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articolo aggiornato il: Wednesday 16 September 2009

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I fanghi

Il termalismo e' un fenomeno che ha accompagnato l'evoluzione dell'uomo nella ricerca del benessere psico-fisico. Alle terme o a casa l’uso dei fanghi puo' dare grandi soddisfazioni 

di Umberto Borellini, cosmetologo


Umberto Borellini, cosmetologo

Parlare oggi di fanghi evoca automaticamente, come un riflesso condizionato, un'atmosfera composita di sensazioni sedimentate nell'inconscio collettivo, un frammento di mosaico romano, un rudere di terme antiche, un vaso greco, un palazzo liberty, un manifesto degli anni '20 e chissa' quante altre immagini piu' o meno reali o piu' o meno fantastiche. Si ripercorre in pochi secondi il tragitto che dall'antichita' porta ai giorni nostri passando attraverso l'iconografia che l'esperienza, la conoscenza e l'immaginazione individuale ha in memoria. Prima gli Etruschi e poi i Romani furono maestri in questo settore e diffusero il fenomeno in tutto l'impero. La caduta dell'impero romano coincise con una regressione della voglia di terme, fino al totale bando con l'arrivo del cattolicesimo. Naturalmente i pontefici dell'epoca, con la solita coerenza, non disdegnavano la consuetudine termale e traevano tali benefici che le terme di Viterbo divennero e sono tuttora le Terme dei Papi...
Fortunatamente, in epoche recenti, queste e centinaia di terme hanno potuto riappropriarsi di fruitori sempre piu' numerosi e di tutte le fasce sociali.
Non a caso, negli anni '70 c'e' stata un'apertura alle cure termali da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Tra alterne vicende, fatte di inasprimenti e riaperture, si puo' affermare che non e' impossibile accedere alla struttura pubblica. In questo scenario e' logico che l'iniziativa privata si sia attrezzata in maniera adeguata alla domanda del consumatore. Oggi la quasi totalita' degli istituti e saloni di bellezza e' in grado di offrire un competente servizio di fangoterapia con differenziazioni piu' o meno significative circa la destinazione e la localizzazione del trattamento. L'operatore estetico, per sua naturale evocazione, si trovera' ad affrontare tematiche specifiche riguardanti inestetismi del viso e del corpo. Pertanto e' utile e di uso quotidiano una terminologia appropriata, che renda semplici e accessibili vocaboli fino a ieri sconosciuti e dal significato impenetrabile. Analizzando semplicemente, scomponendoli, termini come crenocosmesi, fucoidocosmesi, peloidocosmesi diventeranno usuali, comprensibili per noi e di conseguenza per i nostri interlocutori, comunque avidi di benessere e conoscenza.
La Crenocosmesi (sinonimo di idro-cosmesi) utilizza le acque termali sulla cute.
La Planctoncosmesi utilizza il plancton termale, substrato di elementi organici dotati di attivita' biologiche stimolanti con potenziale sfruttamento di azioni idratanti-restitutive.
La Fucoidocosmesi utilizza l'azione delle alghe (Fucus, la specie piu' nota e diffusa) presenti nella matrice organica dei fanghi.
La Peloidocosmesi e' il riassunto delle precedenti con la particolarita' di arricchirsi della componente argillosa del fango. Di qui la definizione corretta di Peloide: "mix" di composti acquosi con materiale organico e/o inorganico. Peloidi sono: fanghi, torbe, muffe, bioglee, ecc. Restando in Italia i peloidi piu' significativi sono i fanghi.
I Fanghi
I fanghi sono un impasto omogeneo di diversi materiali argillosi messi a contatto con acque della piu' svariata natura. In sintesi per la valutazione di un fango come prodotto finito sono indispensabili le conoscenze dei materiali di partenza:
- sostanze acquose 
1. Acque e loro composizione chimica
2. Calore (fredde, termali, ipo-iper termali)
3. Presenza di sali iorganici
4. Presenza di sali organici
- sostanze argillose 
1. Caolino
2. Bentonite
3. Montmorrilonitc
4. Zona di provenienza 
Interazioni tra sostanze acquose e argillose
L'acqua di "produzione" del fango e' in relazione ai minerali disciolta, cioe' sulle rocce incontrate nel percorso e quindi alla dissoluzione dei sali tipici di quel sottosuolo. Siccome l'acqua funziona da "carrier", trasportatore, portera' in dote elementi specifici. Questi ultimi vanno a sommarsi, a sinergizzare gli elementi argillosi, e tutti insieme andranno a formare i caratteri chimico-fisici e organolettici del fango finito. L'interazione di argilla e acque concorre a definire un certo tipo di fango. Non va dimenticato che matrici identiche, di identica provenienza e tutto sommato stabili e costanti, porteranno a un prodotto finito variabile in parecchie situazioni:
a) l'argilla puo' variare, nella stessa cava, per colore, compattezza, ricchezza di minerali, ioni metallici.
b) l'acqua puo' variare, a seconda delle stagioni e del clima entro un range di ampia oscillazione.
Concludendo, si puo' affermare che lo stesso prodotto finito, se naturale, cioe' non forzato chimicamente, avra' ampi spazi di variabilita'. In ogni caso, in ogni formulazione di fango si potra', con mezzi relativamente semplici, addivenire a una vera e propria "carta di identita'" del prodotto. Riassumendo i parametri precedenti per l'acqua e l'argilla, nonche' i principi attivi inseriti, si avra' l'esatta definizione e localizzazione di consumo. A tale scopo ci viene in soccorso anche l'obbligatoria formula INCI del cosmetico, che una volta superata la comprensione del suo linguaggio criptico, svelera' molti "segreti" del contenuto.
Come nasce un fango 
L'argilla e l'acqua vanno scelte attentamente per rispondere a numerosi requisiti di base.
L'argilla va valutata in base a:
1. Granulometria: Singole particelle inferiori a 100 micron (1/10 di mm)
2. Rigonfiamento: la capacita' di assorbire sostanze acquose: deve essere 2 - 4 ml/g
3. Peso specifico: Al di sotto di 1 g/ml
4. Umidita' residua a 105°C.: Non superiore al 10 - 12%
5. Contenuto Mineralogico:
Smectite cristallina + 60%; quarzo almeno il 10%; caolinite almeno il 5%; calcite almeno il 5%; silicati non cristallini max 10%; metalli pesanti assenti o max 20 ppm.
Con una argilla simile si produce un fango con caratteristiche di ottima plasticita', stabilita' e pressoche' costante stratigrafia.
L'acqua va valutata in base al suo contenuto in ioni caratteristici, differenti da fonte a fonte. Se a esempio impieghiamo un'acqua solfato-carbonata, avremo una predominanza di ione solforico e di ione idrocarbonico. Avendo gia' notato che l'arricchimento dell'acqua in minerali avviene nel sottosuolo in funzione dei substrati attraversati, ci possiamo rendere conto come alla sorgente saremo in presenza di un'acqua anche pura, ma con tracce di gas, oligoelementi, microrganismi, alghe e residui organici. Va per questo precisato che definire un'acqua "batteriologicamente pura" non significa che sia scevra da flora e fauna pur microscopiche. Semplicemente, tali sostanze non sono patogene per contatto e/o ingestione. Portando a contatto l'argilla e l'acqua, che ormai ci appaiono spontaneamente come due enormi magazzini di sostanze biochimiche, si inizia il processo di rigonfiamento: l'argilla si idrata, si gonfia fino a diventare una massa cremosa, viscosa e elastica. Questa fase puo' essere accelerata con mezzi meccanici ma e' preferibile lasciare il complesso a "digerire" per almeno sei mesi. Trascorso questo lasso di tempo, si puo' personalizzare la formulazione: la base che abbiamo a disposizione ci consente di inserire in modo mirato una grande varieta' di sostanze funzionali; il fango-base e' pronto ad accogliere e conglobare perfettamente sostanze acquose, gliceriche, oleose, secche, i vari principi funzionali che ci porteranno a risultati dermo-cosmetici efficaci, sicuri, in tempi brevi e con relativamente piccole quantita' di prodotto.
Tutti abbiamo presenti i grandi mastelli e le quantita' "industriali" di fango applicato negli stabilimenti termali, a parte il fatto che nella stragrande maggioranza delle terme il fango viene "riciclato", cioe' rilavato e sterilizzato, - pratica discutibile sotto il profilo igienico -, col fango di "laboratorio" e' possibile usarne una quantita' molto minore per sortire i medesimi risultati e quindi eliminarlo e smaltirlo dopo il trattamento.
Effetti del fango
Con parole semplici si puo' dire che il fango "da' e prende"!
1. Cede attraverso la cute le sostanze e i principi attivi e funzionali
2. Riassorbe sostanze di eliminazione, cioe' cataboliti
3. Aumenta la temperatura corporea locale e profonda
4. Aumenta il microcircolo cutaneo
5. Aumenta la conducibilita' elettrica cutanea
6. Aumenta la sudorazione con variazione dell'equilibrio Na-K
7. Influenza sistema nervoso centrale, vegetativo, ormonale, immunitario.
Il tutto e' influenzato dalla risposta individuale. Lievi e in qualche caso apparenti intolleranze iniziali possono essere superate adeguando al singolo parametri semplici quali la quantita' di prodotto applicato, la temperatura dello stesso, il tempo di applicazione. Superati questi ostacoli il beneficio sara' evidente, l'efficacia verificabile e la sicurezza totale.



 

 

 


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