Contornato dallo splendido scenario della città di Firenze, in una bella giornata di primavera, si è svolto il 17 aprile il ventennale della Società Italiana di Tricologia (S.I.Tri.).  Per questa speciale occasione è stata organizzata una visita guidata alla Galleria degli Uffizi e al Corridoio Vasariano (aperto in esclusiva), due dei musei più importanti al Mondo. La cena di gala, importante momento di scambio, ha visto l’assegnazione di riconoscimenti per il lavoro svolto ad alcuni illustri colleghi presenti. Hanno chiuso la serata i membri fondatori stretti intorno alla torta, un momento d’intimità all’interno di un gruppo che ha sempre lavorato compatto per uno stesso fine. La Società Italiana di Tricologia si costituì nel 1996 come Associazione scientifica, allo scopo di fare della Tricologia una Branca Scientifica della Medicina Polispecialistica e, più in generale, della Cultura Umanistica. La S.I.Tri. è cresciuta molto in questi ultimi anni promuovendo ricerca scientifica e formazione; la conferma è arrivata dalla grande partecipazione a questo Congresso, motivo di orgoglio e soddisfazione per i suoi fondatori dopo 20 anni di lavoro e dedizione. Hanno partecipato al congresso 250 tra medici, biologi, ricercatori, farmacisti e tricologi con la presenza di illustri colleghi stranieri provenienti da tutto il mondo. Ad aprire il Meeting sono stati il dott. Daniele Campo e il dott. Vincenzo Gambino che hanno parlato rispettivamente della storia della tricologia e della S.I.Tri. (rendendo omaggio al dott. Andrea Marliani come presidente fondatore e a tutti coloro che hanno contribuito alla crescita della società e all’evoluzione della chirurgia della calvizie nel nuovo millenio.

tavola rotondaLa giornata è stata poi suddivisa in diverse aree tematiche: per la Chirurgia Tricologica si sono susseguite le interessanti presentazioni di Piero Tesauro che ha posto l’attenzione sull’esistenza di una data di scadenza del trapianto di capelli, un aspetto di cui quasi mai si parla e sulla necessità di creare un network di professionisti chirurghi e dermatologi accomunati dallo stesso obiettivo: la soddisfazione del paziente e il mantenimento del risultato a lungo termine. Per realizzare questo progetto è necessario lavorare sulla comunicazione tra colleghi e uniformarsi sull’approccio al paziente evitando soluzioni poco lungimiranti. Solo in questo modo – ha aggiunto Tesauro – si potrà combattere il mercato illegittimo che propone in modo aggressivo il trapianto come soluzione unica e definitiva. A seguire il giapponese Kuniyoshi Yagyu attuale presidente ISHRS, che ha illustrato la sua esperienza di trapianto ad alta densità nei casi di alopecia cicatriziale secondaria chiarendo il rapporto esistente tra il trofismo del tessuto cicatriziale e la scelta della densità di impianto. Alcuni casi – ha detto – possono risolversi in una unica sessione mentre altri richiedono più prudentemente sessioni di autotrapianto ripetute. È stata la volta poi delpolacco  Marwan Saifi che ha sottolineato l’importanza di scegliere caso per caso la strategia chirurgica più adeguata tra l’ampio ventaglio di opportunità, responsabilizzando anche il paziente in modo che egIi abbia delle aspettative realistiche. Per l’inglese Bessam Farjo l’innovazione in ambito chirurgico è rappresentata dall’autotrapianto Fue “robotizzato” con l’ausilio di video a dir poco sorprendenti. Farjo ha descritto il sistema ARTAS parlando dei vantaggi e della capacità di questo strumento di provvedere alla fase di inserimento delle unità follicolari. Passando alla sessione di Laser Terapia, interessante l’intervento di Fiorella Bini che ha parlato della fotobiostimolazione LED mettendo in luce i meccanismi molecolari che renderebbero questa terapia efficace in campo tricologico nel trattamento dell’alopecia areata, dell’AGA, dell’alopecia cicatriziale (da sola o in combinazione con PRP ed autotrapianto) e descrivendo i diversi meccanismi d’azione (produzione fattori di crescita, stimolazione delle mitosi cellulare, attivazione cellule totipotenti, miglioramento della microcircolazione, azione antiinfiammatoria e immunomodulazione). In logica sequenza, il collega Soresina ha descritto con grande equilibrio e precisione il ruolo della LLLT nel trattamento dell’AGA. Partendo da un’efficace ricerca bibliografica, ha confrontato i risultati clinici e gli esiti incoraggianti di tale terapia nel miglioramento del calibro e della qualità dei capelli. La sezione dedicata all’effluvio è stata aperta dall’autorevole intervento di Marcella  Guarrera, che insieme al professor Alfredo Rebora ha descritto per la prima volta nel 2002 una nuova fase del ciclo follicolare: il Kenogen (Dermatology, 2002; 205(2): 108-10) la quale ha evidenziato le differenze tra altre due fasi del ciclo pilare, il telogen e l’exogen, ampliando così la comprensione di una patologia frequente del ciclo del capello:  il telogen effluvio. A lei ha fatto eco Paolo Gigli che ha elencato le caratteristiche cliniche ed epidemiologiche di tale patologia insieme ai criteri per la diagnosi e la terapia.Passiamo ora alle ultime novità in tricologia, raccontate negli interventi di diversi ricercatori tra cui Marta Bertolini del laboratorio di ricerca tricologica e medicina rigenerativa dell’università di Munster (Germania) che ha descritto i principali meccanismi molecolari, emersi da studi in vitro, nello sviluppo dell’alopecia areata. La ricercatrice, la cui presenza è stata fortemente voluta da Roberto D’Ovidio, lavora da anni a stretto contatto con due dei più eminenti studiosi in campo tricologico, Ralf Paus e Desmond Tobin.

Consiglio DIrettivoI loro esperimenti sulle cellule coinvolte nella risposta immunitaria verso il follicolo pilifero proverebbero che la molecola VIP (Vasoactive Intestinal Peptide), o analoghi del VIP, sono potenziali agenti protettivi contro l´estensione delle chiazze alopeciche. La relazione seguente, di Antonella Tosti ha messo in luce un nuovo target terapeutico per l’alopecia androgenetica, il recettore WNT, da lei individuato e che potrebbe a breve divenire un nuovo bersaglio terapeutico. Di Alopecie, casi particolari, proposte e conferme, hanno parlato altri numerosi specialisti dermatologi: dalla diagnosi differenziale delle alopecie cicatriziali, alle alopecie infiammatorie/incognite (che potrebbero essere responsabili di uno scarso attecchimento degli innesti durante l’intervento di autotrapianto). Di calvizie femminile ha discusso l’attuale presidente della società: dott. Gaetano Agostinacchio mentre efficaci e preziosi come sempre gli interventi del primo presidente fondatore della S.I.Tri., il dott. Andrea Marliani. Milena Landi, infine, in parallelo con la sezione dedicata alla cosmesi e benessere dei capelli, ha approfondito il tema della tecnica di dermopigmentazione, metodica ormai affermata ed in evoluzione con lo sviluppo di nuovi pigmenti. Il Congresso si è chiuso con una Tavola Rotonda molto partecipata e con la consegna degli Attestati a tutti gli studenti italiani e stranieri che hanno completato il Corso di Alta Formazione in Tricologia tenuto congiuntamente dalla Società Italiana di Tricologia e l’Università di Castellanza – LIUC (il Corso è tenuto on-line sul sito web: http://formazione.sitri.it/).  Volendo trarre le dovute conclusioni: che cosa emerge da questo Congresso? In primo luogo l’enorme interesse, unita alla necessaria correlazione da stringere tra medici, chirurghi, biologi, farmacisti, ricercatori e cosmetologi. Restano però nel panorama italiano ancora alcune criticità: manca un modello di comunicazione e di cura integrato, non esiste una standardizzazione dell’approccio al paziente (protocolli di terapia), difetta l’unione d’intenti tra le varie figure professionali e c’è ancora difficoltà nello scambio di informazioni. È incoraggiate, in tal senso, la sempre maggiore affluenza di specialisti di diverse discipline ai congressi S.I.Tri. che devono essere considerati come un trampolino di lancio per la definizione di nuovi modelli collaborativi.