|
Termalismo: meccanismi biologici
La Terapia termale puo' rappresentare un valido
contributo in numerose affezioni dermatologiche, tanto da rendere
auspicabile un approfondimento della ricerca in tale specifico settore
Dott.ssa Ilaria
Ghersetich, Dott. Claudio Comacchi, clinica Dermatologica Universita'
degli studi di Firenze
|
 |
A)
ASSORBIMENTO CUTANEO IN RAPPORTO ALLA CRENO- E FANGOTERAPIA TERMALE
L'efficacia terapeutica delle cure termali in ambito dermatologico e'
legata al contatto tra la cute ed il presidio termale utilizzato
(balneo-terapia, fangoterapia, psammoterapia). Lo stesso presidio
termale e' in grado di influenzare l'assorbimento cutaneo, inducendone
spesso delle modificazioni. Esistono a tutt'oggi limitati contributi
scientifici atti a dimostrare le effettive modificazioni
dell'assorbimento cutaneo ad opera dei mezzi termali e i dati
attualmente disponibili sono per lo piu' dedotti da argomentazioni
teoriche. I mezzi termali modificherebbero l' assorbimento cutaneo sulla
base di supposte "funzioni a gradiente" legate a pH e
composizioni elettrolitiche . |
Il
mezzo termale puo' fungere comunque da "enhancer" inducendo
favorevoli modificazioni a carico della idratazione del corneo e dello
slaminamento dei bilayers lipidici. Alcuni costituenti termali, per
esempio le argille "maturate", hanno struttura compatibile con
la ottimale funzione di "carrier" (essendo formate da micelle
e coppie ioniche "scaricate") che permette una piu' agevole
penetrazione intradermica di principi attivi. Lo stimolo operato sulla
cute dall'applicazione termergica provoca modificazioni simili a quelle
prodotte dalla tecnica di occlusione: idratazione del corneo, fusione di
lipidi interstiziali, omogeneizzazione di gradienti (idrico, termico e
di pH), aumento dell'irrorazione sanguigna e della temperature cutanea,
con conseguente aumento dell' assorbimento cutaneo.
B) EFFETTI IMMUNOLOGICI DELLE ACQUE TERMALI
L'uso di acque termali nel trattamento di malattie infiammatorie
croniche della pelle e' ormai ampiamente diffuso e sono riportati
benefici clinici dopo fangoterapia o crenoterapia eseguite in diverse
stazioni termali.
Le sindromi cutanee che maggiormente risentono della terapia termale
sono quelle a patogenesi immunologica, quali eczema allergico da
contatto e irritativo diretto, psoriasi, dermatite atopica. Tale dato ha
fatto ipotizzare un ruolo delle acque termali sul sistema immunitario e
numerose ricerche sono state condotte in questo campo. I dati piu'
interessanti sono emersi da studi in vitro, che hanno evidenziato un
effetto inibitorio dose-dipendente delle acque termali di tipo
"solforoso" sulla blastizzazione e proliferazione di linfociti
T ottenuti dal sangue periferico sia di soggetti normali che di soggetti
affetti da sindromi infiammatorie croniche delle alte vie respiratorie o
da sindromi infiammatorie articolari e periarticolari.Dati della
letteratura mettono in evidenza come il semplice utilizzo di specifiche
acque termali (acqua termale di Avéne) sotto forma di areosol possano
determinare sensibili modificazioni del grado di eritema, desquamazione,
prurito e bruciore in soggetti affetti da "pelle sensibile" .
Secondo altri autori questa stessa acqua termale e' in grado di
determinare una riduzione dell'anomala degranulazione dei basofili
cutanei in soggetti atopici.
Alcuni autori hanno dimostrato che l'acqua termale di La Roche-Posay ha
un effetto soppressivo sulla produzione di citochine da parte delle
cellule di Langerhans in vitro e quindi un effetto immunomodulante.
Questi dati, che necessitano ulteriori conferme in vivo, rafforzano
l'ipotesi che il beneficio delle terapie termali possa essere mediato da
meccanismi immunologici locali, soprattutto dovuti a modificazioni dei
subsets funzionali dei T linfociti e al rilascio di citochine nella
cute.
C) EFFETTI DELLE TERAPIE TERMALI SUL SISTEMA
NEUROPEPTIDERGICO
Esistono dati della letteratura che pongono in relazione lo stress
termico indotto dalla fangoterapia con le variazioni del livello
plasmatico di b-endorfine.
Le b-endorfine sono peptidi cerebrali con potente azione morfino-simile,
derivati dalla pro-opiomelanocortina.
Le b-endorfine sembrano giocare un ruolo ben definito nella risposta
allo stress; in particolare esse sembrano essere implicate nella
percezione endogena del dolore, nella sua regolazione e forse nella
mediazione degli effetti anestesiologici. Le b-endorfine sono prodotte
nel lobo intermedio dell'ipofisi e nel nucleo arcuato dell'ipotalamo;
dati recenti hanno pero' messo in evidenza la possibilita' che
cheratinociti normali a seguito di stimoli diversi (raggi ultravioletti,
stimoli termici, lipopolisaccaridi) possano produrre
pro-opio-melanocortina, che rappresenta il precursore delle endorfine.
Questa ricerca permette di formulare l'affascinante ipotesi che sia
possibile condizionare (attraverso l'uso per esempio di radiazioni
ultraviolette, stimoli termici o numerose altre sostanze) la produzione
da parte della nostra pelle addirittura di peptidi oppioidi, modificando
cosi' la personale sfera emotiva o la soglia di reazione a stimoli
dolorifici o il sistema immunologico ed endocrino.
Esiste un ritmo nictemerale delle b-endorfine plasmatiche con picco alle
ore 6 del mattino e punto piu' basso alle 24 . I valori delle
b-endorfine plasmatiche in condizioni basali oscillano tra 10 e 60 pg/ml.
Dati della letteratura hanno documentato un innalzamento del livello
delle b-endorfine plasmatiche in seguito allo stress termico conseguente
alla fangoterapia in ambiente termale. E' stata inoltre dimostrata una
relazione tra la riduzione del sintomo "dolore" in tali
pazienti con l'incremento delle b-endorfine dopo il trattamento
fango-balneoterapico. Pertanto la fangobalneoterapia sembra determinare
la produzione di alcune sostanze, quali le b-endorfine, che presentano
strette correlazioni sia con il sistema immunitario, che con il sistema
endocrino. Si confermano quindi ulteriori correlazioni tra terapie
termali, in particolare fangobalneoterapia, con il sistema
psico-neuro-immunologico.
D) EFFETTI DI ALCUNE ACQUE MINERALI RICCHE IN
SELENIO SUL SISTEMA DEI RADICALI LIBERI
Sono stati recentemente effettuati studi che hanno dimostrato l'effetto
di acque termali sul danno da radicali liberi.
Uno studio effettuato "in vitro" su colture cellulari di
fibroblasti, ha comparato gli effetti dell'acqua termale ricca in
selenio, di acqua demineralizzata e di acqua demineralizzata con
aggiunta di selenio. E' stato dimostrato che la mortalita' dei
fibroblasti sottoposti ad uno stress ossidativo da radiazione UVB era
significativamente ridotta quando l'acqua termale era aggiunta al mezzo
di cultura in confronto alle altre due situazioni di controllo.
Un'altro studio ha invece valutato la capacita' protettiva dell'acqua
termale ricca in selenio sulla perossidazione dei lipidi e la
carcinogenesi cutanea indotta da radiazione UVB. Questo studio,
effettuato in vivo su topi nudi soggetti ad irradiazione protratta di
UBV per 25 settimane, ha valuatato lo sviluppo di tumori cutanei e
analizzato campioni cutanei prelevati da tre gruppi di topi: uno
trattato con una crema a base di acqua termale, uno con una crema
contenente acqua demineralizzata eun terzo gruppo senza trattamento. E'
stata dimostrata una significativa riduzione sulla comparsa di tumori
cutanei UVB indotti, una riduzione della perossidazione dei lipidi di
membrana e un aumento dell'attivita' dell'enzima glutation perossidasi
selenio dipendente nel gruppo trattato con la crema ad alto contenuto di
acqua termale.
Questi due studi dimostrerebbero pertanto che gli oligo-elementi selenio
e zinco, contenuti in alta concentrazione in questa acqua minerale, sono
efficaci nel rinforzare il sistema difensivo cutaneo contro il danno da
radicali liberi, sia in vitro su fibroblasti umani, che in vivo, su cute
di topo.
E) EFFETTI CLINICI DI INTERESSE
DERMATO-COSMETOLOGICO DI ALCUNE TERAPIE TERMALI
E' nota da tempo l'azione detergente, antiflogistica, decongestionante,
cheratoplastica, sedativa del prurito di alcune acque e fanghi termali.
E' noto che l'immersione in acqua termale, oltre ai benefici effetti
indotti dai singoli costituenti delle acque, determini delle
modificazioni considerevoli a carico della risposta cardiovascolare e
renale. Infatti esiste uno studio che ha dimostrato come l'immersione
per due ore in acqua termale a 35°C un incremento della gittata
cardiaca, con un incremento dell'escrezione urinaria e dell'escrezione
di sodio e potassio..
Nel meccanismo di azione dei fanghi un ruolo importante e' sostenuto
dall'apporto di calore e dalla conseguente profusa sudorazione. Dopo
fangoterapia, si realizza una intensa iperemia cutanea seguita da
cospicua sudorazione che provoca una fugace diminuzione della quota
idrica circolante. Ne consegue il richiamo nel torrente circolatorio di
liquido interstiziale da piu' distretti, in prevalenza dai muscoli e
dalla cute. Durante la sudorazione conseguente a fangatura sono
eliminati soprattutto sodio, cloro, potassio ed urea. Le modificazioni
elettrolitiche provocate dalla sudorazione termale in ambiente termale
attivano l'emuntorio cutaneo, che e' di norma scarsamente utilizzato,
determinando lo spostamento di importanti masse idriche tra i
compartimenti intra ed extracellulari. Un aumento dei movimenti
dell'acqua e dei sali (K, Na, Cl) a livello delle membrane cellulari
sarebbe in grado di attivare gli scambi metabolici tra i vari
compartimenti esistenti all'interno dell'organismo (cellule, spazi
interstiziali, sangue) e di accelerare l'eliminazione dei diversi
cataboliti.
Per tale motivo le cure termali sono utilizzate per la terapia o per il
supporto terapeutico di numerose affezioni cutanee: dermatiti da
contatto, seborrea, dermatite seborroica, sebopsoriasi, psoriasi,
ittiosi, cellulite, guarigione delle ferite.
Una delle localita' piu' rinomate per il trattamento della psoriasi e'
sicuramente il Mar Morto, in Israele. Il Mar Morto e' un lago salato, la
cui acqua ha un elevatissimo contenuto in sali (320g/l), tra cui: KCl,
MgCl2, CaCl2 e NaCl. L'immersione in queste acque determina tre tipi di
stimolazione: termica meccanica e chimica. La stimolazione termica
provoca vasodilatazione, aumenta la circolazione sanguigna, diminuisce
la pressione arteriosa. La stimolazione meccanica induce la perdita di
peso corporeo e aumenta il ritorno venoso al cuore, il ritmo e il
respiro cardiaco accelerano. La stimolazione chimica e' in relazione ai
diversi componenti minerali dell'acqua (29,30,31).
Uno dei componenti piu' importanti nel Mar Morto e' il magnesio. Questo
elemento e' un fattore limitante l'attivazione di adenil-ciclasi nell'epidermide
e conseguentemente la produzione di AMP ciclico. Lo sbilanciamento tra
AMP ciclico, che decresce e GMP ciclico, che aumenta, e' stato
individuato come una causa dell'eccessiva proliferazione che si verifica
nella psoriasi . Inoltre il magnesio inibisce la sintesi delle poliamine
che sono implicate nella patogenesi della psoriasi. Recentemente e'
stato dimostrato anche che il magnesio ha un effetto anticarcinogenetico,
e che i tessuti ricchi in magnesio hanno un minor rischio di sviluppare
una neoplasia .
Un altro fondamentale costituente del Mar Morto e' il Fango Nero (ricco
in sostanze organiche .Il potere di questo fango che e' dovuto oltre
(all'alto contenuto di sali minerali alla sua abilita' a trattenere
calore per molte ore termopessia), stimolando la circolazione, e' stato
utilizzato con successo nell'artrite psoriasica . La terapia termale nel
Mar Morto e' di solito associata all'irradiazione ultravioletta. Per le
particolari condizioni atmosferiche della regione ( la regione e'
situata sotto il livello del mare e la radiazione ultravioletta e'
attenuata dai 400 m di atmosfera che deve attraversare in piu' oltre che
per il vapore che sovrasta tutta la zona ) i pazienti possono sottoporsi
ad irradiazioni ultraviolette per periodi piu' lunghi con minori effetti
collaterali.
F) CONDIZIONI DI INTERESSE
DERMATO-COSMETOLOGICO-TERMALE
Alcuni effetti biologici (specificamente immunologici) sulla cute delle
acque termali e della fangoterapia sono stati sufficientemente
accertati. Mancano pero' tuttora ricerche in doppio cieco e
multicentriche che permettano di considerare meno aneddotici i risultati
clinici ottenuti in ambito dermatologico-termale. La crenologia piu'
studiata e' quella riferita all'uso delle acque sulfuree. Remotissima e'
l'origine della pratica crenoterapica, conseguente al bisogno perpetuo
dell'uomo di rinvalidarsi e al concetto della sacralita' delle acque
coeva all'intuizione del divino. In questo ambito lo zolfo acquisi'
subito una identita' speciale, particolarmente caricata di valenze
taumaturgiche e di relazioni con la divinita': la prima testimonianza
archeologica di bagni (sulfurei) ipertermali e' databile, infatti gia'
all'eta' del rame, intorno alla meta' del II millennio, nella regione
laziale.
Dello zolfo si apprezzo' l'azione eutrofica sulla cute, gli effetti
antalgici su alcune affezioni dell'apparato locomotore, l'azione
antiinfettiva e guaritrice sulle piaghe torpide ed infette, per cui,
secondo i racconti di Plinio, era fatto obbligo ai legionari di fare
bagni sulfurei al ritorno dalle campagne, soggiornando presso le terme
per periodi non inferiori ai quindici giorni.Per le virtu' salutari le
acque sulfuree furono nominate "Sanctissimae", e tanto credito
indusse Nerone a far convogliare le Acque Albulae per dotarne la sua
Domus Area. Gia' da allora fu osservato l'effetto curativo delle
emanazioni e dei vapori spontanei solfurei per l'apparato respiratorio,
per cui Galeno definiva "bagno polmonare" il soggiorno nelle
grotte con vapori solfurei.
Un'altra patologia che puo' essere trattata con i mezzi termali e' la
cosiddetta cellulite, che presenta una alterazione a livello dei
meccanismi omeostatici idro-elettolitici, con conseguente ristagno
idrico ed edema nelle fasi piu' iniziali, Una delle affezioni che piu'
frequentemente e con notevole successo e' stata trattata con la terapia
termale e' rappresentata dalla psoriasi. E' noto come questa affezione
risulti poco responsiva anche alle terapie piu' specifiche e piu'
innovative, che d'altra parte non sono mai prive di effetti collaterali:
PUVA e carcinogenesi, ciclosporina e danni renali, cortisonici e Cushing
o strie cutanee o effetti rebound, catrami vegetali e rischi di
fotosensibilizzazione. Pertanto un metodo complementare, di supporto
alle terapie farmacologiche, puo' essere un valido ausilio per il
paziente, consentendo interruzioni piu' o meno lunghe delle comuni
pratiche terapeutiche. Da alcuni anni presso alcuni stabilimenti termali
in Italia si sta utilizzando un trattamento combinato per la cura della
psoriasi: terapia termale (balneoterapia) associata ad esposizione a
raggi UVB (balneo-fototerapia). Tale terapia porta ad un notevole
miglioramento dell'obiettivita' cutanea fino alla scomparsa delle
lesioni eritemato-desquamative. I risultati dopo tale terapia combinata
sono superiori a quelli riscontrati in seguito alla sola balneoterapia o
alla sola fototerapia, indicando cosi' la presenza di un sinergismo tra
terapia termale e fototerapia selettiva. Anche la balneoterapia con
acqua ricca in selenio sembra essere efficace nel trattamento della
psoriasi. Infatti nei pazienti psoriasici e' presente un ridotto livello
di selenio plasmatico e sembra che attraverso la balneoterapia in acqua
ricca di tale oligo-elemento esso sarebbe in grado di penetrare nella
pelle psoriasica modulando l'infiltrato cellulare e la produzione dei
leucotrieni esercitando un effetto anti-infiammatorio. Studi effettuati
da Agostini et al. hanno dimostrato l'influenza che la balneoterapia
esercita su alcune funzioni e struttura della cute di pazienti affetti
da eczema . Le prove di funzionalita' epicutane eseguite sono state: la
termometria, la valutazione del pH cutaneo, le prove di neutralizzazione
antiacida e di resistenza agli alcali, il viraggio del giallo di
nitrazina e la conduttivita' cutanea galvanica. In tutti i casi
esaminati gli Autori hanno messo in evidenza una regolarizzazione dei
parametri esaminati, con conseguente regolarizzazione del mantello
idro-lipidico cutaneo, che si accompagnava con il miglioramento clinico
delle affezioni cutanee. In conclusione, pur non potendo ovviamente
pensare di sostituire ogni terapia farmacologica con quella termale, si
puo' fondatamente affermare che quest'ultima puo' rappresentare un
valido contributo terapeutico in numerose affezioni dermatologiche,
tanto da rendere auspicabile un approfondimento della ricerca in tale
specifico settore.
A tale proposito e' stata recentemente fondata nell'ambito della Societa'
Italiana di Dermatologia e Venereologia una sezione specifica denominata
GIDET (Gruppo Italiano di Dermatologia Termale).
Tale Gruppo, costituito da un coordinatore rappresentato dal Prof.
Torello Lotti e da un Consiglio raprresentato dal Prof. Mario
Cristofolini, dal Dr. Mario Delfino, dalla Dott.ssa Ilaria Ghersetich,
dal Prof. Marcello Monti e dal Prof. Giuseppe Monfrecola, si propone di
promuovere e controllare la ricerca dermatologica nelle diverse stazioni
termali italiane e di sviluppare riunioni scientifiche e congressi
specifici nel settore |
|
|