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articolo aggiornato il: Wednesday 16 September 2009

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Daniele Campo

Se manca il ferro cadono i capelli

I risultati degli esami di laboratorio quando sono valutati dal tricologo hanno dei valori di normalità diversi da quelli che il medico considera in genere nella norma

del Dott. Daniele Campo Coordinatore Divisione Tricologica Istituto Ortodermico Italiano Roma

Fra le malattie che possono aggravare l'alopecia androgenetica va certamente annoverata la ipoferritinemia. In tricologia l'accertamento della carenza di ferro viene valutato sulla ferritinemia, per la quale i limiti inferiori (>30 ng/ml o 30 mcg/l) vanno considerati più alti di quelli riportati ritenuti normali dai comuni esami di laboratorio (12200 ng/ml) risultati di laboratorio. La ferritina risulta pertanto spesso carente non solo negli effluvi, ma anche nei defluvi. Si ricorderà che il ferro è presente nel corpo umano nella quantità di 45 gr, tre quarti dei quali sono utilizzati per la formazione di emoglobina, metalloproteina essenziale per il trasporto dell'ossigeno ai tessuti. Esso viene introdotto nell'organismo con alimenti sia animali che vegetali e la vitamina C ne favorisce l'assorbimento. Il ferro è presente nella composizione chimica del capello ed è ovviamente necessario alla vita del cheratinocita perché, in carenza di ossigeno, la catena respiratoria mitocondriale rallenta e, conseguentemente, diminuisce la produzione di energia, sotto forma di ATP, necessaria alle sintesi proteiche. È ormai diventato un classico somministrare ferro a chi perde i capelli e, in effetti, vi è concordanza nel ritenere che la carenza di ferro, anche in assenza di anemia, possa essere causa di defluvio generalizzato in telogen. Comunque, l'iposideremia è una condizione molto comune nella donna ed è quindi facile la sua associazione, più o meno fortuita, con un defluvio. Nel caso sia accertata una deficienza di ferro in chi perde i capelli, questa deve essere trattata. Inoltre, è importante ricordare che una deficienza di ferro (iposideremia) è spesso spia della carenza di altri metalloioni come zinco e magnesio. Esiste in letteratura un interessante lavoro di Rushton nel quale si evidenzia come, in donne colpite da alopecia di origine iperandrogenica, in presenza di bassi livelli di ferro, si riescono ad avere risultati positivi solo con terapie che associano ai comuni antiandrogeni delle necessarie supplementazioni di ferro. Il ferro, oltre ad essere un componente essenziale della emoglobina, è costituente di molti metalloenzimi, fra cui si ricordano:1) la catalasi, che protegge le cellule dalla formazione di perossido di idrogeno (H202);2) le aldeidossidasi, necessarie alla ossidazione aerobica dei carboidrati;3) i citocromi, necessari al trasferimento degli elettroni nella già ricordata catena respiratoria.Abbiamo prima detto che gli esami di laboratorio sono spesso utili per chiarire le cause di una alopecia di non chiara patogenesi. A esempio, di fronte a una alopecia cicatriziale il laboratorio potrà orientare il medico verso una collagenopatia; in presenza di un telogen effluvium verso una malattia infettiva; il rilievo di una alopecia femminile in telogen, accompagnata da segni di virilizzazione, verso la diagnosi di una patologia endocrina, ecc. Va peró sottolineato che, come per il ferro, i valori considerati normali dai laboratori spesso non coincidono con i livelli ritenuti normali in tricologia (vedi box). Ora vorremmo sottolineare l'importanza degli screening non ormonali che si utilizzano per valutare genericamente lo stato di benessere del paziente, nonché a verificare la corretta funzionalità epatica e renale per un giusto catabolismo di eventuali farmaci da usare in terapia. Essi possono servire anche a evidenziare una sindrome carenziale causata da dieta inappropriata oppure da malassorbimento grave, larvato, selettivo e/o inapparente. In tricologia i margini di normalità relativi alla concentrazione di proteine, vitamine e oligoelementi nel sangue sono più ristretti di quanto indicato in medicina generale. A questo proposito va sottolineato come uno stato carenziale possa far precipitare irreparabilmente un defluvio androgenetico e come, di fronte ad un'alopecia cicatriziale occorra sempre valutare la possibilità di una collagenopatia (Ra test, profilo ANA ecc.) per cui si rende necessaria una biopsia del cuoio capelluto. Altrettanta importanza ha il dosaggio degli ormoni nel plasma, ma di questo parleremo nel prossimo articolo

Tabella tratta dal volume Calvizie Comune: istruzioni per l'uso di Daniele Campo Ed. Carofarma 2a ed. 2007(pag. 75)





 

 


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