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articolo aggiornato il: Wednesday 16 September 2009

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Camouflage un trucco psicologico

di Loredana Molise, visagista

Presto verra' il momento in cui in ogni Clinica Dermatologica italiana, nella stanza a fianco di quella del dermatologo o del chirurgo plastico ci sara' una truccatrice.

Una affermazione certamente azzardata e forse molto ottimista ma che non dovrebbe suscitare perplessita' fra gli addetti ai lavori. Il camouflage, o trucco correttivo, sta infatti trovando grande attenzione e considerazione anche in ambito medico perche' ci si e' resi definitivamente conto chequesto intervento ha un forte impatto sociale e puo' alleviaretimori e insicurezze in individui con macchie cutanee, cicatrici provocate dall'acne, da traumatismi o interventi chirurgici, capillari, vitiligine o lesioni infiammate. Un approccio globale al paziente, che tenga in conto tutti gli aspetti fisici e mentali della malattia non puo' piu' rinunciare a una tecnica la cui finalita' e' quella di far sembrare, e quindi far sentire il soggetto, il piu' normale possibile. 

Partiamo con una premessa. Il trucco correttivo si realizza con piu' facilita' nelle donne perche' sono, piu' degli uomini e dei bambini, gia' abituate all'idea del make-up. Questo non e' del tutto vero, pero', quando si spiega ad una signora che ha sempre utilizzato un look naturale che d'ora in poi dovra' dare un cambio alla propria immagine e adottare un trucco piu' evidente. Rispetto al fondotinta che si usa normalmente, infatti, i prodotti correttivi aderiscono bene alla cute ma per essere piu' resistenti all'acqua, poiche' sono formulati in basi oleose, generalmente oli minerali o cere, sono piu' pesanti e densi. La realizzazione di un camouflage si propone tre obiettivi principali: mascheramento dell'inestetismo con una scelta di colore il piu' vicino all'incarnato, creazione di un effetto e di una sensazione naturale sulla

 pelle, lunga durata dell'intervento correttivo. C'e' in generale la convinzione che questa tecnica sia molto complicata, che necessiti di tempi lunghi e che il lavoro, quando non e' ben fatto, produce un aspetto artificiale, quasi teatrale.C'e' qualcosa di vero in ognuna di queste affermazioni, ma va detto che negli ultimi anni, le Aziende dermocosmetiche che si sono dedicate a questo settore, e non sono tante, hanno sviluppato una serie di prodotti efficaci e di facile e veloce applicazione i cui risultati , anche se usati direttamente dai pazienti, si avvicinano sempre piu' alla perfezione. Andrebbe quindi fatta una distinzione fra il camouflage che si realizza a casa e quello, a cui ci si riferiva una volta, piu' complicato e che si puo' ottenere solo nello studio di una visagista esperta. La principale differenza consiste nel fatto che nel secondo caso oltre a mascherare e nascondere, per ridurre l'intensita' cromatica della lesione si lavora in base alla teoria dei colori (vedi box) . Il camouflage, diciamo piu' moderno, si realizza con creme, acquistabili in farmacia o dall'estetista, che si presentano in diverse tonalita' fra cui va scelta quella piu' vicina alla cute normale della cliente, che viene applicata, picchiettando con il dito, sulla zona da coprire. Su di essa e' poi posta una polvere finissima incolore, come una cipria, che funge da fissante e assorbente. L'altro modo di fare camouflage, forse piu' artistico ma non alla portata di tutti, invece, si caratterizza per due fasi : la prima in cui si usano una base comprente, o neutralizzante, colorata, composta da olii vegetali, cere minerali o vegetali, che contrasta il colore degli inestetismi , e successivamente dei correttori opachi che danno un effetto luce o ombra, e una seconda fase in cui la cute cosi' ricoperta viene truccata con un normale make up. Prima di descrivere i vari momenti delle due tecniche, vanno ora ricordati alcuni aspetti fondamentali delle lesioni che con il trucco si vogliono correggere. Se si ha a che fare con una cicatrice, bisogna considerare che il tessuto cicatriziale e' diverso da quello della cute circostante, ed e' generalmente meno permeabile. La cicatrice deve essere pulita ma non bisogna quindi pretrattarla con creme idratanti prima di coprirla con un prodotto correttore. Il fondotinta va applicato, meglio con una spugnetta o un cotton-fioc , solo su di essa e non sulla pelle tutt'intorno. Per le lesioni provocate da acne, couperose, cheratosi solare, la tecnica e' differente. Il colore di riferimento e' quello delle zone normali, le piu' vicine all'inestetismo che si vuole mascherare. Una volta identificata la tonalita' giusta, la crema viene applicata sia sulla lesione che sulla zona circostante, la si lascia seccare e si fissa con la polvere incolore. Gli eccessi di fissatore sono rimossi , dopo circa 5 minuti, con un pennello morbido. E' piu' facile coprire le lesioni piane che quelle che si manifestano come rilevate dalla superficie della cute, e nel caso di cheloidi o bruciature, l'applicazione deve essere ripetuta piu' volte. Quando il colore rappresenta il maggior problema (vitiligine, cloasma, cicatrici ipo o iperpigmentate, angiomi, tatuaggi, nevi ecc.) il gioco di ombre che puo' realizzarsi con un buon correttore opaco puo' permettere di raggiungere risultati oltremodo soddisfacenti. Lo stesso vale per quelle situazioni in cui ci si trova di fronte a asimmetrie dovute a interventi chirurgici che hanno prodotto delle cicatrici unilaterali e depresse. In questi casi un'ombra piu' scura va applicata nelle zone piu' piene mentre quelle piu' atrofiche vanno coperte con un cosmetico piu' leggero. In caso di asimmetria della lesione, inoltre, va tenuto conto anche del colore della controparte e bisogna apllicare, come mano finale, lo stesso make up della parte opposta sulla zona in cui si e' proceduto alla correzione . Nel caso di un intervento chirurgico ( p. e. rimozione di un tumore) che abbia rimosso una parte del volto di un uomo, inclusa la sua barba, o le sopracciglia , tramite una matita si puo' punteggiare la parte per ricreare l'immagine normale. Talvolta si puo' anche far ricorso a un microtatuaggio permanente che, strano a credersi , puo' anche migliorare la trama del tessuto cicatriziale ammorbidendone la rigidita', specie se si tratta di una bruciatura o di una cicatrice chirurgica. Alcuni inestetismi gravi possono infine essere mascherati solo facendo ricorso a trucchi teatrali, a lattice con cui riempire delle zone in cui manca tessuto, a barbe o baffi finti, ma evidentemente questi casi capitano solo raramente in un normale salone d'estetica. Due parole per la fase della rimozione del trucco correttivo. Normalmente un buon prodotto dura per una intera giornata e se si vuole mantenerlo piu' a lungo si puo' leggermente ritoccarlo. Per eliminarlo e' invece necessario uno struccante in crema o una lozione specifica, che contengono particolari solventi che a contatto con la pelle sciolgono le cere e rimuovo il trucco applicato.

Per poter realizzare un ottimo trucco correttivo, non affidandosi a prodotti gia' preparati per coprire e mascherare la lesione, bisogna conoscere a fondo la teoria dei colori e di come reagiscono quando si combinano.Usare un prodotto neutralizzatore sta a significare contrastare, naturalmente, il colore innaturale della lesione e ridurre la quantita' di make up opaco che serve a coprirla. Il neutralizzatore, quindi, non deve essere necessariamente uguale al colore dell'incarnato che si vuole ottenere e pertanto i colori dei cosmetici correttivi sono del tutto diversi da quelli di un make up normale. 

Tramite la ruota dei colori si sceglie, allora, quello opposto a quello della lesione. Cosi' se si tratta di una discromia in cui prevale il rosso , il neutralizzatore deve essere verde,se tende all'arancione bisognera' usare un blue. La maggior parte delle lesioni post-chirurgiche e delle malattie cutanee, come l'acne rosacea, o le malformazioni congenite, come gli emangiomi, richiedono un neutralizzatore se si vuole veramente coprirle del tutto. La sola tonalita' che va evitata e' l'arancione perche' accentuerebbe i problemi di discromia cutanea. Generalmente e' il verde il colore piu' usato per "camuffare" una zona eritematosa, che come regola e' prevalentemente rossa . Una volta corretto il colore della lesione, si potra' usare con tranquillita' un regolare make up ed ottenere risultati incredibilmente "naturali ".



 

 

 


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