-OH Kinase-gamma, ma soprattutto che esiste un gene che influenza il movimento delle cellule necessarie per la guarigione delle ferite che e' attivato tramite impulsi bioelettrici. Questo processo, quindi, puo' essere favorito tramite un’applicazione esterna di piccole quantita' di elettricita' che stimolino gli ioni e le proteine dell’area malata, facilitando l’arrivo di cellule riparatrici (Nature 2006;442:457-60). Ipotesi confermata da McCaig et al. i quali hanno identificato in 10mV l’intensita' del piccolo campo elettrico in grado di agire sul comportamento cellulare all’interno del tessuto cutaneo danneggiato (Physiol. Rev. 2005;85:943-78).


 



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