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articolo aggiornato il: Monday 07 September 2009

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Confronto tra vitamina K e una formula a base di ossido di vitamina K

Gli effetti della vit. K a confronto con una formula a base di ossido di Vit. K: valutazione clinica nel caso di versamento ematico ed edema presenti nel decorso post-operatorio di blefaroplastica

del Prof. I. Karavani, M.D. et al. , 
Carpe Clinic, Antwerp, Belgium

Uno dei maggiori fattori che spingono le pazienti a rinunciare a sottoporsi a trattamenti invasivi di medicina e chirurgia estetica, e' il tempo di recupero necessario prima di poter tornare alla vita sociale e alle attivita' professionali. Nella fase del post-intervento le problematiche principali sono caratterizzate da versamento ematico, eritema ed edema. Fra i provvedimenti messi in atto per ridurre queste complicanze, vengono normalmente usate la vitamina K in crema, e piu' recentemente un suo metabolita, la vitamina K ossidata (vitamina K1) in gel. L’obiettivo di questo studio e' stato proprio quello di valutare l’efficacia della vitamina K in crema rispetto all’ossido della vitamina K (vit K1) (sempre formulata in crema) nell’ematoma post-operatorio nella blefaroplastica della palpebra superiore, intervento che normalmente determina un importante versamento ematico. L’intervento di blefaroplastica e' infatti abbastanza invasivo se paragonato ai normali trattamenti in clinica estetica. La localizzazione sul viso rappresenta, poi, una regione esposta e conosciuta per l’intenso versamento post-intervento. Tutti questi dati dimostrano questo intervento come un attendibile oggetto di valutazione del versamento ematico.
Negli ultimi 10 anni molti Autori hanno pubblicato i risultati dei loro studi sull’impiego della vitamina K ad uso topico per prevenire e trattare varie patologie, oltre alle indicazioni conosciute da lungo tempo come la ipoprotrombinemia e i deficit di vitamina K. Si sa che il percorso metabolico della vitamina K porta alla formazione di ossido della vitamina K come metabolita attivo. (JAMCS, 1991, 113, 7734-7743). Diversi studi (non tutti pubblicati) hanno dimostrato che le preparazioni in crema, contenenti ossido della vitamina K sono molto piu' attive localmente di quelle contenenti vitamina K, in quanto la vit K1 ha un’efficacia, dal punto di vista fisico-chimico, superiore alla vit K: una penetrazione piu' rapida a livello dermico, stabilita' alla luce e al calore, minore allergenicita', etc., dovuti alla stabilizzazione attraverso un atomo di ossigeno di un doppio legame molto instabile nell’anello naftochinone della molecola di vitamina K. La letteratura piu' recente dimostra che una formulazione contenente vitamina K nella sua forma libera, cioe' non incapsulata in nanosomi, per la sua liposolubilita' tendera' a dissolversi nella fase oleosa dell’emulsione acquosa. Viceversa, se la vitamina K e' incapsulata in nanosomi, la sua migrazione attraverso l’epidermide sara' maggiormente facilitata e raggiungera' piu' facilmente il derma papillare e reticolare, organo bersaglio; inoltre la vitamina K e' altamente sensibile alla luce e deve essere conservata in tubo, differentemente dal suo ossido (vit K1). Sono stati scelti i nanosomi come vettori per la maggiore efficacia dimostrata in precedenti studi (Delune, March 2001, J.Med.Esth.& Derm. XXVIII 109, and Batello, Belgium 2003). Infatti, i nanosomi, contenenti fosfolipidi, aumentano la penetrazione cutanea e funzionano da validi carrier per sostanze lipofile. Per questo studio sono stati selezionati 10 pazienti con eccesso di cute a livello della palpebra superiore e accumuli di grasso. L’intervento di blefaroplastica e' stato eseguito sotto anestesia locale (5 cc di lidocaina 1% e adrenalina 1:80.000) combinata con Atarax 25mg e Valtran 10 gocce per via orale e Dormicum 2,5 cc per via intramuscolare. 
L’incisione del tessuto e' stata realizzata con radio-bisturi; e per il margine del muscolo orbicolare e delle tasche di grasso con forbici e laser CO2. La coagulazione prima della sutura e' stata effettuata con radio-bisturi bipolare. Dopo l’intervento al paziente sono state prescritte compresse fredde con Terramycin crema. Dal secondo giorno e' stato usato un gel “anti-ecchimosi”. In questa valutazione a singolo cieco, il paziente ha ricevuto due identici tubetti contenenti gel della stessa consistenza. Il gel per l’occhio sinistro (marcato con L) conteneva Auriderm K2 Gel (vitamina K in nanosomi), mentre il gel per l’occhio destro (marcato con R) conteneva Auriderm XO (ossido della vitamina K in nanosomi).. Il gel e' stato applicato due volte al giorno per 4 giorni. Al sesto giorno sono stati rimossi i punti ed e' stato valutato il versamento ematico con fotografie e con un punteggio da 0 a 5 (nessuno, leggero, moderato, importante, eccezionale, come nei disordini di coagulazione o nel sanguinamento persistente). E’ stata valutata, inoltre, la presenza di edema con una simile scala da 0 a 5. Ecco un breve riassunto dei risultati. Malgrado l’intervento coinvolgesse una zona molto delicata, sono stati identificati versamento ed edema da moderato a minimo per entrambi gli occhi. Nessuno dei soggetti ha raggiunto il grado 4 o 5 della scala. La maggiore differenza e' stata vista nella riduzione del versamento ematico: la zona sinistra trattata con AuridermK2 Gel mostrava maggior presenza di ecchimosi rispetto alla zona di destra trattata con Auriderm XO. L’edema della regione sinistra (K2) era leggermente piu' intenso rispetto alla regione destra (XO), ma con una differenza troppo minima per essere significativa. Il tempo di recupero e' apparso in entrambi i casi ridotto ma il metabolita XO ha evidenziato una piu' rapida ed efficace risoluzione rispetto al K2. In conclusione, i dati sull’uso topico della vitamina K sembrano confermare la sua validita' per le indicazioni sopra menzionate, mentre il tipo di veicolo e la formulazione appaiono necessarie per assicurare la stabilita' della preparazione. Le indicazioni principali per questo trattamento topico sono: porpora causata da dye laser; tutte le forme di porpora (attinica, farmacologica, spontanea, traumatica); pre e post scleroterapia; pre e post filler, tossina botilinica, rivitalizzanti, eritema causato da laser CO2 resurfacing, eritrosi, telangectasie, versamenti ematici post interventi di chirurgia e medicina estetica.

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