|
A Roma per parlare di alopecia
Novita' e certezze sui motivi che provocano quelle cadute precoci dei capelli conosciute come alopecie diffuse
di Fabio Fantoni
e' autunno inoltrato. e' domenica mattina e Roma si mostra ancora addormentata mentre sulla via Laurentina alcune centinaia di persone discutono e ascoltano attentamente quanto di vecchio e nuovo si sa sulla caduta dei capelli.
''Alopecie Diffuse'' e' il titolo e il tema del ''XXIII° Incontro semestrale'' della Societa' Italiana di Tricologia (S.I.Tri), che per la prima volta ha luogo nella Capitale. Partecipano alla riunione, promossa dal dr. Andrea Marliani, presidente fondatore della S.I.Tri., medici tricologi provenienti da tutta Italia, insieme ai colleghi delle cliniche universitarie piu' rappresentative in questo settore. Nessuno si sorprende quindi di fronte
all'affermazione per cui l'esposizione incauta ed eccessiva ai raggi Ultravioletti del bel sole
d'estate, favorirebbe la caduta dei capelli a causa dell'azione dannosa dei raggi sui bulbi piliferi. Fin qui, infatti, niente di nuovo. Ne'
e' nuova la piu' comune disposizione dei maschi alla calvizie, per questo chiamata alopecia androgenetica. Da tempo si sa che alla sua origine ci sono differenze ormonali di genere, con
l'accertata attivita' nei follicoli dell'enzima 5-alfareduttasi che converte il testosterone in di-idro-testosterone,
l'ormone responsabile della miniaturizzazione dei capelli. Le novita' arrivano invece
nell'ambito dei problemi tricologici al femminile con dati epidemiologici che dimostrano che il defluvium telegenico cronico
e' molto piu' frequente, specie oltre i 50 d'eta' e in fase di menopausa, causa lo stile di vita spesso non sano, lo smog e la nicotina. Non solo: sono ormai numerosi gli studi scientifici pubblicati che a causare
l'alopecia possono esserci una condizione depressiva e il disagio psichico e non il contrario.
''Inquadrata in tale ottica, - sottolinea il dr. Daniele Campo dell'Istituto Ortodermico Italiano e organizzatore
dell'evento - l'alopecia costituirebbe una malattia psicosomatica in piena regola. In ogni caso - continua Campo - si
e' osservato che la caduta dei capelli comporta la percezione della riduzione della propria attrattiva personale, la paura di invecchiare e presenta una ripercussione negativa sulla vita sociale, associata ad una frequente riduzione del tono
dell'umore''. Durante la giornata di lavori tra le relazioni piu' significative, vanno ricordate quella del promotore del
''Progetto Donna'' avviatosi in ottobre, dr. Fabio Massimo Rinaldi (presidente
dell'International Hair Research Foundation) con ''Diagnosi differenziale delle alopecie
diffuse''; quella del l'Ordinario di dermatologia di Firenze, Prof. Torello Lotti con la sua Lettura Magistrale sulle
''Alopecie cicatriziali'' e infine il contributo del dr. Andrea Marliani con ''La dismorfofobia: clinica e
terapie''. In conclusione, un momento d'incontro che ha fatto il punto su un quadro tricologico complesso, quello delle Alopecie diffuse, di cui si sa gia' tanto ma su cui molto ancora si dovra' indagare per potere offrire ai pazienti risposte definitive in campo tricologico e terapeutico.
|