| Home | Pellebeauty | Cerca nel portale | Alimentazione | Allergie | Acne | Antiaging | Benessere | Chirurgia Plastica | Congressi | Cosmetici | Cute Multietnica
|Ginecologia | Igiene | Immunologia | Laser | Medicina Estetica | Odontoiatria Estetica | Pediatria | Psicosomatica | Ricerca | Sport |Societa' | Termalismo
| Tricologia | Virologia | Recensione Libri | Medicina Dolce | Sudorazione Eccessiva | Dermatologia | Ortopedia | Politica Sanitaria | Chirurgia Estetica | Trucco |
   

articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 

 

In palestra con la principessa Sissi

Vienna si prepara a festeggiare centocinquanta anni dal matrimonio fra l’imperatore Francesco Giuseppe e la principessa Sissi. Una donna cui stavano strette le convenzioni reali, che a Corte si era attrezzata una stanza per fare ginnastica, amava i cavalli e i viaggi. E la cui morte ne ha consacrato il mito 

 

E' difficile spiegare come nascano i miti. E come, indifferenti ai cambiamenti delle generazioni, delle mode e degli stili, si alimentino di una linfa autonoma, quali inesauribile. Spesso a tener vivo il ricordo sono alcuni film, riproposti in televisione con frequenza, ma che, a dimostrazione del favore che incontrano fra il pubblico, risultano anche fra i piu' venduti in cassetta o DVD. e' il caso di Elisabetta Aurelia Eugenia D’Asburgo, alla nascita duchessa di Baviera, e dei tre colossal a lei dedicati “La principessa Sissi” (1955), “Sissi la giovane imperatrice” (1956) e “Il destino di una imperatrice” (1957), del regista Ernst Marischka, con la bellissima attrice Romy Schneider nei panni della leggendaria Elisabetta, detta Sissi, ruolo che interpreto' anche vent’anni dopo in “Ludwig” di Luchino Visconti. 
L’importanza storica di Sissi e' molto limitata, e i motivi per cui il suo nome e' divenuto immortale sono probabilmente legati all’aura misteriosa ed entusiasmante che circonda ancora oggi questo leggendario personaggio.
Sissi nacque la notte di Natale del 1837 a Monaco. Sua madre era Ludovica di Wittelsbach, il padre il duca Massimiliano, un intellettuale libertino dal carattere molto particolare. Nel film lo si descrive come un uomo che preferiva insegnare ai figli l’amore per la natura, per i cavalli, per le passeggiate in montagna, piuttosto che le noiose genealogie della casata imperiale. E fin dall’infanzia Elisabetta manifestava un’indole personale molto vivace, che la porto' a essere la figlia prediletta del suo stravagante padre. La giovane crebbe in tranquillita' nel castello di Possenhofen, in riva al lago di Starnburg, dove si dedicava quotidianamente alla cura dei suoi amati cavalli. Mentre sua sorella maggiore Elena, detta Nene', aveva un futuro ricco di sfarzo e potere: per un accordo fatto fra sua madre Ludovica, sorella dell’arciduchessa Sofia, madre del neo imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, Elena era stata designata come futura moglie del giovane e dunque come futura imperatrice. Il fidanzamento doveva concludersi nell’estate del 1853: madre e figlia partirono alla volta di Bad Ischl, residenza estiva degli Asburgo, portandosi dietro anche la sedicenne Elisabetta, che si trovo' a rubare alla sorella lo sguardo dell’imperatore. Fu un vero colpo di fulmine fra Franz e Sissi, e non potendo opporsi al desiderio dell’imperatore, Sofia dovette chiedere a Ludovica non piu' la mano di Nene', ma di sua sorella minore. Alla notizia del suo futuro matrimonio, la giovanissima Elisabetta rimase incredula: non era certo rimasta indifferente al fascino di Franz, ma allo stesso tempo era terrorizzata dalla prospettiva di diventare imperatrice. Nonostante tutto, l’annuncio ufficiale del fidanzamento venne dato velocemente, il 19 agosto 1853. Sofia era decisa a voler “dare la giusta piega” alla sua futura nuora, graziosa si', ma troppo esuberante per governare un paese ed essere all’altezza di una corte reale. Era necessario che imparasse a menadito il galateo, e iniziasse a curare di piu' la sua persona. Sebbene, a esempio, fosse di corporatura ben proporzionata, Sissi aveva i denti gialli: dovette assolutamente imparare a sorridere senza mostrarli. Elisabetta arrivo' dunque al matrimonio molto innamorata del fidanzato, ma anche gia' abbastanza esasperata dalla suocera. La fastosissima cerimonia nuziale fu celebrata la sera del 24 aprile 1854 dal cardinale Otto von Rauscher a Vienna, presso la Chiesa degli Agostiniani. L’educazione della novella sposa continuo' implacabilmente anche dopo il matrimonio, e le cose non migliorarono di certo quando Elisabetta rimase incinta: nel marzo 1855 nacque la piccola Sofia, seguita, l’anno dopo, dalla sorellina Gisella.
L’imperatrice madre prese le bimbe subito sotto la sua custodia, delusa per il fatto che non fosse ancora nato un erede maschio. Ma Sofia sottovalutava la nuora e l’ascendente che aveva su suo marito. Sissi, ormai ventenne e nel pieno della sua bellezza, inizio' infatti a reagire: pretese di riavere con se' immediatamente le sue due figlie. Innamoratissimo della moglie, Francesco Giuseppe stavolta intervenne e ne prese le parti. Elisabetta inizio', pero', pian piano a crearsi una sua vita personale che la porto' ad allontanarsi sempre di piu' dal marito e dalla vita di corte. Incremento' parecchio le attivita' fisiche, dedicandovisi in maniera maniacale. Praticava soprattutto equitazione e tanta ginnastica: aveva fatto attrezzare una sala adibita a palestra completa di attrezzi ginnici nei solai del palazzo imperiale e, tutte le mattine, dedicava almeno tre ore ai suoi esercizi. Due giorni al mese erano, inoltre, interamente dedicati alla cura dei suoi magnifici capelli, che si dice le arrivassero quasi fino alle ginocchia. Anche la dieta aveva la sua importanza: dopo le gravidanze Sissi si diede molto da fare per riacquistare il suo peso ideale; seguiva anche delle diete naturali da lei stessa inventate, a base di carne cruda, sangue di bue crudo, moltissimo latte. 
Il carattere molto solare, anche se esuberante, dell’imperatrice contribui' a distendere i rapporti politici tra l’Austria e l’Ungheria, tanto che l’8 giugno 1867 Francesco Giuseppe ed Elisabetta furono incoronati “Reali d’Ungheria” nella cattedrale di Buda. Di questo paese Sissi amava la letteratura, la musica, la gente. Anche la sua ultima figlia, Maria Valeria, era nata in questo paese e per questo la chiamava “la figlia ungherese”. Il popolo magiaro era entusiasta della sua regina, cui dedico' innumerevoli strade, piazze e statue. L’irrequietezza di Sissi non trovo' pace neanche con l’ultima maternita': soprannominata “Imperatrice locomotiva” dai suoi sudditi, continuo' a girovagare imperterrita per l’Europa. Il colpo fatale le giunse otto anni dopo con la notizia della morte per suicidio dell’erede al trono e suo unico figlio maschio Rodolfo, nato nel 1858. Dilaniata dai sensi di colpa per non aver saputo dare a suo figlio l’amore e la tenerezza necessari, riprese i suoi viaggi. La citta' di Ginevra, dove decise di recarsi con un’amica nel 1898, lasciando il marito tra le braccia della sua storica amante Katharina Schratt, fu la sua ultima tappa. Sempre piu' anoressica (pesava solo quarantasei chili), il 10 settembre, al rientro da una passeggiata, fu avvicinata da uno sconosciuto che la colpi' al petto con una lama. Sissi mori' poco dopo, all’eta' di 60 anni. L’assassino era un anarchico italiano, Luigi Luccheni, che si suicidera' poi in carcere impiccandosi con la sua cintura. Dopo il solenne funerale, fu sepolta a Vienna, nella Cripta dei Cappuccini, insieme a tutti gli altri Asburgo, mentre, in Ungheria, i magiari piangevano la regina che li aveva conquistati con la sua abilita' di cavallerizza e con il suo fascino di donna. Oggi e' quasi inevitabile legare il suo nome a quello di altre principesse e nobildonne dal destino amaro: fra esse soprattutto Soraya e Diana Spencer. Sono tutte figure di donne cui stavano strette le vesti di “moglie di”e le forme prestabilite del comportamento cortigiano. Diana negli anni ’90, Soraya nei ’50, Sissi addirittura nell’800, hanno rappresentato esempi di coraggio, forza e anche originalita', fra pettegolezzi e false credenze che non minano pero' la potente suggestione portata dal loro ricordo. Presso il Castello Grassalkovich a Godollo, vicino a Budapest in Ungheria, e' stato recentemente pensato il “Percorso Sissi”, in omaggio alla principessa che vi giunse per la prima volta nel maggio del 1867 e s’innamoro' subito del luogo, tanto da trascorrervi lunghi soggiorni: e' un itinerario sulle orme della leggendaria regina creato l’anno scorso in occasione del 165° anniversario della sua nascita e del 135° dell’incoronazione. I molteplici aspetti del carattere della regina vengono evocati dalle varie tappe dell’itinerario che inizia in Austria a Unterwittelsbach, il castello di villeggiatura estiva della famiglia Wittelsbach, prosegue per Bad Ischl, dove sorge la Villa Imperiale, e poi a Vienna, nelle residenze Hofburg e Schonbrunn, fino a giungere in Ungheria. Fino a Budapest, dove la statua sul Ponte Elisabetta omaggia la principessa Sissi e la pasticceria Ruszwurm, nel Quartiere del castello, ricorda le sue soste golose. Soste che sapeva poi come “bruciare”, trascorrendo ore e ore nella sua palestra.


 

 

 


|Home| |Torna indietro| |richiedi l'articolo| |chiedi al medico|
www.lapelle.it
Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la duplicazione degli articoli anche parziale 
senza espressa autorizzazione dell'editore