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articolo aggiornato il: Monday 31 August 2009

medicina estestetica in giappone

 

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La medicina giapponese

La tradizione e' un elemento fondante della medicina giapponese, nonostante il paese sia da decenni all’avanguardia nell’ambito dell’innovazione tecnologica. Le tecniche del passato si legano cosi' a macchinari futuristici, in un connubio originale ed efficace. Il sistema Kanpô, assieme ad agopuntura, macrobiotica, moxabustione, massaggi e pranoterapia, e' una delle grandi branche della medicina orientale tradizionale e si basa sugli antichi insegnamenti cinesi. Medicina ufficiale in Giappone fino al 1868, la tecnica Kanpô venne abbandonata per oltre un secolo a favore della medicina occidentale, per poi tornare in auge ed essere reintegrata all’interno del sistema sanitario. La differenza principale tra l’approccio tradizionale nipponico e quello moderno risiede nella diversa concezione di salute, poiche' nel Sol Levante questa non si realizza attraverso la sola assenza di malattie ma mediante il raggiungimento di un’armonia con la complessita' del mondo. Se la medicina occidentale e' scientifica, analitica, guarda al presente, al sintomo, al particolare, nel metodo orientale si da' importanza allo ieri e al domani, allargando il quadro per avere piu' informazioni possibili. In questa ottica la medicina giapponese fa riferimento alla teoria dei 5 elementi, in stretto rapporto con la filosofia dell’Unicita' e con l’idea delle forze Yin e Yang. Attraverso questa visione la vita dell’universo e la vita di un essere umano coincidono e sono composte degli stessi elementi, seguendo il medesimo ciclo vitale: Yin e Yang sono le forze opposte dell’universo che devono essere mantenute in equilibrio per raggiungere l’Unicita'. La medicina tradizionale giapponese non concepisce il corpo come composto di parti separate, ma considera ogni organo una parte del tutto, e la malattia un deterioramento di tutto il sistema corporeo. Ogni malattia insorge a causa di un eccesso o di una disarmonia. Lo Yang puo' essere definito come la tendenza verso l’espansione e lo Yin la tendenza alla contrazione (esempi di Yin sono la femminilita', la passivita', la terra, la luna; esempi di Yang sono il maschile, l’attivita', il cielo, il sole, il calore). L’energia originata dalla loro interazione e' la forza motrice di tutti i fenomeni biologici e si chiama ki. Sebbene ogni essere vivente possieda il ki, la quantita' e la qualita' di tale energia variano in ogni individuo e la salute viene meno quando si spezza l’equilibrio tra le due forze universali. Il ki ci viene fornito ogni giorno da cibo e bevande e bisogna regolare l’assunzione di queste sostanze in modo da renderne il piu' possibile armonioso il flusso nel nostro corpo. Se ki, sangue e acqua scorrono nel corpo, il paziente e' sano; al contrario se si fermano, sorge una condizione di malessere. I sostenitori dell’arte di curarsi con la medicina orientale distinguono nel corpo organi Yin (organi cavi come la colicisti e l’intestino tenue) e organi Yang (organi pieni e di regolazione, irrorati dal sangue, come cuore, fegato e reni). Il livello di ki richiesto da un organo Yin o Yang dipende dalla sua densita' e struttura. Un approccio macrobiotico, che oltre al corretto rapporto con il cibo prevede l’uso di prodotti fermentati e di te' preparati con erbe e radici selvatiche, si utilizza per malattie come ipertensione, malattie da raffreddamento, cefalea, artriti, nevralgia, asma bronchiale, malattie del collagene ed epatite cronica. Una cura corretta dipende sia dalla necessita' energetica del paziente, sia dalla stagione dell’anno in cui ci si trova. Il cibo deve mantenere una temperatura giusta, fisiologica ed equilibrata in tutto il corpo, si sconsigliano percio' cibi che raffreddano l’intestino, soprattutto nella stagione invernale, o che danno troppo calore nella stagione estiva. Questo equilibrio tra caldo e freddo apporta benessere all’organismo mentre mangiare male aumenta il rischio di soffrire di insonnia, ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari e stress. (L.B.)


 



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