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articolo aggiornato il: Friday 19 February 2010

medicina estestetica in giappone

 

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I bonsai

La tradizione bonsai non trova il proprio significato solo nell’estetica, ma soprattutto nell’esercizio spirituale che comporta. Secondo i principi Zen, la ricerca dell’armonia tra uomo e natura si traduce in una combinazione tra il mondo interiore ed esteriore, al fine di controllare e indirizzare coscientemente le forze della natura. Letteralmente il termine giapponese bonsai e' separabile in due parti: il primo significa contenitore (bon), mentre il secondo (sai) significa educare. Questa tecnica di origine cinese si lega al concetto piu' generale di seishi: l’arte di dare una forma, di creare attraverso le tecniche piu' svariate sempre nel rispetto della pianta. I bonsai sono dunque sia rappresentazione del reale sia natura viva: essi non possiedono solo la naturale bellezza di ogni albero, ma il loro aspetto puo' richiamare altro, come uno scorcio di una foresta o un paesaggio marino. In questa visione essi riflettono l’unione della natura con l’arte, anche se la creativita' viene inquadrata in spazi ben definiti e deve essere incanalata nei diversi stili esistenti, accomunati dalla conicita' del tronco, dalla dimensione ridotta delle foglie e soprattutto dalla naturalezza della pianta stessa, che nel suo insieme ha lo scopo di riprodurre la natura in piccole dimensioni. Cio' comporta evidentemente ottime conoscenze di botanica e un elevato senso estetico. Per valutare un bonsai in termini di bellezza e armonia si considerano cinque elementi: le radici, il tronco, le rami, le foglie e l’apice. Loro compito e' trasmettere una sensazione di forza, stabilita' e serenita' della pianta. Un altro aspetto interessante da ricordare e' che il bonsai e' un’opera d’arte mai finita e in continua evoluzione: la pianta cresce e si modifica nel tempo, e necessita quindi un’attenzione costante. Cio' si traduce in periodici rinvasi, adeguati innaffiamenti quotidiani e notevoli costi per l’utilizzazione di speciali fertilizzanti. Il lavoro del bonsaista si articola su un prolungato lasso di tempo, potenzialmente infinito, nel quale si cerca di raggiungere la perfezione estetica. Ogni stile esistente nasce dall’osservazione della natura, ma e' bene ricordare che ciascuna pianta e' un universo particolare, con caratteristiche proprie che l’artista deve cercare di accentuare: un bonsai impeccabile e' quello in cui non si noti l’intervento dell’uomo, e l’azione del tempo appaia come l’unico fattore che ne ha influenzato l’aspetto.(Michael Gould)

FENG SHUI: una guida per i principianti
Come progettare e arredare un qualsiasi spazio in modo che risulti essere in perfetta sintonia con l’ambiente circostante e con il potenziale di energia positiva che lo percorre? Lillian Too, considerata oggi come la maggiore esperta di Feng Shui al mondo, ha recentemente pubblicato un nuovo manuale che vi potra' essere in tal senso molto utile. La ''Guida illustrata al Feng Shui'' (Edizioni Tecniche Nuove – sito web: www.tecnichenuove.com) e' una vera e propria ''bibbia'' per i cultori di quest’arte orientale, da cui derivano alcuni particolari accorgimenti pratici che si adottano al fine di attrarre salute, prosperita', felicita' e armonia all’interno di case, attivita' commerciali, alberghi e quant’altro. Il Feng Shui e' una pratica di ispirazione mistica volta a creare uno spazio dove la vita scorra felice: questo scopo si ottiene mediante il raggiungimento di un giusto equilibrio fra ying e yang e di una condizione di concordia fra i cinque elementi della terra (fuoco, acqua, aria, terra e metallo). E non immaginate quante persone siano pronte ad affermare con convinzione che, quando sono applicati in modo corretto, questi principi generano veramente grande fortuna, proteggono dalla sorte avversa e persino dalla perdita di denaro. Ecco allora una guida completa, fra gli altri, al metodo Ba Gua, il piu' semplice, dedicato ai principianti, alla Formula delle Otto Zone, una delle piu' potenti, e a quella dell’Astro Volante, altra espressione del Feng Shui, che permette di analizzare l’andamento temporale della fortuna in modo assai dettagliato. Nel volume sono contenute anche preziose indicazioni relative alla scelta dell’arredamento e alla distribuzione dei mobili: essi debbono garantire sostegno e debbono essere posti con criterio all’interno degli ambienti. Un ulteriore consiglio e' quello di disporre particolari immagini simboliche che scatenino un effetto propizio complementare. In aiuto del lettore inesperto vengono le numerose e belle fotografie, le illustrazioni e i semplici, ma assai esplicativi, schemi planimetrici presenti. Qualche curiosita' in piu'? Sappiate che l’autrice fornisce anche alcune simpatiche dritte su come formulare e aggiornare l’oroscopo della propria casa e su come sottomettere l’astro della litigiosita'… (Giorgio Re)

Una passeggiata nell’arte: Hakone Open Air Museum
Fra le collezioni di Henry Moore e il padiglione di Pablo Picasso, sospesi fra le opere di Arnaldo Pomodoro e August Rodin. Un museo di scultura moderna con oltre 100 capolavori dei maestri dell’arte contemporanea, occidentale e giapponese, permette di aggirarsi nell’olimpo della scultura del Novecento. Dal 1969 l’Hakone Open Air Museum, un museo all’area aperta posto in un’affascinante localita' di fronte al Monte Fuji, ha guadagnato negli anni sempre maggiore fascino, raccogliendo le opere di molti degli artisti piu' importanti nel panorama internazionale. Ma se gia' la collezione contribuisce a rendere la visita piena di spunti, senza dubbio il contesto paesaggistico valorizza e stravolge il concetto di museo. La combinazione fra esposizione delle opere e natura, all’interno di un parco naturale, permette di respirare arte a pieni polmoni, superando la visione classica della collezione organizzata per sale e corridoi. Un giardino di 70mila metri quadri, curato con la sapiente mano giapponese, in grado di estraniare il visitatore dalla realta' metropolitana di Tokyo, distante solo un paio di ore. Quattro i padiglioni, distribuiti nei verdi spazi, una sala dedicata allo scultore italiano Giacomo Manzu' che celebra il lavoro dell’artista bergamasco per la Porta della Morte di San Pietro, e poi, fra gli italiani, opere di Giacometti e Brancusi. Defilato dal percorso del giardino si trova il padiglione dedicato a Pablo Picasso, la sala piu' pubblicizzata ma a mio parere anche la piu' deludente, con un assortimento di 300 fra porcellane e vasi in terracotta creati dal maestro spagnolo e con il contributo fotografico del reporter David Douglas Duncan, che ha testimoniato la produzione e la vita di Picasso dal 1956 alla sua morte nel ’73. Qui manca infatti quell’aura di sospensione che avvolge il resto del complesso e che si vive al meglio passeggiando nei viali all’interno dell’Hakone Open Air Museum. Una maniera di presentare l’arte che riduce per gli adulti la soggezione e la distanza con le opere, avvicinando anche i bambini, cui e' dedicato uno spazio-gioco appositamente interattivo. Una soluzione in grado di ribaltare l’approccio all’arte o se non altro di rielaborarlo. Se poi si aggiunge l’organizzazione e il gusto giapponese la visita diventa indimenticabile. (Giorgio J.J. Bartolomucci)



 



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