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Il giuramento di Ippocrate
L'importanza e l'attualita' di un testo fondamentale della deontologia professionale medica, nelle parole di chi ha fatto della medicina lo scopo della sua vita
di Irene Capuani
Sono diversi anni, ormai che, a completamento del cursus studiorum di un medico, si richiede il giuramento di fedelta' a
Ippocrate. Una pratica cinta da
un'aura sempre piu' misteriosa la cui validita' segna e ''libera l'uomo dalla credenza che la malattia o la morte fossero diretta conseguenza del fato o del volere degli
Dei''. A riproporci, attraverso commenti sempre lucidi e puntuali, l'estrema attualita' di questa dichiarazione di intenti
e' il collega Luigi Di Cioccio, medico e pioniere della geriatria, gia' Presidente
dell'Ordine dei Medici di Frosinone. Con ''Il giuramento di Ippocrate'' (ed. CESI - 2007) - scrive Alberto Volponi, direttore generale
dell'Enpam, nella presentazione del volume - l'autore rende chiaro quanto, il compito primario di un medico, sia da sempre e continuera' a esserlo, la difesa della vita umana e della sua profonda
dignita'. A una medicina che tende a non essere strumento per prevenire, guarire o soltanto alleviare le sofferenze umane, ma mezzo per la soluzione di problemi economici, etici e sociali, il lavoro di Di
Cioccio, nella grande tradizione ippocratica contrappone un medico non tecnico, ne' salvatore, ma rispettoso dei diritti e dei valori del cittadino
paziente''. Una rilettura della lezione di Ippocrate che, nonostante gli anni e le trasformazioni della pratica medica, appare ancor oggi attuale. Considerato il padre della moderna medicina, proveniente da una famiglia aristocratica, Ippocrate nacque a Cos nel 460 a.C e fu il primo a introdurre
l'innovativo concetto che la salute e la malattia di un individuo dipendessero da specifiche circostanze umane della persona stessa e non da superiori interventi divini.
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La sua grande fama
e' dovuta principalmente al fatto di essere stato un grande maestro e fondatore di una vera e propria scuola medica; divenendo cosi', nel corso del tempo, il simbolo stesso
dell'arte medica. Nel suo volume, Di Cioccio, ci ricorda che gli scritti del grande maestro sono riuniti nella raccolta
''Corpus Hippocraticum'' e la fondamentale importanza del ruolo attribuito
all'alimentazione, all'attivita' fisica, alla salubrita' dell'ambiente e a tutto cio' che oggi va sotto il nome di Ecologia Umana.
L'originale e minuzioso lavoro, oltre a recuperare gli aspetti fiabeschi del mito, dimostra la coerente attualita' del giuramento con
l'etica del medico di oggi, che deve ispirare la pratica medica al diritto naturale e, se cattolico, ai documenti ecclesiastici e teologici. La tesi del libro
e' che il pensiero di Ippocrate e' stato un enorme passo in avanti che ha permesso alla medicina di divenire una scienza razionale e di staccarsi dalla superstizione. Tra mitologia, storia e tradizione,
l'excursus proposto dal testo termina con cio' che nel corso di circa 2500 anni
l'etica ha raccolto sotto il nome espressivo di deontologia. Un insieme di norme e regole di autodisciplina predeterminate dalla professione, vincolanti per gli iscritti
all'Ordine che a tali norme devono adeguare la loro condotta professionale. |
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Un testo in cui una condotta esemplare e senza imperfezioni viene non solo rivalutata, ma serve a ridare prestigio alla nobile professione del medico che opera per scopi umanitari, rimarcandone soprattutto la sua primaria importanza
nell'ambito del sociale. Una figura nobile e antica come il mondo, che e' passata attraverso le fasi piu' buie della storia riuscendo comunque a mantenersi indiscussa e indispensabile.
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