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articolo aggiornato il: Saturday 14 April 2012

 



Un trucco indiano

Truccarsi, come adornare il proprio corpo, ha per la donna indiana un valore strettamente legato alle propria cultura e religione

di Loredana Molise

Le donne indiane godono di un fascino innato che da sempre attrae noi occidentali, tanto da condizionare ciclicamente gusti e mode della nostra estetica. Spesso, pero', si ignora che l’uso di molti prodotti per il trucco così come le acconciature e i gioielli, ha in India un valore molto piu' profondo del semplice concetto di abbellimento e poggia su tradizioni millenarie. Lo stesso verbo truccare (Alamkara), in realta', indica un’azione piu' complessa di quella che intendiamo noi: quella di completare. Infatti secondo la cultura indiana, niente e' concluso o completo o semplicemente bello se non provvisto dei giusti ornamenti. Per questo, la donna indiana appare sempre riccamente adornata da gioielli ed esibisce un make-up all’apparenza piuttosto pesante. Senza contare poi che ogni oggetto e cosmetico ha spesso anche un valore magico o scaramantico. L’insieme degli ornamenti di una donna prende il nome di Solah Shringar, ed e' composto in totale da 16 elementi , numero che indica anche l’eta' della maturazione di una ragazza e della sua perfezione secondo la tradizione Hindu. 

trucco indiano Il classico puntino rosso, chiamato tika che di solito si porta sulla fronte, e' uno di questi. Storicamente nasce con lo scopo di comunicare la condizione di non vedovanza, e viene quindi praticato sia alle donne sposate che alle nubili. Si effettua al centro della fronte, dove secondo antiche credenze sarebbe situato il terzo occhio. Il Sindoor, al contrario, e' un pigmento in polvere, rosso, che si applica al centro dei capelli e ha valore di appartenenza a un uomo e quindi e' utilizzato solo dalle donne sposate. Il Kajal (solfuro di antimonio), che qui da noi sta a indicare sia il cosmetico vero e proprio che il bastoncino o la matita che serve per applicarlo, ha la funzione di allontanare gli influssi negativi. Il ruolo propiziatorio di cui si ritiene sia investito fa si che esso venga applicato sia a donne che a uomini oltre che ai bambini molto piccoli. 
In parole povere e' costituito da un impasto di polvere nera o blu ricavata dalla radice e da foglie di una pianta fatta seccare, che si applica sul bordo interno della palpebra inferiore per valorizzare gli occhi. Passando ai gioielli, il Mang Tikka e' un pendente con catenella che si aggancia alla sommita' del capo e cade al centro della fronte. Ad usarlo di solito sono le ragazze fidanzate, poiche' esso poggia sul Chakra che rappresenta l'unione. Il tipico anello al naso si chiama Nath. Fondamentale tra i gioielli da sposa il suo valore poggia sulla credenza che vuole il naso strettamente collegato agli organi genitali femminili. Non per niente la rimozione dell’anellino indica la prima notte di nozze. L’Haar e' invece il girocollo, cui puo' essere appeso un amuleto, un mantra o un incantesimo al suo interno.  trucco indiano
Con altri ornamenti indica le donne sposate. Gli orecchini si chiamano Karn phool, e solitamente ricoprono l'intera superficie disponibile. Esibire grandi orecchini e' molto importante per una donna, primo perche' l’allungamento dei lobi, che ne deriva, rappresenta la sua saggezza e il livello di spirituualita' raggiunto, secondo perche' si crede che la perforazione dei lobi temperi il carattere. Non c'e' un numero di orecchini prescritto ma si predilige l'abbondanza. Anche i disegni applicati con l’Henne' hanno un significato particolare: essi sono considerati altamente propizi per una sposa e a volte includono, tra gli arabeschi, il nome del fidanzato; una volta soli lo sposo dovra' riuscire a trovarlo. I Braccialetti costituiscono uno degli ornamenti piu' antichi e amati della civilta' indiana. Anche questi sono simbolo di matrimonio anche se naturalmente essi sono indossati anche dalle ragazze nubili, ma senza la valenza che rappresenta per la donna sposata. Si portano da 8 a 12 bracciali per polso. Alla morte del marito, le donne indiane li spezzano e non li indosseranno mai piu'. I Bazubandh sono i bracciali da schiava, a fascia, portati al braccio a pressione o legati. A seconda della comunita' di appartenenza e del suo stato civile le donne possono indossarne uno solo o ricoprire l'intero braccio dalla spalla al gomito. Una curiosita' e' che l'ascella femminile rappresenta una zona molto erotica nella donna e di conseguenza e' sempre coperta. L’Arsi e' l’anello da pollice con specchio. Si indossa da sposa e nelle occasioni speciali. Ha forma rotondeggiante, a volte a cuore, con al centro uno specchietto nascosto, che permette alla ragazza di controllare il proprio aspetto di nascosto. Con il termine Keshpasharachna si indica l'acconciatura dei capelli. I capelli sciolti indicano un atteggiamento irrispettuoso delle tradizioni e sono visti come una sfrontatezza. Unti con oli profumati e intrecciati, vengono adornati, specie al sud, con ghirlande di fiori profumati. L’acconciatura preferita e' quella che li vuole raccolti in tre parti, come per una treccia, rappresentando l'unione della trimurti Brhama Shiva e Vishnu, così come la confluenza dei tre fiumi sacri Gange, Yamuna e Saraswati. Elemento immancabile per ogni donna e' la Kamarband: la cintura. Essa si appoggia sui fianchi per tenere le pieghe della sari e sottolineare la curva dei fianchi. Spesso la cintura ha un piccolo aggancio per le chiavi e viene offerta alla sposa dalla suocera che le attribuisce così il ruolo di nuova padrona di casa. le Payal e i Bichua sono le cavigliere e gli anelli per i piedi. Spesso le cavigliere hanno grossi sonagli, per allontanare i serpenti, ma anche per poter essere facilmente rintracciabili. Concludiamo con l’Itra: profumo. Ogni donna in India profuma il suo corpo con decine di tipi di essenze. Ne esistono, infatti, di adatte a diverse ore del giorno, a diversi tipi di abbigliamento, a seconda del tipo di fisico e di carattere oltre che per ogni stagione. 


 

 



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