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articolo aggiornato il: Wednesday 16 September 2009

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Epidemiologia dell’alopecia

Sono pochi gli studi epidemiologici che spiegano il rapporto fra eta', genere, razza e modalita' della caduta dei capelli. Ma e' certo che nel maschio essa inizi con la puberta' e l’increzione degli ormoni androgeni

del dott. Daniele Campo, direttore Istituto Ortodermico Italiano - Roma 

L’Alopecia Androgenetica e' una condizione cronica, geneticamente determinata, caratterizzata dalla progressiva involuzione in miniaturizzazione dei follicoli piliferi del cuoio capelluto e dei capelli che ne derivano. Nonostante l’incidenza della perdita dei capelli a tipo androgenetico si manifesti in quasi la totalita' degli uomini di razza caucasica, i pochi studi epidemiologici ufficiali su questa patologia si basano su piccoli campioni non randomizzati e su classificazioni diverse. Il primo lavoro in cui si parla di dati percentuali, eta' e modalita' di perdita dei capelli risale ad Hamilton, secondo cui nel 96% degli uomini e nel 79% delle donne dopo la puberta', si riscontrano i segni iniziali, a partire da un arretramento uniforme della linea di inserzione frontale (tipo II della scala di Hamilton). Oggi sappiamo che cio' non significa necessariamente l’inizio di una vera alopecia androgenetica ne' rappresenta il primo stadio della calvizie: in questo caso si preferisce infatti parlare di “alopecia frontoparietale fisiologica“. Lo stesso Hamilton rilevava l’esistenza di una alopecia piu' pronunciata (grado V - VII della scala di Hamilton) nel 58% degli uomini di oltre 50 anni. Anche secondo uno studio successivo di Norwood si avrebbe una calvizie di tipo maschile in oltre il 50% degli uomini adulti. Una percentuale simile (42%) e' stata ottenuta, tramite autovalutazione, in uno studio sulla calvizie in relazione all’infarto del miocardio su 772 uomini tra i 24 e i 54 anni (Lesko, 1993). 

pigmento del capello
Un capello giovane ricco di pigmento
In questi studi, sono state osservate anche rilevanti differenze razziali: gli uomini di razza nera hanno una probabilita' quattro volte piu' elevata di avere una folta capigliatura rispetto ai caucasici. Gli uomini orientali hanno una piu' bassa incidenza di perdita di capelli a tipo maschile rispetto ai caucasici e un inizio di alopecia ritardato. Nei maschi cinesi, in cui la perdita dei capelli risulta non comune, di solito e' lieve e piu' tardiva. e' probabile, ma finora non confermato, che queste differenze razziali siano presenti anche nella popolazione femminile. Nel maschio l’alopecia comincia, di norma, dopo la puberta', verso i 18 - 20 anni, con una recessione simmetrica biparietale, spesso accompagnata da una netta perdita di capelli all’inserzione sulla fronte. Solo nelle forme piu' gravi, descritte da Vera Price come “forme precoci” (EAGA = Early Andro Genetic Alopecia) e definibili 

anche come “Ipotrichia Ereditaria Semplice”, l’alopecia inizia gia' verso i 15 - 18 anni con un decorso molto piu' rapido che poi porta allo stadio estremo della calvizie ippocratica (stadio IV e V di Hamilton) prima dei 25 anni. Nella donna la calvizie ha un inizio piu' tardivo, una progressione molto piu' lenta con diradamento diffuso, meno evidente e piu' ampio sul cuoio capelluto. Inizia, di solito, dieci anni piu' tardi, talvolta a seguito di alterazioni ormonali, gravidanze, menopausa, dopo l’uso di estroprogestinici o in seguito a importanti variazioni ponderali. Resta comunque da stabilire se quella della donna sia una vera alopecia androgenetica o qualcos’altro. e' da chiarire anche se l’alopecia androgenetica sia una malattia o una condizione parafisiologica in parte anche dovuta all’invecchiamento cronologico, cioe' all’invecchiamento intrinseco. Non esiste molta letteratura sull’argomento ma si puo' citare un lavoro di Kligman, nel quale si distinguono e si comparano due situazioni, l’alopecia androgenetica e la “alopecia da invecchiamento” (aging alopecia). Secondo Kligman l’alopecia androgenetica e' familiare, si presenta prima dei 50 anni, colpisce il vertice del cuoio capelluto con assottigliamento evidente del fusto del capello e diradamento del capillizio e porta la cute a diventare completamente glabra. L’istologia ci mostra un follicolo miniaturizzato e dislocato in piani sempre piu' superficiali che da origine a un capello sempre piu' sottile, piu' corto e in parte depigmentato. Nella “alopecia da invecchiamento” l’assottigliamento del fusto del capello inizia solo dopo i 50 anni d’eta' e non vi e' evidente familiarita' nella sua origine. Il diradamento interessa tutta la capigliatura e non esita mai in un cuoio capelluto completamente glabro. Istologicamente si rileva che il follicolo, pur essendo piu' piccolo rispetto a quelli presenti in un soggetto giovane con tutti i suoi capelli, non arriva mai alle ridotte dimensioni dei follicoli colpiti da alopecia androgenetica e non sembra interessato, a differenza di quanto avviene nella alopecia androgenetica vera, da importanti fatti infiammatori. Con l’avanzare dell’eta', le due condizioni finiscono comunque per coesistere.

Riferimenti

• Rushton DH - Androgenetic alopecia in men: the scale of the problem and prospects for treatment - Int J Clin Pract, 1999, Review.
• Lesko SM, Rosenberg L, Shapiro S - A case-control study of baldness in relation to myocardal infarction in men - JAMA, 1993.
• Kligman AM - The comparative histopathology of male - pattern baldness and senescent baldness - Clin Dermatol 1988 Oct - Dec; 6 (4): 108 - 18.
• Guarrera M - Simposio nazionale “Nuove prospettive nella terapia dell’alopecia androgenetica” - Roma 10 Aprile 1999.
• Price VH - Androgenetic alopecia in adolescents - Cutis 2003 Feb; 71 (2): 115 - 21
• Vecchio F, Guarrera M, Rebora M - Perception of baldness and hair density - Dermatology, 2002; 204 (1): 33 - 6.


 

 



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