|
Mi sono innamorato dell´Etiopia
Sono molti i medici italiani che nel periodo di ferie svolgono attività di volontariato in paesi africani. Che cosa li spinge a farlo?
intervista raccolta da Giorgio Bartolomucci
Prof. Salvatore Pala, dermatologo Responsabile dell´Ambulatorio delle Malattie Sessualmente Trasmesse dell´Università La Sapienza di Roma
Cosa spinge un affermato professionista, Professore universitario e noto dermatologo, a prendere a cuore un progetto di solidarietà nel cuore dell´Africa? "Ero già stato nel continente africano per un certo periodo quando ho insegnato all´Università di Mogadiscio - risponde il prof. Salvatore Pala, dermatologo Responsabile della ricerca dell´ambulatorio delle Malattie Sessualmente Trasmesse dell´Università La Sapienza di Roma - ma mi sono subito innamorato dei paesaggi e della gente dell´Etiopia, tanto che dopo una mia visita all´ospedale missionario di Dubbo, ho deciso di adottare a distanza una bambina di pochi anni che cercherà di aiutare a crescere fra le tante difficoltà di quel paese lontano. Ora quando posso mi metto a disposizione dell´Associazione Croce Bianca di S. Severino Marche che sostiene l´iniziativa di solidarietà e sono già stato diverse volte a svolgere il mio lavoro di dermatologo nell´ambulatorio del piccolo ospedale ricavandone stimoli non solo professionali ma soprattutto umani che è difficile descrivere. In quella realtà manca quasi tutto, si vive in una piccola struttura messa a disposizione dai missionari che gesticono l´esperienza, dignitosa ma al disotto dei nostri standard abitativi, eppure ogni giorno curando quella gente, guardando negli occhi i piccoli pazienti, si riscopre il valore più profondo e importante della nostra professione. Solo dopo queste esperienze ho potuto apprezzare al meglio lo sforzo e gli importanti risultati raggiunti dal collega Aldo Morrone dell´Ospedale San Gallicano di Roma con il suo Italian Dermatological Hospital (IDH) nel Tigray". L´Etiopia è uno Stato dell'Africa orientale che si trova per la maggior parte nel Corno d'Africa, la zona più orientale del continente africano. Il suo territorio è un insieme disordinato di montagne, altopiani disconnessi divisi dalla Rift Valley, che percorre la parte sud-orientale e nord-orientale del paese ed è circondata da bassopiani, steppe e semi-deserto. La grande diversità del territorio determina grande varietà di clima, terreno, vegetazione naturale e aree abitate. Il paese è ricco di cultura, tradizioni, fascino, storia e la sua popolazione di circa 70 milioni di abitanti è divisa in varie etnie, fra cui la più importante è quella abissina che da secoli ha il primato politico e culturale. La densità è di 58 persone per km quadrato, e con la speranza di vita di 44,7 anni, ci si attesta in una posizione fra le più basse al mondo. Nella società etiopica la famiglia è il fulcro della vita e il prestigio individuale è direttamente proporzionale a quello della propria famiglia, che deve essere numerosa e possibilmente con prevalenza di prole maschile. "Gran parte degli abitanti vive di agricoltura - continua il Prof. Pala - e gli insediamenti più popolati si trovano nella regione centrale, dove il terreno si presta maggiormente alle coltivazioni. La zona di Dubbo, dove sorge lo Special Maternal & Child Health Care Center dei frati Cappuccini di Loreto, è molto impervia e le popolazioni residenti vivono ancora in condizioni di povertà, con strutture di sostegno, anche sanitario, minimali. Non è stato facile per i missionari coniugare il rispetto per le popolazioni locali, fiere e dignitose, con la necessità di un miglioramento delle loro condizioni di vita. Il problema più grave era la sopravvivenza messa in dubbio dalle malattie e dall´alta mortalità neonatale e infantile. I pochi bambini che sopravvivevano si ammalavano poi gravemente, specie agli occhi, e anche le donne e le puerpere rischiavano la vita per l´assoluta mancanza d´igiene al momento del parto. Dopo anni di lavoro la creazione di questa clinica per la maternità e la ginecologia si è dato un impulso concreto al miglioramento della qualità della vita della popolazione. Ma malattie come l´AIDS, il tifo, la tubercolosi, continuano a proliferare - molto meno la malaria
perché siamo a una certa altezza - e nei villaggi, soprattutto fra i bambini, le patologie dermatologiche sono diffusissime. In particolare le infezioni batteriche e virali e i funghi, insieme alla pediculosi, alla scabbia e gli eczemi sono fra le condizioni che si osservano con più frequenza". Da quando è iniziata la collaborazione fra l´Istituto di dermatologia dell´Università La Sapienza e il Centro di Dubbo, numerosi dermatologi e specializzandi si sono recati in Etiopia per prestare assistenza e cura alle popolazioni locali e il sostegno continuerà anche per il futuro. Uno dei problemi che spesso appare insormontabile è che i volontari, per recarsi in Africa, debbono pagarsi il biglietto aereo e usufruiscono solo della semplice ospitalità in loco. ma anche questa paradossale situazione non sembra agire come un limite alla voglia che molti hanno di mostrare la loro solidarietà concreta a chi ha più bisogno. Si prendono le ferie e si decide che invece di una vacanza in un villaggio sulla costa africana
può essere più gratificante e umanamente significativo dedicare il proprio impegno in una impresa
così nobile. Per chi volesse solo contribuire, la cosa è più facile: basta leggere il box a sinistra e prendere i dati per fare un versamento scaricabile fino all´otto per mille.
Fondazione Pro Dubbo ONLUS
Per poter contribuire all´iniziativa nata dai missionari Cappuccini di Loreto si possono utilizzare due strade: il Conto Corrente Postale n.mo 17971082 oppure un bonifico presso la Banca di Ancona Credito Cooperativo: Codice IBAN IT/53/ Z/08916/02600/000010191601- Causale: Donazione Pro Dubbo - Intestazione Fondazione Pro Dubbo Onlus - c/o Mons. Domenivo Marinozzi, Piazzale Lotto 2, 60025 Loreto, e per maggiori informazioni www.produbboonlus.com
Bisogna evitare la fistola ostetrica
Presentata a Milano la neonata Women Help Foundation che si occupa di problematiche uroginecologiche nei Paesi Sottosviluppati, con particolare attenzione al problema della fistola ostetrica, una patologia gravissima che colpisce circa due milioni di donne nel paesi del Terzo Mondo. La lacerazione uro-pelvica è causata da un travaglio prolungato e ostruito, ed è causa d´incontinenza urinaria e, spesso, fecale. Presidente e ideatore della Fondazione è il Prof. Stefano Salvatore, docente di uro-ginecologia all´Insubria di Varese. Da noi la malattia non esiste più dalla fine dell´‘800, mentre altrove colpisce donne molto giovani, costrette a partorire in condizioni spaventose, con travagli che durano anche 7 giorni e che portano nel 93% dei casi alla morte del bambino. Le donne, spesso giovanissime, rese menomate e incontinenti a causa della fistola, vengono relegate in capanne lontane dal villaggio, dove terminano la loro vita nella vergogna, in quanto l'insorgenza di infezioni le porta inevitabilmente alla morte. Una tragedia che
può essere cancellata con una semplice operazione chirurgica, che risolve il problema in oltre il 97% dei casi. Per questo in partnership con altre organizzazioni benefiche, è nato ad Addis Abeba, in Etiopia, uno dei paesi più colpiti, un ospedale specifico che ha già eseguito quasi 9000 interventi. Per conoscere i progetti della Woman Help Foundation (www.helpfoundation.it).
|