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articolo aggiornato il: Saturday 14 April 2012

 


MAKE-UP INDIANO

L'India va di moda: ovunque fioriscono locali "indiani" e anche a Roma, sulla scia di Parigi, il piu' famoso: il Buddha Bar.

di Jole Anna Panzera

All'interno si respira l'odore dell'India: incensi, tappeti colorati e batik alle pareti. Si ascoltano musiche indiane, fumando narghile' odoranti di frutta e sorseggiando te' alla menta o alla cannella; vanno di moda anche le danze orientali, nuovo piacere da provare per noi legnosi spiriti dell'occidente. 
make-up indiano Il magico fascino di una tra le piu' belle terre del mondo ha contagiato anche la nostra vecchia Europa, sempre in cerca di qualcosa di nuovo che coinvolga le masse giovanili. A mio parere le donne indiane possiedono delle movenze e un portamento invidiabile anche dalle top model piu' ambite. Il loro e' un fascino innato: una grazia spontanea le accompagna nei movimenti che incorniciano uno sguardo fiero e dolce allo stesso tempo. Il loro tipico vestito, il sari, le fascia morbidamente in tessuti di seta colorata avvolte dai colori sgargianti, come nella regione del Rajastan. Tipico dell'India e dei paesi mussulmani e' l'utilizzo del Kajal, importato successivamente dai paesi occidentali. Questo e' composto da un impasto di polvere nera ricavata dalla radice e da foglie di una pianta fatta seccare, che va applicata con un apposito bastoncino. e' interessante sapere che lo usano indistintamente anche gli uomini e che spesso viene messo ai bambini molto piccoli. Oltre che pratica di abbellimento, la funzione del Kajal e' a scopo propiziatorio, visto che si ritiene sia in grado di allontanare gli influssi negativi. Infatti, le polveri cosmetiche policrome che si trovano nei mercati, i profumi e gli oli per capelli, non hanno solo uno impiego cosmetico, ma servono anche per scopi rituali purificatori. Le donne indiane amano possedere un carnato piu' chiaro e luminoso, e a tal fine si spalmano delle maschere sul viso, realizzate con l'impasto di polvere di sandalo bianco. Il puntino rosso, chiamato "tika" che molte donne portano sulla fronte, e' un altro elemento decorativo usato dagli indiani, ma fondamentalmente nasce con lo scopo di comunicare la condizione di non vedovanza, viene quindi praticato non solo dalle donne sposate ma anche dalle nubili. 
Si effettua al centro della fronte, proprio nella regione attribuita dalle antiche credenze al terzo occhio. Molte di queste usanze prendono origine dai rituali religiosi induisti praticati nei tempi. I riti e le credenze religiose cambiano molto a seconda delle regioni dell'India e degli influssi mussulmani che hanno avuto, dai quali, per esempio, e' nata l'usanza di tatuarsi il palmo delle mani con l'henne', pratica che si e' estesa recentemente anche da noi, su altre parti del corpo. Come truccare, dunque, questi volti indiani, valorizzarli e illuminarli senza appesantirne e marcarne eccessivamente i lineamenti? Innanzitutto e' importante valorizzare il colorito della pelle, che tendenzialmente si presenta di un olivastro molto marcato, e puo' essere piu' o meno scura. Come per tutte le pelli scure e' molto facile incorrere nel rischio che si macchino: anche un brufolo un po' piu' marcato puo' lasciare su queste pelli una macchia chiara indelebile. Bisogna attenuare, quindi, il colorito scuro e un po' giallognolo con del fondo leggermente rosato, contenente comunque del pigmento sui toni del rosso. Per quanto riguarda le macchie e le discromie, se il fondotinta non e' sufficientemente coprente, si possono correggere con del camouflage localizzato, stando attenti a utilizzare la minima quantita' di materiale, ma soprattutto a farlo corrispondere perfettamente al colore della pelle, altrimenti rischiamo che la macchia rimanga, ma che abbia solo cambiato colore. Una volta steso il fondo di base, e' importante valorizzare questo viso con dei punti luce appropriati, che mettano in evidenza lo sguardo e il taglio degli occhi. Ricordiamo che la bravura del truccatore e' quella di interpretare il carattere del soggetto che viene truccato, il quale viene espresso a sua volta anche da caratteristiche che contrassegnano una determinata cultura. Gli occhi dal taglio orientale, per esempio, sono una particolarita' che e' importante valorizzare con un intervento pittorico di chiaro scuro che ne metta in evidenza le forme. Possiamo usare anche il loro Kajal, oggi disponibile sotto forma di matita, ma stando attenti a non scurire eccessivamente la rima palpebrale inferiore e l'angolatura esterna dell'occhio soprattutto se questo e' piccolo. L'ombretto piu' adatto assume i toni del pesca e del corallo, ma anche mattone o rosa antico. Per quanto riguarda il punto luce dell'occhio, e' bene che non sia eccessivo, per non creare un contrasto troppo marcato con la pelle scura. Ovviamente per un trucco da sera le cose cambiano, su questi visi spiccano molto bene l'oro e il bronzo che possono essere usati anche per saturare la base; sono anche di ottimo effetto i glitter in genere e gli ombretti iridescenti. Il colore del rossetto puo' essere brillante e preferibilmente di colore caldo. Nel caso della nostra modella Nilmini ho utilizzato un rossetto rosso ciliegia, al fine di dare un tocco di colore a questo viso dalla pelle scura e incorniciato da capelli neri. Per concludere, quando trucchiamo donne di origine indiana pensiamo intensamente alla loro terra, facciamoci inspirare dal loro vissuto culturale, per evitare di farle apparire delle finte occidentali dallo sguardo ibrido. Il trucco e' arte, e come tale necessita della giusta inspirazione, preziosa alleata della nostra mano creativa. make-up indiano

make-up indiano

make-up indiano
Il make-up di questo servizio e' di: Jole Anna Panzera, la modella e' Nilmini Perera, le foto di Alessandro Paolini


 

 



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