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articolo aggiornato il: Saturday 14 April 2012

 


Storia e rischi del mascara

Uno dei cosmetici piu' antichi ha trovato il suo definitivo successo meno di cento anni fa. E oggi vive una stagione d’oro

di Loredana Molise

Il mascara, conosciuto nella storia moderna come rimmel, e' uno dei cosmetici piu' antichi e importanti per il make-up di una donna. Esso consiste in un fluido colorato, le cui tonalita' variano di solito dal nero al marrone o blu, che si applica con un sottile e lungo pettinino sulle ciglia superiori e inferiori. In commercio ne esistono di diversi tipi a seconda dell’effetto che si desidera ottenere con la sua applicazione: allunganti, infoltenti, incurvanti. La sua larga diffusione deriva principalmente dal fatto che l’apparenza delle ciglia gioca un ruolo fondamentale nell’attrattiva di uno sguardo che, a seconda della quantita' di prodotto usato, del suo colore, del tipo di pettinino usato, viene valorizzato, reso piu' profondo o addirittura meno appariscente, donando in ultima analisi maggiore o minore risalto al volto intero. Letteralmente il termine mascara, in italiano, deriva dalla parola maschera. Il moderno mascara e' stato inventato nel 1913 da un chimico, T.L. Williams, che lo confeziono' per sua sorella Mabel. Questo prototipo di mascara era composto all’epoca da polvere di carbone e vaselina allo stato gelatinoso. Il risultato che si otteneva spalmando il composto tra le ciglia era assolutamente rivoluzionario, tanto che Williams, viste le potenzialita' e la buona riuscita del suo esperimento, inizio' a vendere il prodotto, prima casa per casa e successivamente, dopo aver fondato una compagnia chiamata Maybelline (composto di Mabel e vaselina), nei negozi e tramite corrispondenza. All’epoca il mascara non si presentava in invitanti confezioni come siamo abituati a vederlo nei negozi specializzati ma sottoforma di pani, ed era composto di coloranti e cera di carruba. Per utilizzarlo si bagnava uno spazzolino e lo si passava sul panetto di mascara, quindi lo si stendeva sulle ciglia degli occhi. La moderna confezione, con tubetto e spazzolino, si deve al genio di un’altra famosissima e storica firma del make-up, Helena Rubinstein, che la introdusse sul mercato nel 1957. Il mascara oggi si puo' trovare sottoforma di tavoletta solida, di crema e liquido. La sua applicazione, che richiede una buona manualita' ma non un’eccessiva maestria, va effettuata sull’occhio gia' truccato passando lo spazzolino intriso di prodotto per tutta la lunghezza delle ciglia. Inizialmente si applica solo sulle estremita' delle ciglia asciutte, si lascia ad asciugare qualche secondo, quindi si passa un ulteriore strato dalla radice verso le punte. Il mascara applicato alle ciglia superiori rende l'occhio molto profondo, mentre l'applicazione nelle ciglia inferiori lo rende piu' largo. Molte donne si lamentano di fastidiose reazioni allergiche e arrossamenti derivanti proprio da questo cosmetico. Un cruccio di difficile soluzione, visto soprattutto l’irrinunciabilita' del mascara nell’abbellimento del viso. A tal proposito l’esperienza insegna che i rischi maggiori di lacrimazioni e gonfiori sono dovuti alle piccole e quasi invisibili ferite che lo spazzolino puo' causare sulla superficie oculari, mentre la possibilita' che il prodotto causi allergie e' legata soprattutto alla sua composizione. Alla sua base, infatti, ci sono pigmenti inorganici come ossido di ferro, diossido di titanio, cere, talco e derivati del PVP (polivinilpirrolidone). Il colore scuro, invece, presenta metalli pesanti, spesso nichel, che puo' raggiungere livelli molto elevati, oltre le 100 ppm, mentre l’emulsione contiene una buona percentuale di acqua, fatto che espone il cosmetico a rischi di contaminazione e alla necessita' di un sistema conservante molto carico. Alcune aziende, inoltre, aggiungono mucillagini o idrocolloidi sintetici e come idrorepellente il silicone, per aumentarne la durata. E se, per finire, il quadro non risultasse ancora completo, ricordiamo che il mascara nella maggior parte dei casi contiene profumo. A questo punto non appare cosi' strano, soprattutto se pensiamo alla delicatezza della zona in cui viene applicato, se questa tipologia di prodotti si ritrova tra quelli meno facilmente tollerati e piu' chiamati in causa come responsabili delle Dermatiti da cosmetici. Senza contare che spesso la consumatrice per evitare di buttare il prodotto, piuttosto costoso, utilizza tutta una serie di rimedi fatti in casa per prolungarne la vita, finendo pero' con l’aumentarne la pericolosita'. Quando infatti il mascara si indurisce e' prassi provare a fluidificarlo, un po' come avviene con lo smalto, con acqua semplice o distillata, oli vari, e talvolta con qualche goccia di profumo. Un comportamento che non tiene in considerazione le piu' fondamentali e scontate regole del buon senso. Per evitare spiacevoli sorprese al mattino, la prima regola deve essere quella di scegliere prodotti in linea con le proprie esigenze, ipoallergenici nella forma che causa meno fastidi perche' il trucco dovrebbe rendere piu' belle non creare mostri dagli occhi lacrimosi e gonfi. La seconda regola e' quella di struccare a fondo con creme struccanti apposite, onde evitare di lasciare residui sulla parte interessata. In particolare se il prodotto usato e' resistente all’acqua bisogna dedicare una particolare attenzione all’operazione di demaquillage per rimuoverne completamente ogni traccia. 



 

 

 


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