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articolo aggiornato il: Monday 19 July 2010

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Dott. Claudio cavazza Fondatore e Presidente della Sigma-Tau Industrie farmaceutiche
Dott. Claudio cavazza Fondatore e Presidente della Sigma-Tau Industrie farmaceutiche

Equilibrio energetico: energia senza inquinare

La storia dei mitocondri e' affascinate: in origine erano batteri che entrati nelle cellule vi importarono la capacita' di utilizzare l’ossigeno altrimenti tossico

a cura di Irina Letti

Negli ultimi trent’anni, in Italia e in numerosi altri Stati dell’Unione Europea, la prevalenza dell’obesita' e' piu' che triplicata e l’obesita' nell’eta' scolare e' motivo di particolare preoccupazione. Psicologi e sociologi s’interrogano perche' la nostra societa' sembra essere entrata in quella condizione di consumismo alimentare che pare alla base della diffusione dell’obesita'. Una situazione molto diversa da quella osservata nel corso della evoluzione umana, caratterizzata da periodi di abbondanza ma soprattutto da crisi e carestie, cui si dovrebbe la nascita di un efficace meccanismo per immagazzinare l’energia ingerita e non utilizzata, cioe' in eccesso rispetto al fabbisogno. Questo surplus, una volta essenziale per sopravvivere ai periodi di fame, oggi si manifesta sotto forma di grasso corporeo che, nella donna, va a localizzarsi negli adipociti, prevalentemente nei glutei (formazione a pera) e, nell’uomo, nella vita (formazione a mela). Questo meccanismo, fisiologico e del tutto reversibile, che ha sempre consentito all’organismo di avere una riserva di energia endogena da poter mobilitare in caso di prolungata carenza di cibo, presenta oggi, invece, un grandissimo rischio in quanto una eccessiva alimentazione rispetto al fabbisogno di energia si traduce in un accumulo di una grande quantita' di grasso con aumento del peso corporeo, generando cosi' sovrappeso e obesita'. Lo si puo' chiamare il paradosso dell’energia - afferma il dott. Claudio Cavazza Presidente dell’azienda farmaceutica Sigma-Tau - senza non si puo' vivere, ma di troppa energia ci si puo' anche ammalare e morire prematuramente, visto che l’obesita', oltre a essere invalidante, e' un ben noto fattore di rischio per numerose gravi patologie, incluso il diabete, il cancro e le malattie cardiache. Oggi il dibattito si arricchisce di nuovi paradigmi: sono molto intriganti le relazioni tra riduzione dell’apporto energetico e longevita', fra alimentazione e radicali liberi che corrispondono a una forma d’inquinamento cellulare". Cerchiamo di chiarirci le idee. Se non ci puo' essere vita senza energia e il cibo e' la nostra sorgente di energia, dobbiamo fare attenzione che l’energia sia pulita e non inquini, perche' deve permettere la vita senza danneggiare le nostre cellule. In questo senso, la qualita' del cibo si deve accompagnare a una buona qualita' dei sistemi di estrazione e conversione, in altre parole tutta la filiera energetica deve essere efficiente. "Prendiamo come esempio un motorino " continua il dott. Cavazza - la sua combustione ottimale e' legata alla corretta miscelazione olio e benzina. Un errore nella miscela porta a una ridotta resa energetica e all’incremento dell’inquinamento, visibile con l’aumento del fumo nero che esce dal tubo di scappamento. La stessa organizzazione dei sistemi viventi da strutture monocellulari a organismi molto complessi e' la storia della disponibilita' energetica e del ruolo dei mitocondri, elementi indispensabili alla produzione di energia nelle cellule dei nostri complessi sistemi biologici. Oggi sappiamo che la carnitina e' parte integrante del sistema cellula-mitocondri che permette sia la miscelazione nelle giuste proporzioni dei vari combustibili che la interazione della miscela stessa con l’ossigeno. Scoperta nel 1905, questa molecola rimase per anni una curiosita' per biochimici, poi si scopri' sia il suo coinvolgimento nei meccanismi di trasporto degli acidi grassi all’interno dei mitocondri sia che e' inserita nei sistemi di produzione energetica di tutti i sistemi viventi dai batteri alle piante agli animali. Si puo' dire che e' una molecola che ha accompagnato tutta l’evoluzione sin dalla origine della vita stessa. Le cellule la utilizzano per ottenere e soprattutto bilanciare la produzione di energia che deriva dagli zuccheri, dai grassi e dalle proteine. Il bilanciamento e' la parola chiave, il punto critico dell’efficienza. Cio' pone la carnitina in una posizione molto particolare, dato che non ci puo' essere vita senza energia". Il messaggio finale sembra essere: energia pulita e in quantita' e qualita' congrue con le necessita' vitali, perche' ogni asimmetria di concentrazione dei diversi substrati energetici e' inquinante. Un risultato ottenibile con il giusto apporto di carnitina, una molecola importante dunque, forse capace di riservarci ancora delle sorprese e che certamente continuera' a suscitare l’interesse e l’attenzione degli scienziati. 
Carnitina: per approfondire andate sulla rete
Si chiama www.carnitinaofficialsite.it ed e' una delle piu' importanti fonti di informazione on line sulla carnitina, sostanza che svolge un ruolo chiave nell’organismo, assicurando un approvvigionamento costante ed equilibrato di energia pulita. Promosso dalla Fondazione Gianni Benzi e dalla Fondazione Sigma-Tau, il sito, presenta due versioni, italiano e inglese, ed e' articolato in un’area ad accesso libero e una ad accesso riservato, previa registrazione, a medici, farmacisti e operatori sanitari. Testi, video, animazioni e disegni guidano i visitatori, compresi quelli che non hanno dimestichezza con il mondo della biologia, alla scoperta di una delle sostanze piu' affascinanti studiate in questi anni. Coinvolta nei processi di conversione del cibo in energia, ritenuta sostanza salva-cuore e salva-vita, la carnitina potrebbe rappresentare la chiave di volta per capire i meccanismi di molte malattie, incluse quelle oncologiche. Negli anni ’70 venne scoperta la sindrome da deficit di carnitina, una malattia rara, con esito mortale, caratterizzata da infarcimento di grasso in tutti i tessuti. La carnitina permise di salvare moltissime vite umane e, nel 1984, ricevette negli USA la registrazione come farmaco salvavita per una malattia rara. Negli anni successivi cominciarono a essere pubblicati lavori che dimostravano che i mitocondri non riuscivano a utilizzare, in condizioni di attivita' muscolare, il glucosio se non in presenza di concentrazioni adeguate di carnitina: fu l’inizio di una nuova area di interesse della sostanza, che riguardava anche la resa ottimale durante le prestazioni sportive. Oggi si ritiene che la carnitina sia una chiave per trovare nuovi approcci terapeutici. Il coinvolgimento dei mitocondri nei meccanismi di molte patologie, dal diabete alla demenza al cancro, patologie nelle quali la farmacologia non ha dato soluzioni soddisfacenti, ha reso necessario studiare nelle stesse patologie anche la carnitina. Sulla carnitina escono in media 400 lavori l’anno su riviste scientifiche internazionali e questo accade da oltre trenta anni. La quantita' d’informazioni che si sono accumulate sono state raggruppare in aree tematiche, nelle quali la carnitina e' coinvolta o nei meccanismi etiopatogenetici o nelle possibilita' terapeutiche. Per ciascuna area tematica e' previsto un accesso anche attraverso l’uso di parole chiave. (Irina Letti)  
 
 

 

 


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