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I Nobel rubati alle donne
Sono tante le scienziate che avrebbero meritato l'assegnazione del
piu' prestigioso riconoscimento scientifico,andato ingiustamente a colleghi maschi
di Giorgio Bartolomucci
Come ogni anno Spoleto ospita, all'interno del suo Festival dei Due Mondi, una celebrazione alle discipline scientifiche che ha preso il nome di
Spoletoscienza. Iniziato nel 1988 e continuato nel tempo per merito della Fondazione Sigma
Tau, questo progetto di divulgazione scientifica, nel succedersi delle edizioni annuali ha visto la partecipazione di centinaia fra i
piu' importanti scienziati viventi (nel corso di vent'anni di storia, alcuni sono poi scomparsi), e molti premi Nobel fra cui John
Eccles, Ilia Prigogine, Julius Axelrod, James Black, Renato Dulbecco e, unica donna, Rita Levi
Montalcini. Rileggendo i vari programmi ci si accorge di come la presenza femminile, sebbene sempre folta e rappresentativa, sia stata numericamente inferiore a quella maschile e
cio' nonostante nel mondo occidentale il numero delle donne che si dedicano alla ricerca e alle professioni sanitarie stia aumentano in maniera vertiginosa. Solo in Italia, per esempio, si prevede che nell'arco del prossimo decennio la popolazione delle donne medico
superera' per dimensione quella dei colleghi maschi. A questo dato, pero', corrisponde ancora una ridotta presenza delle donne in posizioni apicali e di potere, fino alla polemica proposta di allargare il concetto delle quote rosa,
cosi' tanto discusso in politica, anche al mondo della medicina. Di questa discrepanza non si poteva non tener conto e finalmente, nel corso della edizione di questo anno di
Spoletoscienza, si
e' deciso di parlare proprio del rapporto tra donne e scienza e del difficile riconoscimento di questo ruolo da parte della
societa', anche nelle sue sezioni piu' sensibili e avanzate. Un tema che e' una questione centrale per diverse Istituzioni nazionali e internazionali nell'ambito delle politiche della ricerca del lavoro e della formazione. E per farlo in maniera ancora
piu' eclatante la Fondazione Sigma Tau ha deciso di sponsorizzare una mostra, a cura di Lorenza
Accusani, che dopo Spoleto
viaggera' in diverse citta' italiane e si concludera' nella sede del Parlamento Europeo di Bruxelles, dedicata a quelle figure di scienziate che la storia ufficiale ha deciso di ignorare, negando loro la consagrazione ufficiale di un nobel, ma che per i loro risultati scientifici gli addetti ai lavori hanno da tempo innalzato nell'empireo degli immortali della scienza. A parlare di questi argomenti
e' intervenuta, fra le altre relatrici presenti, anche una scienziata che il Nobel lo ha vinto: Rita Levi
Montalcini, che ripercorrendo gli anni della sua giovinezza, le fatiche e le
difficolta' incontrate, come donna e come ebrea, nel portare avanti la propria professione, ha messo in luce le cause e le possibili misure per affrontare e correggere il fenomeno, puntando il dito sulla persistente
difficolta', specie nei Paesi emergenti e in particolare in Africa, per le donne a raggiungere posizioni di rilievo nel mondo della ricerca e dell'innovazione. La discussione e il dibattito sono stati stimolati da molti interventi, e da riferimenti a discusse dichiarazioni come quella di alcuni mesi fa del Rettore
dell'Universita' di Harvard, secondo cui le donne sarebbero meno portate per gli studi di tipo tecnico scientifico. Come si vede -
e' stato detto - i pregiudizi si annidano e persistono anche nei rappresentanti di prestigiose istituzioni. E i fatti lo stanno a dimostrare: dal 1901, anno dell'istituzione del premio Nobel, sono state solo 11 le scienziate alla quali
e' stato attribuito questo riconoscimento per una disciplina scientifica nei settori della fisica, chimica e medicina (il Nobel per la matematica e la biologia non
e' previsto). La polacca Marie Curie-Sklodowska, grazie ai suoi studi sulla fisica e la chimica
e' stata l'unica scienziata ad ottenerne due. In totale sono quindi 11 i Nobel riconosciuti alla scienza femminile su oltre 500 premi assegnati nel corso del XX secolo, una scelta che ha sicuramente discriminato e penalizzato altre ricercatrici che non l'hanno ricevuto pur avendo contribuito in modo determinante ai progetti scientifici premiati. Rendiamo quindi onore, oltre alla
gia' ricordata Levi-Montalcini, alle vincitrici del Nobel che sono state: Marie
Sklodowska-Curie, sua figlia Ire'ne Curie-Joliot, Gerty Radnitz-Cori, Maria
Goeppert-Mayer, Dorothy Crowfoot-Hodgkin, Rosalyn Sussman-Yalow, Barbara Mc
Clintock, Gertrude Elion e Christiane Nüsslein-Volhard, Linda Buck, ma ricordiamo anche i "Nobel negati" a scienziate alcune delle quali videro premiati per le stesse ricerche soltanto i loro colleghi maschi, segnalando quale sia stato il contributo fondamentale, ignorato dal mondo accademico che decide a
Stoccolma.
Rosalind Franklin (1920 – 1958),
forni' le prove sperimentali della struttura del DNA. Per questa scoperta ricevettero il Nobel i suoi colleghi
Wilkins, Watson e Crick che realizzarono il modello a doppia elica grazie alle fotografie della diffrazione ai raggi X del DNA scattate dalla Franklin, che Wilkins aveva sottratto dal laboratorio della scienziata. La
verita' fu rivelata molti anni dopo, dallo stesso Watson, nel suo libro "La doppia elica", dove lo scienziato racconta l'episodio del furto in termini scherzosi.
Jocelyn Bell-Burnell (1943) scopri', quando era ancora studente di Astronomia, i pulsar, corpi celesti la cui apparizione fu del tutto inaspettata,
poiche' non si inserivano nel contesto teorico dell'epoca. Il Nobel per la scoperta fu assegnato al relatore della sua tesi, il professor Anthony
Ewish.
Lise Meitner (1878 - 1968), la prima donna a ottenere la cattedra di fisica presso una
universita' tedesca. Forni' la prima interpretazione esatta della fissione nucleare, ma il Nobel fu assegnato solo ad Otto Hahn con cui aveva lavorato in questo
campo.
Chien-Shiung Wu (1912 – 1997),
partecipo' al Progetto Manhattan. Il suo risultato scientifico piu' importante fu la dimostrazione, mediante un esperimento da lei sviluppato, che il "principio di
parita'" fino ad allora ritenuto intoccabile non e' sempre valido in campo subatomico (nelle interazioni deboli). Per questa scopera il Nobel
ando' ai suoi colleghi Tsung Dao Lee e Chen Ning Yang.j
Annie Jump Cannon (1863 - 1941), prima donna eletta Direttore della American Astronomical Society, all'osservatorio
dell'Universita' Harvard di Cambridge, Massachusetts, scopri' 300 stelle variabili, cinque novae e una "nova nana" (SS
Cygni).
E' ricordata soprattutto per la lunga ricerca, finanziata da Ruth Draper, durante la quale
analizzo' e catalogo' circa 500mila spettri stellari. Ne teorizzo' le differenze, gettando cosi le basi dello studio dell'evoluzione delle stelle. Il suo metodo per classificarle
e' tuttora in uso.
Nettie Maria Stevens (1861-1912), una delle prime scienziate a farsi un nome nel campo della biologia. Nel 1905 ricevette il premio
"Ellen Richards" e nello stesso anno
pubblico' una ricerca che rivoluzionera' le conoscenze biologiche sulla determinazione ereditaria del sesso attraverso i cromosomi, ponendo le basi teoriche e metodologiche su cui si
fondera' nel 1910 il famoso laboratorio delle mosche drosofile, diretto da T. H. Morgan (premio Nobel di genetica nel 1933).
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