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Appunti di viaggio nell’incredibile India
Ogni vacanza arricchisce di conoscenze ed emozioni. Ma un viaggio in India e'
come un bombardamento sensoriale da cui si esce senza fiato
a cura di Giorgio Bartolomucci
L’India e' un Paese dalle mille contraddizioni. Nuovo paradiso dei colossi
dell’informatica in cui le Aziende elettroniche fanno a gara nel proporre
investimenti, ma anche scenario di un glorioso passato che si rispecchia in
templi e monumenti datati migliaia di anni. Dove la gente continua ad affollarsi
alla ricerca di un contatto diretto con una delle numerose Divinita' che
popolano il pantheon hinduista, la religione piu' diffusa fra la popolazione.
Indiano e' il ''re dell’acciaio'' Lakshimi Mittal, uno degli uomini piu'
ricchi e influenti del mondo, e insieme a lui tanti altri giovani, innovativi e
visionari imprenditori hanno portato l’economia nazionale al secondo posto tra
quelle in piu' rapida espansione al mondo, con un PIL che cresce ogni anno di
due cifre. Eppure, alle periferie di Delhi, Mumbai e Calcutta, si affollano in
baraccopoli che si perdono a vista d’occhio, milioni di poveri e diseredati
che vivono in condizioni spaventose, al disotto di qualsiasi standard igienico e
umano. Ma la vita e dinamicita' economica, che attirano tali capitali
internazionali da far scommettere agli analisti che fra dieci anni si assistera'
al sorpasso dell’economia italiana e fra quindici di quella britannica, non
sembrano avere tempo per preoccuparsi di chi non riesce a mettersi al passo con
il progresso, preoccupate invece di offrire a un mondo di nuovi consumatori
grosse auto, lusso e scintillanti shopping mall. Questa estate ho avuto la
fortuna di viaggiare in India, dal nord al sud, scegliendo di farlo non da
turista ma da curioso, da umile esploratore, che si lascia affascinare sia da
una cultura diversa dalla propria, sia dalla capacita' di resistere in parte
alla modernita' omologata rimanendo ancorati ad alcune tradizioni del passato,
alla filosofia e alle usanze che si tramandono ancora oggi da millenni. Senza
indulgere in uno pseudoromanticismo che vorrebbe rifiutare quel progresso che
negli ultimi anni sta completamente alterando il profilo di un paese che tramite
la tecnologia e' entrato di diritto tra i principali protagonisti dell’era
informatica. Mi sono mosso tra costruzioni ultra moderne, grattacieli e internet
point, ma anche prendendo treni che ancora propongono carrozze per classi
sociali ben differenziate, visitando templi ed edifici sacri talvolta in piena
decadenza, attento alle testimonianze risalenti alla dominazione britannica ma
cosciente che l’India e' di per se un continente ignoto anche ai suoi stessi
abitanti, per lo piu' ancora legati al proprio villaggio, la vera costante
culturale e sociale del Paese.
Perche' nonostante un intelligente programma di
liberalizzazione economica, avviato nell’ultima decade dello scorso secolo,
abbia determinato a ragione l’integrazione della nazione nell’economia
globale, l’India e' ancora essenzialmente agricola, dipendente dal regime dei
monsoni, un vento che arriva dal sud-est carico di umidita' dopo aver
attraversato l’Oceano Indiano.
Qui la pioggia e' vita e le regioni che ne
ricevono di piu' possono ottenere anche due raccolti di riso all’anno. In
agricoltura lavorano duramente soprattutto le donne e diffuse sono le pratiche
di sfruttamento e discriminazione nel mondo del lavoro. Spesso, nelle famiglie
piu' povere le figlie femmine sono un peso economico perche' per sposarsi hanno
bisogno di una dote. Guai poi se si rivelano sterili o non danno luce a un
figlio maschio.
Da divorziate o vedove sono poi considerate reiette dalla societa'.
Eppure, in questa che e' la piu' grande democrazia del mondo (620 milioni di
elettori), le donne in parlamento sono ben oltre il 10%, diversi capi di governo
sono state donne e un terzo dei posti negli enti locali e' a loro riservato.
Oggi hanno un aspettativa di vita di circa 67 anni (64 per gli uomini), e i
tassi di mortalita' materna e infantile stanno progressivamente calando. C’e'
il rischio che tornando a casa, fra i tandi ricordi dell’India si porti con se
soprattutto il senso d’impotenza e di fatalismo di fronte alla poverta' e alla
morte. Ma io voglio, con spirito laico, ricordare soprattutto le esperienze
fatte immergendomi in un crogiolo di culture, fra gente di tutte le principali
religioni del mondo, in una diversita' che si registra sia nella geografia che
nelle tradizioni. A contatto con un miliardo di persone che parlano 18 idiomi,
adorano differenti divinita' e celebrano festivita' diverse, come si fa a non
sentirsi piu' ricchi dentro di se?
MEDICINA E RELIGIONE
indulgere in uno pseudoromanticismo che vorrebbe rifiutare quel progresso che
negli ultimi anni sta completamente alterando il profilo di un paese che tramite
la tecnologia e' entrato di diritto tra i principali protagonisti dell’era
informatica. Mi sono mosso tra costruzioni ultra moderne, grattacieli e internet
point, ma anche prendendo treni che ancora propongono carrozze per classi
sociali ben differenziate, visitando templi ed edifici sacri talvolta in piena
decadenza, attento alle testimonianze risalenti alla dominazione britannica ma
cosciente che l’India e' di per se un continente ignoto anche ai suoi stessi
abitanti, per lo piu' ancora legati al proprio villaggio, la vera costante
culturale e sociale del Paese. Perche' nonostante un intelligente programma di
liberalizzazione economica, avviato nell’ultima decade dello scorso secolo,
abbia determinato a ragione l’integrazione della nazione nell’economia
globale, l’India e' ancora essenzialmente agricola, dipendente dal regime dei
monsoni, un vento che arriva dal sud-est carico di umidita' dopo aver
attraversato l’Oceano Indiano. Qui la pioggia e' vita e le regioni che ne
ricevono di piu' possono ottenere anche due raccolti di riso all’anno. In
agricoltura lavorano duramente soprattutto le donne e diffuse sono le pra- In
India l’insegnamento della medicina si fa risalire al Buddha Shakyamuny e al
principio dei tre umori: bile, aria e flemma, ovvero al desiderio come ricerca
del piacere, all’ira come aggressivita', all’ignoranza di cosa cercare e di
come agire, quindi all’incapacita' di comprendere. Divisi in cinque elementi,
questi aspetti determinano il perfetto funzionamento del corpo e della mente.
Per esempio, le persone che appartengono al tipo aria, hanno un carattere
longilineo una carnagione scura, sono sensibili al freddo e assumono cibo in
modo irregolare, hanno umore variabile, sonno superficiale, amano i sapori dolci
e acidi e mostrano un certo attaccamento ai beni materiali, pur dando molta
importanza alla spiritualita'. Le persone di tipo bile, sono di corporatura
media, muscolose, di pelle morbida e grassa. Avvertono disagio in luoghi caldi e
secchi, dormono poco, amano i cibi salati e dolci. Sono inoltre egocentriche,
orgogliose e pratiche, ricercano i beni materiali e il successo mentre sono
scarsamente interessate al mondo dello spirito. Sempre per la medicina indiana,
le persone di tipo flemma, tendono all’obesita', hanno una carnagione piu'
chiara con pelle umida e spessa. Parlano lentamente, dormono a lungo e
profondamente. Mangiano piccole quantita' di cibo speziato, con scarso appetito.
Godono di buona salute, calme passive poco attive, comprensive, poco interessate
ai beni materiali. Quando l’equilibrio in cui si trovano i tre umori viene
turbato, puo' verificarsi lo sviluppo di una malattia delle 84.000 malattie
censite, suddivise in quattro gruppi. Il primo gruppo riguarda le malattie
congenite legate agli errori di una vita precedente. Quelle del secondo gruppo
hanno una causa nella vita attuale e si manifesteranno in futuro. Il terzo
gruppo e' legato ai disturbi dell’energia o da parte di spiriti, che se
molestati, provocano malattie anche mortali. Le ultime sono quelle che
scaturiscono dal clima, da un certo tipo di alimentazione e dal comportamento.
Il medico tradizionale riconosce lo stato di salute di un paziente dall’esame
del polso, mentre nei bambini al di sotto dei tre anni, si esamina il padiglione
auricolare guardandolo controluce. Le terapie consistono in bagni, massaggi,
moxa-combustioni, rituali e dieta. Si esclude totalmente l’intervento
chirurgico. Una malattia di tipo flemma, per esempio, comporta l’eliminazione
di alcuni cibi dalla propria dieta abituale che possano irritare questo umore,
quale il maiale, latte e derivati, cioccolata, fritti, zuccheri privilegiando
carni bianchi e cibi integrali. Così come l’atteggiamento mentale e il
comportamento come l’aggressivita', l’orgoglio, l’arroganza aumentano l’umore
bile, chi ha una malattia legata a questo, dovra' avere piu' compassione ed
essere utile agli altri aiutandoli. La farmacopea e' vasta e completa: i
farmaci, sono composti di metalli quali: oro, argento, rame, mercurio e ferro,
bronzo e ottone associati a pietre preziose e semipreziose: zaffiri, turchesi,
rubini, smeraldi, lapislazzuli, diamanti; formano aggiungendo ulteriori prodotti
di origine animale. Come la bile solidificata di elefante, orso, corno di
rinoceronte un’alchimia. Provare per credere. (M.M.)
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