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Camouflage un trucco psicologico
di Loredana Molise, visagista
Presto verra' il momento in
cui in ogni Clinica Dermatologica italiana, nella stanza a fianco
di quella del dermatologo o del chirurgo plastico ci sara' una
truccatrice.
Una affermazione certamente
azzardata e forse molto ottimista ma che non dovrebbe
suscitare perplessita' fra gli addetti ai lavori. Il camouflage, o trucco correttivo, sta infatti trovando
grande attenzione e considerazione anche in ambito medico perche' ci si e'
resi definitivamente conto chequesto intervento ha un
forte impatto sociale e puo' alleviaretimori e insicurezze in individui
con macchie cutanee, cicatrici provocate dall'acne, da traumatismi o
interventi chirurgici, capillari, vitiligine o lesioni infiammate. Un
approccio globale al paziente, che tenga in conto tutti gli aspetti fisici
e mentali della malattia non puo' piu' rinunciare a una tecnica la cui
finalita' e' quella di far sembrare, e quindi far sentire il soggetto, il piu' normale possibile.
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Partiamo con una premessa. Il trucco correttivo si realizza con piu'
facilita' nelle donne perche' sono, piu' degli uomini e dei bambini, gia'
abituate all'idea del make-up. Questo non e' del tutto vero, pero', quando
si spiega ad una signora che ha sempre utilizzato un look naturale che
d'ora in poi dovra' dare un cambio alla propria immagine e adottare un
trucco piu' evidente. Rispetto al fondotinta che si usa normalmente,
infatti, i prodotti correttivi aderiscono bene alla cute ma per essere piu' resistenti all'acqua,
poiche' sono formulati in basi oleose,
generalmente oli minerali o cere, sono piu' pesanti e densi. La
realizzazione di un camouflage si propone tre obiettivi principali:
mascheramento dell'inestetismo con una scelta di colore il piu' vicino
all'incarnato, creazione di un effetto e di una sensazione naturale sulla |
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pelle, lunga durata
dell'intervento correttivo. C'e' in generale la
convinzione che questa tecnica sia molto complicata, che
necessiti di tempi lunghi e che il lavoro, quando non e' ben fatto, produce un aspetto artificiale, quasi
teatrale.C'e' qualcosa di vero in ognuna di queste
affermazioni, ma va detto che negli ultimi anni, le
Aziende dermocosmetiche che si sono dedicate a questo
settore, e non sono tante, hanno sviluppato una serie di
prodotti efficaci e di facile e veloce applicazione i cui
risultati , anche se usati direttamente dai pazienti, si
avvicinano sempre piu' alla perfezione. Andrebbe quindi
fatta una distinzione fra il camouflage che si realizza a
casa e quello, a cui ci si riferiva una volta, piu'
complicato e che si puo' ottenere solo nello studio di
una visagista esperta. La principale differenza consiste
nel fatto che nel secondo caso oltre a mascherare e
nascondere, per ridurre l'intensita' cromatica della
lesione si lavora in base alla teoria dei colori (vedi
box) . Il camouflage, diciamo piu' moderno, si realizza
con creme, acquistabili in farmacia o dall'estetista, che
si presentano in diverse tonalita' fra cui va scelta
quella piu' vicina alla cute normale della cliente, che
viene applicata, picchiettando con il dito, sulla zona da
coprire. Su di essa e' poi posta una polvere finissima
incolore, come una cipria, che funge da fissante e
assorbente. L'altro modo di fare camouflage, forse piu'
artistico ma non alla portata di tutti, invece, si
caratterizza per due fasi : la prima in cui si usano una
base comprente, o neutralizzante, colorata, composta da
olii vegetali, cere minerali o vegetali, che contrasta il
colore degli inestetismi , e successivamente dei
correttori opachi che danno un effetto luce o ombra, e
una seconda fase in cui la cute cosi' ricoperta viene
truccata con un normale make up. Prima di descrivere i
vari momenti delle due tecniche, vanno ora ricordati
alcuni aspetti fondamentali delle lesioni che con il
trucco si vogliono correggere. Se si ha a che fare con
una cicatrice, bisogna considerare che il tessuto
cicatriziale e' diverso da quello della cute
circostante, ed e' generalmente meno permeabile. La
cicatrice deve essere pulita ma non bisogna quindi
pretrattarla con creme idratanti prima di coprirla con un
prodotto correttore. Il fondotinta va applicato, meglio
con una spugnetta o un cotton-fioc , solo su di essa e
non sulla pelle tutt'intorno. Per le lesioni
provocate da acne, couperose, cheratosi solare, la
tecnica e' differente. Il colore di riferimento e' quello
delle zone normali, le piu' vicine all'inestetismo che si
vuole mascherare. Una volta identificata la tonalita'
giusta, la crema viene applicata sia sulla lesione che
sulla zona circostante, la si lascia seccare e si fissa
con la polvere incolore. Gli eccessi di fissatore sono
rimossi , dopo circa 5 minuti, con un pennello morbido.
E' piu' facile coprire le lesioni piane che quelle che si
manifestano come rilevate dalla superficie della cute, e
nel caso di cheloidi o bruciature,
l'applicazione deve essere ripetuta piu' volte. Quando il
colore rappresenta il maggior problema (vitiligine, cloasma, cicatrici ipo o iperpigmentate,
angiomi, tatuaggi, nevi ecc.) il gioco di ombre che puo' realizzarsi con un buon correttore opaco
puo'
permettere di raggiungere risultati oltremodo
soddisfacenti. Lo stesso vale per quelle situazioni in
cui ci si trova di fronte a asimmetrie dovute a
interventi chirurgici che hanno prodotto delle cicatrici
unilaterali e depresse. In questi casi un'ombra piu'
scura va applicata nelle zone piu' piene mentre quelle piu' atrofiche vanno coperte con un cosmetico
piu'
leggero. In caso di asimmetria della lesione, inoltre, va
tenuto conto anche del colore della controparte e bisogna apllicare, come mano finale, lo stesso make up della
parte opposta sulla zona in cui si e' proceduto alla
correzione . Nel caso di un intervento chirurgico
( p. e. rimozione di un tumore) che abbia rimosso una
parte del volto di un uomo, inclusa la sua barba, o le
sopracciglia , tramite una matita si puo' punteggiare la
parte per ricreare l'immagine normale. Talvolta si puo'
anche far ricorso a un microtatuaggio permanente che,
strano a credersi , puo' anche migliorare la trama del
tessuto cicatriziale ammorbidendone la rigidita', specie
se si tratta di una bruciatura o di una cicatrice
chirurgica. Alcuni inestetismi gravi possono infine
essere mascherati solo facendo ricorso a trucchi
teatrali, a lattice con cui riempire delle zone in cui
manca tessuto, a barbe o baffi finti, ma evidentemente
questi casi capitano solo raramente in un normale salone
d'estetica. Due parole per la fase della rimozione del
trucco correttivo. Normalmente un buon prodotto dura per
una intera giornata e se si vuole mantenerlo piu' a lungo
si puo' leggermente ritoccarlo. Per eliminarlo e' invece
necessario uno struccante in crema o una lozione
specifica, che contengono particolari solventi che a
contatto con la pelle sciolgono le cere e rimuovo il
trucco applicato. |
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Per poter realizzare un ottimo trucco correttivo, non
affidandosi a prodotti gia' preparati per coprire e
mascherare la lesione, bisogna conoscere a fondo la
teoria dei colori e di come reagiscono quando si
combinano.Usare un prodotto neutralizzatore sta a
significare contrastare, naturalmente, il colore
innaturale della lesione e ridurre la quantita' di make
up opaco che serve a coprirla. Il neutralizzatore,
quindi, non deve essere necessariamente uguale al colore dell'incarnato che si vuole ottenere e
pertanto i colori dei cosmetici correttivi sono del tutto
diversi da quelli di un make up normale.
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Tramite la ruota
dei colori si sceglie, allora, quello opposto a quello
della lesione. Cosi' se si tratta di una discromia in cui
prevale il rosso , il neutralizzatore deve essere
verde,se tende all'arancione bisognera' usare un blue. La
maggior parte delle lesioni post-chirurgiche e delle
malattie cutanee, come l'acne rosacea, o le malformazioni
congenite, come gli emangiomi, richiedono un
neutralizzatore se si vuole veramente coprirle del tutto.
La sola tonalita' che va evitata e' l'arancione perche'
accentuerebbe i problemi di discromia cutanea.
Generalmente e' il verde il colore piu' usato per
"camuffare" una zona eritematosa, che come
regola e' prevalentemente rossa . Una volta corretto il
colore della lesione, si potra' usare con tranquillita'
un regolare make up ed ottenere risultati incredibilmente
"naturali ".
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