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articolo aggiornato il: Tuesday 01 September 2009

medicina estestetica in giappone

 

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Trucco giapponese

di Loredana Molise

Quando si parla di trucco per le donne giapponesi si immagina immediatamente il volto di una geisha o di una maschera del Teatro Kabuki. Simboli di una tradizione culturale ricchissima che si sviluppo' molti secoli prima che Portoghesi e Olandesi raggiungessero l’arcipelago del Giappone. Tutt’oggi nelle scuole per diventare Geishe, le giovani Maiko, apprendono ad applicare sul proprio volto la pasta bianca e a incipriarsi con polvere dello stesso colore, concentrandosi poi sul contorno degli occhi da delineare con un eyeliner nero e sulle labbra minute e rosso intenso, tramite cui trasmettere quelle emozioni che sono alla base della millenaria arte della seduzione delle geishe. Un canone di bellezza molto distante dal nostro, che non lascia indifferente chi guarda, ma che certamente non e' piu' il punto di riferimento delle donne nipponiche di oggi, che guardano invece all’occidente come fonte di nuove mode e tendenze. Lo si capisce quando, per caso, si ha a che fare con una giovane giapponese residente in Italia, che chiede alcuni interventi di trucco per migliorare la propria immagine. Perche' confrontandosi con le coetanee europee, possono non piacerle piu' la propria faccia rotonda, gli zigomi ben pronunciati, il naso considerato troppo piccolo e finanche i tipici occhi a mandorla. Inoltre, vivendo da noi, si stabilisce un altro rapporto con il sole e si puo' desiderare di eliminare quell’effetto porcellana della cute, che ha certo i suoi estimatori in Oriente, ma poco seguito raccoglie in un paese come il nostro dove un incarnato troppo pallido ricorda piu' la malattia che la bellezza. In base alla mia esperienza credo che il consiglio piu' adatto da dare sia quello di non rinunciare al proprio colore naturale, ne provando a scurirlo ne cercando di schiarirlo di piu'. In effetti e' sbagliato credere che il grande ricorso che le donne giapponesi fanno a prodotti schiarenti sia finalizzato ad avere una pelle piu' chiara, perche' il vero obiettivo e' invece prevenire l’insorgenza di efelidi e inestetiche discromie cutanee. Il tono dell’incarnato di una giapponese, seppur chiaro, e' una combinazione variabile di due tonalita', una giallastra l’altra tendente al rosso-marrone. Per questo, nella scelta del colore di fondo, bisogna valutare quanto prevalga la prima perche' questa assorbira' di piu' i pigmenti rossi utilizzati per neutralizzare il giallo. Da consigliare invece tonalita' pastello, dal rosa pallido al rosa salmone al nocciola chiaro, che insieme a un attento gioco di luce e ombra possono esaltare linee e tratti del viso anche piu' piatto e rotondo. Per riuscire a scavare il viso bisogna dare maggiore profondita' agli occhi, ombreggiando con il kajal la rima palpebrale inferiore, la zona sotto-zigomatica e le parti laterali, con una colorazione che assomigli al fondo di base – 3/4 toni piu' scura. Anche l’angolo interno dovra' essere ritoccato con lo scuro per correggere la plica palpebrale orientale. Con questa illusione ottica di profondita' si potra' ridurre anche la globosita' degli occhi che talvolta appaiono coperti dalle palpebre. Se si vuole dare un volume tridimensionale a un naso piatto, bisogna ricreare l’armonia mancante, scurendone – senza eccedere - le ali con polveri sui toni del beige. Spesso le ciglia si presentano dritte e rade, e in tal modo l’occhio appare quasi soffocato dal tessuto palpebrale. Applicando delle ciglia a mazzetto di lunghezza graduale lungo tutta la palpebra mobile si puo' ottenere un ottimo effetto naturale e ridurre l’apparente gonfiore oculare. Per la bocca sono preferibili contorni arrotondati che ne mettono bene in evidenza la carnosita'. Per concludere, il risultato ottenuto non dovra' discostarsi dal fatto che la bellezza delle donne asiatiche risiede soprattutto nel fatto che la loro pelle e' liscia, luminosa, trasparente e senza eta'. Indipendentemente dalla nazione scelta per vivere. 

Il farmacista di Shiseido
La storia racconta che Arinobu Fukuhara, responsabile della farmacia della Marina Imperiale giapponese fondo' Shiseido, la sua azienda cosmetica nel 1872. Shiseido fu la prima linea cosmetica a introdurre colori tenui e prodotti colorati per il trucco correttivo che fino ad allora si realizzava solo con il bianco. Seguirono formulazioni ammorbidenti per la pelle come risposta all’uso diffusissimo all’epoca di trucchi a base di piombo. Nel 1923, la compagnia inizio' a creare la propria rete di distribuzione che oggi ammonta a 25.000 negozi sparsi in tutto il Giappone. L’internazionalizzazione inizio' nel 1957 da Taiwan, seguito poi da vendite a Singapore e Hong Kong. Nel 1965 viene fondata la Shiseido America European, mentre i prodotti Shiseido arrivano per la prima volta in Italia nel 1968. Oggi l’azienda svolge nei propri laboratori un’intensa attivita' di ricerca sulle nuove frontiere della dermocosmesi e della aromacologia, elaborando formulazioni per ogni tipologia di pelle e di inestetismo cutaneo. La linea di Make-up offre infine un estesissimo portafoglio di prodotti che vanno dai rossetti agli eye liner, dal mascara ai fondo tinta di tutte le tonalita'. (I.C.)


 



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