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Fare i bagni sulle Dolomiti
La balneoterapia alle Terme delle Dolomiti, a Valgrande di Comelico, offre nuove possibilità terapeutiche
per patologie infiammatorie e croniche della cute
del Prof. Cleto Veller Fornasa
Il Centro Termale del Comelico Superiore si trova nella
Valgrande, situata nella parte più orientale del Veneto, appartenente al Cadore
e confinante con l’Alto Adige e l’Austria. Le Dolomiti che vi si accostano
col meraviglioso gruppo del Popera la circondano con un arco maestoso che
trasmette riflessi da favola, prediligendo le tonalità dei rosa e degli
azzurri. In tale mare di luce, verdi boschi di abeti sembrano galleggiare come
delle ninfee su laghetti preziosi donando sensazioni di pace. In questo ambiente
magico, oltre che lo spirito l’ospite può ritemprare il fisico con magnifiche
passeggiate durante l’estate o praticando lo sci da fondo o da discesa in un
nuovissimo impianto d’avanguardia durante l’inverno. Era il lontano 1837
quando ”Bartolommeo Zanon, farmacista in Belluno”, su incarico del Comune di
Comelico Superiore, analizzò le acque minerali della fonte di Valgrande per
vedere se rispondeva a realtà la fama che le stesse avevano di poter “essere
usate vantaggiosamente in medicina”. Le ricerche dello Zanon si rivolsero agli
aspetti idrogeologici delle sorgenti, considerando la struttura chimica dell’acqua.
Notò le sue similitudini con quella di Enghien in Francia assai nota negli usi
in medicina. Di qui propose lo sfruttamento termale delle fonti di Valgrande
nella terapia di “alcune malattie”. Le conclusioni di questo studio furono
molto incoraggianti, ma non ebbero alcun seguito realizzativo da parte del
Comune. Di questi studi si perse forse memoria tant’è che quarant’anni
dopo, nel 1878, nuovi dirigenti comunali indotti sempre dalla fama terapeutica
che le acque avevano soprattutto per le patologie della pelle, diedero a un
componente del Regio Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti un nuovo
incarico per ripetere le analisi. Il prof. Giovanni Bizio, così si chiamava lo
studioso, pubblicò il frutto delle sue ricerche nel 1879. Anche Bizio come
Zanon confrontò l’acqua con quella di sorgenti più famose, considerandola
addirittura migliore di quella francese di Pyrmont, e così come lo Zanon,
auspicò lo sfruttamento della sorgente. Il primo stabilimento termale fu poco
più che una baracca costruita in privato da un maestro comunale di Padola di
Comelico Superiore che la cedette in seguito, nel 1898, ad altra famiglia più
abbiente. Sorse così l’Albergo Vittoria che si specializzò, assieme al più
tardo Albergo Amati, come stabilimento idroterapico, soprattutto nella cura
delle malattie cutanee. L’uso terapeutico delle acque proseguì a fasi alterne
fino alla seconda guerra mondiale, per essere poi praticamente abbandonato fino
ai nostri giorni. L’attuale stabilimento termale, costruito in questi ultimi
anni, è stato inaugurato nella primavera 2003. A conferma della sua lunga
tradizione, l’acqua di Valgrande, classificata “solfata, calcica,
magnesiaca, fluorata, iposodica e debolmente sulfurea” viene raccomandata
dalla Scuola di Idrologia Medica dell’Università di Pisa e dal Dipartimento
di Farmacologia dell’Università di Padova per uso idropinico per patologie
intestinali epatiche e renali, inalatorio per rino laringo faringopatie,
balneario per la riabilitazione motoria, l’insufficienza venosa periferica e
le dermopatie infiammatorie. Le patologie cutanee che ne traggono giovamento
sono la psoriasi, l’eczema atopico, gli eczemi da contatto allergici e
irritativi, il lichen ruber planus, la xerosi, il prurito, la parapsoriasi, l’acne
e in generale tutte le forme caratterizzate da quadri infiammatori e da disturbi
della cheratinogenesi. Presso lo stabilimento idroterapico è presente una
equìpe di dermatologi che segue i pazienti e può, in determinati casi,
consigliare di integrare la balneoterapia con la fototerapia. In collaborazione
con il Centro di Cosmetologia Chimica “C.A. Benassi” dell’Università di
Padova, vengono inoltre effettuate ricerche ed esperienze volte a migliorare l’affinità
per la pelle e le mucose dei principi attivi dell’acqua allo scopo di
esaltarne le virtù terapeutiche. Le esperienze cliniche effettuate negli ultimi
quindici mesi presso le Terme delle Dolomiti confermano appieno la tradizione
popolare e gli ottimi risultati clinici ottenuti sono stati oggetto di
comunicazione a Congressi nazionali e internazionali (Roma, Parigi, Firenze
ecc.). Non va alla fine dimenticato come l’ambiente naturalmente rilassante e
corroborante lo spirito come quello della valle del Comelico possa rappresentare
un elemento in più, importante per l’equilibrio tra corpo e psiche che tanto
incide nello stato di benessere in generale e di pazienti affetti da psoriasi o
eczema atopico in particolare.
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