|
Il culto del sole nei 5 continenti
Antiche leggende nate all'interno di popolazioni primitive lontane fra loro
mostrano sempre un grande rispetto e un forte timore per l'astro
solare
di Irina Letti
Il Sole, simbolo di vita, di energia, di calore, scandisce il tempo, le
stagioni, divide il giorno dalla notte, Il suo calore vivifica la terra e il
mare permettendo cosi' il perpetrarsi della Vita. Senza il sole il nostro
pianeta sarebbe una distesa di ghiaccio e noi non saremmo mai comparsi e da
milioni di anni ne siamo talmente consapevoli che non e' mai esistito popolo,
nei cinque continenti, che non abbia concepito la nascita del mondo partendo dal
Sole, come principio di vita. Se consideriamo ad esempio la mitologia classica
troviamo Elio, dal greco helios, rappresentato come un giovane bellissimo, con
la testa circondata da raggi, che formavano la sua capigliatura dorata e
fluente; viaggiava su un carro di fuoco, trainato da cavalli velocissimi. Ogni
mattino lasciava il suo palazzo a Oriente per attraversare il cielo sul carro
d'oro, nel momento in cui le stelle scomparivano in mare. Quanto piu' in alto
riusciva a volare, tante piu' erano le terre e gli oceani baciati dai suoi
raggi. La sera guardava soddisfatto i frutti del suo lavoro, prima di andare a
riposarsi nel suo palazzo d'Occidente. Da qui la sua consorte, nonche' sorella
Selene, la dea della Luna, aspettava di sorgere. Anche Selene guidava un carro
tirato da due cavalli bianchi. Durante la notte, Elio ritornava a Oriente
attraverso il fiume Oceano. Questa e' la storia del ''nostro'' sole, della
cultura classica. Ma e' sufficiente spostarsi di in Africa, pur rimanendo sempre
nell'area culturale del Mediterraneo, per accorgersi che il dio Sole per gli
Egiziani era una divinita' severa e temuta dagli uomini, non veniva
rappresentata con una figura umana ma era astratta, anamorfica senza forma.
Infatti il famoso simbolo dell'occhio che ritroviamo nei geroglifici egiziani,
altro non e' che il dio RA, una delle divinita' piu' antiche e piu' venerate del
pantheon egizio. La leggenda narra che Ra, dopo aver regnato a lungo sugli
uomini e gli dei, stanco, si ritiro'. Gli uomini approfittarono della sua
assenza e si ribellarono, Ra allora fu costretto a riportare l'ordine sulla
terra, inviando il suo occhio, alla vista del quale gli uomini si spaventarono e
fuggirono nel deserto. In seguito, gli altri dei, non contenti di cio', chiesero
a Ra di punirli ancora ma stavolta il dio sole si presento' sotto forma di una
dea-mucca o Hathor. Ra non voleva la totale distruzione dell'umanita' e allora
verso' sulla terra una bevanda rossa, simile al sangue. Hathor bevve il liquido,
si ubriaco' e cosi' torno' indietro senza aver compiuto il massacro. Ra, stanco
e deluso, sali' sul dorso di Nut, il cielo, dove splende ancora oggi. e'
singolare e curioso l'atteggiamento che gli uomini hanno espresso nei confronti
del Sole, al contempo di adorazione e di timore, tanta e' la consapevolezza
della sua potenza che sfugge da qualsiasi controllo umano, forza indomabile
della Natura, fonte di vita quindi, ma anche di morte. Si racconta che, nel
continente americano, gli Aztechi vivessero nel costante terrore che un giorno
il Sole decidesse di non sorgere, e attribuivano agli uomini la responsabilita'
di onorarlo e nutrirlo attraverso sacrifici umani per mantenerlo in vita. Tra
gli Aborigeni australiani il Sole era visto come una donna che si svegliava ogni
giorno nel suo accampamento a est, accendeva un fuoco, si decorava con ocra
rossa e preparava la torcia che avrebbe portato attraverso il cielo. Una volta
raggiunto l'ovest, la Donna-Sole cominciava un lungo viaggio sotterraneo per
raggiungere nuovamente il suo campo nell'est. Durante questo viaggio sotterraneo
il calore della torcia induceva le piante a crescere. La Luna, al contrario, era
considerato un uomo e una eclisse di Sole era interpretata come l'unione tra la
Luna-Uomo e il Sole-Donna. Della forza distruttiva del Sole, parla anche una
leggenda della mitologia cinese. In tempi antichissimi, di sole non ce n'era uno
solo, ma dieci. Per questo motivo la tradizionale settimana cinese e' composta
da dieci giorni. I dieci soli erano i figli dell'Imperatore Celeste Tiandi e
della dea Xihe. Ogni giorno quest'ultima li conduceva presso le sponde di un
lago sacro dove li lavava amorevolmente. A turno, uno dei dieci soli si levava
in cielo e percorrendo l'intera volta celeste, raggiungeva il confine opposto
del mondo. Qui andava a posarsi sulle pendici del monte Yen Tzou, dove la madre
lo accoglieva di nuovo fra le sue braccia e lo riportava nella Valle della Luce.
I dieci soli fratelli erano legati da grande affetto e per questo non amavano
viaggiare in solitudine e rivedere gli altri fratelli solo la notte. Cosi', una
volta, disubbidendo agli ordini del padre e alle preghiere della madre, decisero
di levarsi in cielo tutti insieme. Fu un capriccio dagli effetti devastanti: gli
alberi e le coltivazioni nei campi incominciarono a avvizzire, gli uomini e gli
animali, prostrati dal grande caldo, caddero a terra boccheggianti, le foreste e
le montagne vennero devastate da terribili incendi, mentre fiumi, laghi e mari
evaporavano. Anche l'imperatore Yao si rivolse in preghiera all'Imperatore
Celeste, implorandolo di salvare gli uomini dai suoi figli sciagurati. Mosso da
quelle parole, Tiandi si rivolse ai ''dieci soli'' in tono benevolo, tentando di
convincerli ma quelli erano troppo felici di stare uniti, e non diedero ascolto
alla richiesta del padre. Allora, anche se a malincuore, l'Imperatore Celeste
decise di inviare il principe Hou Yi, l'arciere divino, a dare loro una lezione.
Imbracciato arco e frecce l'arciere all'inizio voleva solo spaventarli con
qualche dardo ma quando si accorse delle miserevoli condizioni in cui avevano
ridotto la terra, Hou Yi si infurio'. Incoccata una freccia nel suo arco
poderoso, la punto' verso il cielo e con un solo colpo abbatte' il primo dei
dieci fratelli e cosi' via, fino al nono. Hou Yi stava per scoccare la decima
freccia, quando l'imperatore Yao gli si avvicino' e lo prego' di risparmiare
almeno l'ultimo dei dieci soli. Infatti, gli spiego', la vita degli uomini senza
alcun sole sarebbe stata ancora piu' miserevole di quella con i dieci soli
insieme. Illuminato da quelle parole, l'arciere divino risparmio' l'ultimo sole,
che e' quello che ancora oggi splende sulla Cina e sul resto del mondo.
|