
Dott. Claudio cavazza Fondatore e Presidente della Sigma-Tau
Industrie farmaceutiche |
Equilibrio energetico: energia
senza inquinare
La storia dei mitocondri e'
affascinate: in origine erano batteri che entrati nelle cellule vi
importarono la
capacita' di utilizzare l’ossigeno altrimenti tossico
a cura di Irina Letti
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Negli ultimi trent’anni, in Italia e in numerosi altri Stati dell’Unione Europea, la prevalenza dell’obesita' e'
piu' che triplicata e l’obesita' nell’eta' scolare e' motivo di particolare preoccupazione. Psicologi e sociologi
s’interrogano perche' la nostra societa' sembra essere entrata in quella condizione di consumismo alimentare che
pare alla base della diffusione dell’obesita'. Una situazione molto diversa da quella osservata nel corso della
evoluzione umana, caratterizzata da periodi di abbondanza ma soprattutto da crisi e carestie, cui si dovrebbe
la nascita di un efficace meccanismo per immagazzinare l’energia ingerita e non utilizzata, cioe' in eccesso
rispetto al fabbisogno. Questo surplus, una volta essenziale per sopravvivere ai periodi di fame, oggi si
manifesta sotto forma di grasso corporeo che, nella donna, va a localizzarsi negli adipociti, prevalentemente
nei glutei (formazione a pera) e, nell’uomo, nella vita (formazione a mela). Questo meccanismo, fisiologico e
del tutto reversibile, che ha sempre consentito all’organismo di avere una riserva di energia endogena da poter
mobilitare in caso di prolungata carenza di cibo, presenta oggi, invece, un grandissimo rischio in quanto una
eccessiva alimentazione rispetto al fabbisogno di energia si traduce in un accumulo di una grande quantita' di
grasso con aumento del peso corporeo, generando cosi' sovrappeso e obesita'. Lo si puo' chiamare il paradosso
dell’energia - afferma il dott. Claudio Cavazza Presidente dell’azienda farmaceutica Sigma-Tau - senza non si
puo' vivere, ma di troppa energia ci si puo' anche ammalare e morire prematuramente, visto che l’obesita', oltre a
essere invalidante, e' un ben noto fattore di rischio per numerose gravi patologie, incluso il diabete, il
cancro e le malattie cardiache. Oggi il dibattito si arricchisce di nuovi paradigmi: sono molto intriganti le
relazioni tra riduzione dell’apporto energetico e longevita', fra alimentazione e radicali liberi che
corrispondono a una forma d’inquinamento cellulare". Cerchiamo di chiarirci le idee. Se non ci puo' essere vita
senza energia e il cibo e' la nostra sorgente di energia, dobbiamo fare attenzione che l’energia sia pulita e
non inquini, perche' deve permettere la vita senza danneggiare le nostre cellule. In questo senso, la qualita'
del cibo si deve accompagnare a una buona qualita' dei sistemi di estrazione e conversione, in altre parole
tutta la filiera energetica deve essere efficiente. "Prendiamo come esempio un motorino " continua il dott.
Cavazza - la sua combustione ottimale e' legata alla corretta miscelazione olio e benzina. Un errore nella
miscela porta a una ridotta resa energetica e all’incremento dell’inquinamento, visibile con l’aumento del fumo
nero che esce dal tubo di scappamento. La stessa organizzazione dei sistemi viventi da strutture monocellulari
a organismi molto complessi e' la storia della disponibilita' energetica e del ruolo dei mitocondri, elementi
indispensabili alla produzione di energia nelle cellule dei nostri complessi sistemi biologici. Oggi sappiamo
che la carnitina e' parte integrante del sistema cellula-mitocondri che permette sia la miscelazione nelle
giuste proporzioni dei vari combustibili che la interazione della miscela stessa con l’ossigeno. Scoperta nel
1905, questa molecola rimase per anni una curiosita' per biochimici, poi si scopri' sia il suo coinvolgimento nei
meccanismi di trasporto degli acidi grassi all’interno dei mitocondri sia che e' inserita nei sistemi di
produzione energetica di tutti i sistemi viventi dai batteri alle piante agli animali. Si puo' dire che e' una
molecola che ha accompagnato tutta l’evoluzione sin dalla origine della vita stessa. Le cellule la utilizzano
per ottenere e soprattutto bilanciare la produzione di energia che deriva dagli zuccheri, dai grassi e dalle
proteine. Il bilanciamento e' la parola chiave, il punto critico dell’efficienza. Cio' pone la carnitina in una
posizione molto particolare, dato che non ci puo' essere vita senza energia". Il messaggio finale sembra essere:
energia pulita e in quantita' e qualita' congrue con le necessita' vitali, perche' ogni asimmetria di
concentrazione dei diversi substrati energetici e' inquinante. Un risultato ottenibile con il giusto apporto di
carnitina, una molecola importante dunque, forse capace di riservarci ancora delle sorprese e che certamente
continuera' a suscitare l’interesse e l’attenzione degli scienziati.
Carnitina: per approfondire andate sulla rete
Si chiama www.carnitinaofficialsite.it ed e' una delle piu' importanti fonti di informazione on line sulla
carnitina, sostanza che svolge un ruolo chiave nell’organismo, assicurando un approvvigionamento costante ed
equilibrato di energia pulita. Promosso dalla Fondazione Gianni Benzi e dalla Fondazione Sigma-Tau, il sito,
presenta due versioni, italiano e inglese, ed e' articolato in un’area ad accesso libero e una ad accesso
riservato, previa registrazione, a medici, farmacisti e operatori sanitari. Testi, video, animazioni e disegni
guidano i visitatori, compresi quelli che non hanno dimestichezza con il mondo della biologia, alla scoperta di
una delle sostanze piu' affascinanti studiate in questi anni. Coinvolta nei processi di conversione del cibo in
energia, ritenuta sostanza salva-cuore e salva-vita, la carnitina potrebbe rappresentare la chiave di volta per
capire i meccanismi di molte malattie, incluse quelle oncologiche. Negli anni ’70 venne scoperta la sindrome da
deficit di carnitina, una malattia rara, con esito mortale, caratterizzata da infarcimento di grasso in tutti i
tessuti. La carnitina permise di salvare moltissime vite umane e, nel 1984, ricevette negli USA la
registrazione come farmaco salvavita per una malattia rara. Negli anni successivi cominciarono a essere
pubblicati lavori che dimostravano che i mitocondri non riuscivano a utilizzare, in condizioni di attivita'
muscolare, il glucosio se non in presenza di concentrazioni adeguate di carnitina: fu l’inizio di una nuova
area di interesse della sostanza, che riguardava anche la resa ottimale durante le prestazioni sportive. Oggi
si ritiene che la carnitina sia una chiave per trovare nuovi approcci terapeutici. Il coinvolgimento dei
mitocondri nei meccanismi di molte patologie, dal diabete alla demenza al cancro, patologie nelle quali la
farmacologia non ha dato soluzioni soddisfacenti, ha reso necessario studiare nelle stesse patologie anche la
carnitina. Sulla carnitina escono in media 400 lavori l’anno su riviste scientifiche internazionali e questo
accade da oltre trenta anni. La quantita' d’informazioni che si sono accumulate sono state raggruppare in aree
tematiche, nelle quali la carnitina e' coinvolta o nei meccanismi etiopatogenetici o nelle possibilita'
terapeutiche. Per ciascuna area tematica e' previsto un accesso anche attraverso l’uso di parole chiave. (Irina
Letti)
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