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MAKE-UP INDIANO
L'India va di moda: ovunque fioriscono locali
"indiani" e anche a Roma, sulla scia di Parigi, il piu' famoso: il
Buddha Bar.
di Jole Anna Panzera All'interno
si respira l'odore dell'India: incensi, tappeti colorati e batik alle pareti. Si
ascoltano musiche indiane, fumando narghile' odoranti di frutta e sorseggiando
te' alla menta o alla cannella; vanno di moda anche le danze orientali, nuovo
piacere da provare per noi legnosi spiriti dell'occidente.
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Il
magico fascino di una tra le piu' belle terre del mondo ha contagiato
anche la nostra vecchia Europa, sempre in cerca di qualcosa di nuovo che
coinvolga le masse giovanili. A mio parere le donne indiane possiedono
delle movenze e un portamento invidiabile anche dalle top model piu'
ambite. Il loro e' un fascino innato: una grazia spontanea le accompagna
nei movimenti che incorniciano uno sguardo fiero e dolce allo stesso
tempo. Il loro tipico vestito, il sari, le fascia morbidamente in
tessuti di seta colorata avvolte dai colori sgargianti, come nella
regione del Rajastan. Tipico dell'India e dei paesi mussulmani e'
l'utilizzo del Kajal, importato successivamente dai paesi occidentali.
Questo e' composto da un impasto di polvere nera ricavata dalla radice e
da foglie di una pianta fatta seccare, che va applicata con un apposito
bastoncino. e' interessante sapere che lo usano indistintamente anche
gli uomini e che spesso viene messo ai bambini molto piccoli. Oltre che
pratica di abbellimento, la funzione del Kajal e' a scopo propiziatorio,
visto che si ritiene sia in grado di allontanare gli influssi negativi.
Infatti, le polveri cosmetiche policrome che si trovano nei mercati, i
profumi e gli oli per capelli, non hanno solo uno impiego cosmetico, ma
servono anche per scopi rituali purificatori. Le donne indiane amano
possedere un carnato piu' chiaro e luminoso, e a tal fine si spalmano
delle maschere sul viso, realizzate con l'impasto di polvere di sandalo
bianco. Il puntino rosso, chiamato "tika" che molte donne
portano sulla fronte, e' un altro elemento decorativo usato dagli
indiani, ma fondamentalmente nasce con lo scopo di comunicare la
condizione di non vedovanza, viene quindi praticato non solo dalle donne
sposate ma anche dalle nubili. |
| Si
effettua al centro della fronte, proprio nella regione attribuita dalle
antiche credenze al terzo occhio. Molte di queste usanze prendono
origine dai rituali religiosi induisti praticati nei tempi. I riti e le
credenze religiose cambiano molto a seconda delle regioni dell'India e
degli influssi mussulmani che hanno avuto, dai quali, per esempio, e'
nata l'usanza di tatuarsi il palmo delle mani con l'henne', pratica che
si e' estesa recentemente anche da noi, su altre parti del corpo. Come
truccare, dunque, questi volti indiani, valorizzarli e illuminarli senza
appesantirne e marcarne eccessivamente i lineamenti? Innanzitutto e'
importante valorizzare il colorito della pelle, che tendenzialmente si
presenta di un olivastro molto marcato, e puo' essere piu' o meno scura.
Come per tutte le pelli scure e' molto facile incorrere nel rischio che
si macchino: anche un brufolo un po' piu' marcato puo' lasciare su
queste pelli una macchia chiara indelebile. Bisogna attenuare, quindi,
il colorito scuro e un po' giallognolo con del fondo leggermente rosato,
contenente comunque del pigmento sui toni del rosso. Per quanto riguarda
le macchie e le discromie, se il fondotinta non e' sufficientemente
coprente, si possono correggere con del camouflage localizzato, stando
attenti a utilizzare la minima quantita' di materiale, ma soprattutto a
farlo corrispondere perfettamente al colore della pelle, altrimenti
rischiamo che la macchia rimanga, ma che abbia solo cambiato colore. Una
volta steso il fondo di base, e' importante valorizzare questo viso con
dei punti luce appropriati, che mettano in evidenza lo sguardo e il
taglio degli occhi. Ricordiamo che la bravura del truccatore e' quella
di interpretare il carattere del soggetto che viene truccato, il quale
viene espresso a sua volta anche da caratteristiche che contrassegnano
una determinata cultura. Gli occhi dal taglio orientale, per esempio,
sono una particolarita' che e' importante valorizzare con un intervento
pittorico di chiaro scuro che ne metta in evidenza le forme. Possiamo
usare anche il loro Kajal, oggi disponibile sotto forma di matita, ma
stando attenti a non scurire eccessivamente la rima palpebrale inferiore
e l'angolatura esterna dell'occhio soprattutto se questo e' piccolo.
L'ombretto piu' adatto assume i toni del pesca e del corallo, ma anche
mattone o rosa antico. Per quanto riguarda il punto luce dell'occhio, e'
bene che non sia eccessivo, per non creare un contrasto troppo marcato
con la pelle scura. Ovviamente per un trucco da sera le cose cambiano,
su questi visi spiccano molto bene l'oro e il bronzo che possono essere
usati anche per saturare la base; sono anche di ottimo effetto i glitter
in genere e gli ombretti iridescenti. Il colore del rossetto puo' essere
brillante e preferibilmente di colore caldo. Nel caso della nostra
modella Nilmini ho utilizzato un rossetto rosso ciliegia, al fine di
dare un tocco di colore a questo viso dalla pelle scura e incorniciato
da capelli neri. Per concludere, quando trucchiamo donne di origine
indiana pensiamo intensamente alla loro terra, facciamoci inspirare dal
loro vissuto culturale, per evitare di farle apparire delle finte
occidentali dallo sguardo ibrido. Il trucco e' arte, e come tale
necessita della giusta inspirazione, preziosa alleata della nostra mano
creativa. |



Il make-up di questo servizio e' di: Jole Anna Panzera, la modella e'
Nilmini Perera, le foto di Alessandro Paolini |
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