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articolo aggiornato il: Friday 19 February 2010

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il concetto di razza umana
Dott.ssa Gabriella La Rovere

La rarità di un angioedema

Spesso, la malattia non è diagnosticata poiché i suoi sintomi assomigliano a quelli di malattie più frequenti, quali un’allergia o una colica intestinale

della dott.ssa Gabriella La Rovere

L'angioedema ereditario è una delle tante malattie rare di cui poco si parla nella nostra società. Il motivo di questo assordante silenzio è che i malati sono pochi, non fanno notizia e costituiscono un mercato così limitato che poco invoglia le aziende farmaceutiche e i laboratori privati a spendere in ricerca. 

La rarità di un angioedema Si calcola che i malati in Italia siano solo 1500, di cui 700 con diagnosi certa, seguiti presso i centri di riferimento dislocati lungo tutta la penisola (Milano, Padova, Roma, Civitanova Marche, Napoli, Bari, Messina, Palermo, Catania). "Effettivamente possono sembrare pochi - spiega Pietro Mantovano, presidente dell’Associazione Volontaria per la lotta, lo studio e la terapia dell’angioedema ereditario onlus ma essere riusciti a compiere un primo censimento e a riunire familiari e pazienti sotto la stessa bandiera è per noi un ottimo risultato". L’associazione si propone di diffondere la conoscenza della malattia al fine di consentire una corretta diagnosi e di agire perché in Italia si realizzi 
la disponibilità  piena e ai più alti livelli qualitativi dei farmaci e dei Presidi terapeutici necessari alla prevenzione e alla lotta contro la malattia. è stato perciò istituito un numero verde,ma anche uno di emergenza, attivo 24 ore su 24, al quale risponde un medico del centro di Milano: una necessità assoluta perché ci sono stati casi di inadeguatezza diagnostica e di conseguenza di terapie rivelatesi del tutto inutili. L’angioedema ereditario fu descritto per la prima volta alla fine del XIX secolo da Heinrich Quincke. Si caratterizza per la comparsa di edemi ricorrenti a carico delle cute e delle mucose. La rarità di un angioedema
La rarità di un angioedema  Le manifestazioni cutanee si presentano spesso arrossate e dolenti, ma non sono pruriginose e compaiono, nella maggior parte dei casi, sulla cute e sulle mucose del volto, delle estremità o dei genitali. Quando l'edema interessa le mucose, la localizzazione laringea è la più frequente e se non si agisce tempestivamente esiste un rischio di morte improvvisa per soffocamento. Un'altra sede di localizzazione più rara è quella addominale. I gonfiori a carico del tratto gastrointestinale possono condurre a forti crampi e dolore. Poiché si tratta di una forma molto rara, questi sintomi vengono spesso scambiati per una colica intestinale o un’appendicite. In caso di recidiva - in media una volta al mese - non è possibile predire dove e quando si manifesterà il prossimo edema  esistono anche casi in cui gli attacchi compaiono solo una-due volte l’anno. Le cause scatenanti possono essere diverse: infezioni, piccole ferite, stimoli meccanici, interventi chirurgici. Lo stress, che possiamo senza alcun dubbio definire il male del nostro secolo, riconosciuta concausa di molte patologie croniche, è coinvolto nella comparsa e nella frequenza degli attacchi acuti. Di norma, l’edema si sviluppa in 12-36 ore, per scomparire poi spontaneamente entro 2-5 giorni. 
Oggi si sa che il difetto genetico, alla base della malattia, è dovuto alla mutazione di un particolare gene - finora sono stati identificati ben 47 tipi di mutazione - che determina la carenza o il mancato funzionamento di una proteina presente nel sangue, il C1 esterasi-inibitore (C1-INH), che interviene nella regolazione del complemento e di altri sistemi coinvolti nei processi infiammatori (contatto, fibrinolisi, coagulazione). La carenza di C1 inibitore provoca, con un meccanismo non del tutto noto, il rilascio di sostanze che hanno l’effetto di aumentare la permeabilità dei vasi capillari: si formano quindi accumuli di fluidi nei tessuti, con conseguente rigonfiamento. Oltre l’80% dei casi di angioedema sono detti di tipo 1: in questi pazienti la proteina C1 inibitore è assente. Nel restante 20% dei casi si parla di angioedema di tipo 2: in questi pazienti il C1 inibitore è presente, ma non funzionante. è da tenere presente, però, che dal punto di vista clinico i due tipi di angioedema sono identici. La trasmissione della malattia è autosomica dominante. Il che vuol dire che se uno dei due genitori ne è affetto, la probabilità che uno dei figli sia ugualmente malato è del 50%. Non c’è differenza di sesso e l’età di comparsa è quanto mai variabile: ci sono forme infantili e anche varianti tardive ad eziologia multipla. Anche le malattie autoimmunitarie possono condurre a una carenza di C1- INH ma in  La rarità di un angioedema
questo caso non si parla di angioedema ereditario, ma di angioedema acquisito (AAE). In altri casi, le cause della carenza di C1-INH non sono note (angioedema idiopatico) mentre esiste anche un angioedema iatrogeno, sovente provocato dall’uso di farmaci ACE-inibitori. Lo scopo della terapia acuta è quello di arrestare il più rapidamente possibile la formazione degli edemi, il che può essere di importanza vitale negli attacchi a carico della laringe. L’edema non risponde agli antistaminici e ai cortisonici, ma da poco è disponibile in Italia un farmaco (Fyrazir) che, iniettato per via sottocutanea, è in grado di bloccare e risolvere gli attacchi acuti di angioedema ereditario.
 
 
 
 


 



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