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Un trucco indiano
Truccarsi, come adornare il proprio corpo, ha per la donna indiana un valore
strettamente legato alle propria cultura e religione
di Loredana Molise
Le donne indiane godono di un fascino innato che da sempre attrae noi
occidentali, tanto da condizionare ciclicamente gusti e mode della nostra
estetica. Spesso, pero', si ignora che l’uso di molti prodotti per il trucco
così come le acconciature e i gioielli, ha in India un valore molto piu'
profondo del semplice concetto di abbellimento e poggia su tradizioni
millenarie. Lo stesso verbo truccare (Alamkara), in realta', indica un’azione
piu' complessa di quella che intendiamo noi: quella di completare. Infatti
secondo la cultura indiana, niente e' concluso o completo o semplicemente bello
se non provvisto dei giusti ornamenti. Per questo, la donna indiana appare
sempre riccamente adornata da gioielli ed esibisce un make-up all’apparenza
piuttosto pesante. Senza contare poi che ogni oggetto e cosmetico ha spesso
anche un valore magico o scaramantico. L’insieme degli ornamenti di una donna
prende il nome di Solah Shringar, ed e' composto in totale da 16 elementi ,
numero che indica anche l’eta' della maturazione di una ragazza e della sua
perfezione secondo la tradizione Hindu.
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Il classico puntino rosso, chiamato tika
che di solito si porta sulla fronte, e' uno di questi. Storicamente nasce con lo
scopo di comunicare la condizione di non vedovanza, e viene quindi praticato sia
alle donne sposate che alle nubili. Si effettua al centro della fronte, dove
secondo antiche credenze sarebbe situato il terzo occhio. Il Sindoor, al
contrario, e' un pigmento in polvere, rosso, che si applica al centro dei
capelli e ha valore di appartenenza a un uomo e quindi e' utilizzato solo dalle
donne sposate. Il Kajal (solfuro di antimonio), che qui da noi sta a indicare
sia il cosmetico vero e proprio che il bastoncino o la matita che serve per
applicarlo, ha la funzione di allontanare gli influssi negativi. Il ruolo
propiziatorio di cui si ritiene sia investito fa si che esso venga applicato sia
a donne che a uomini oltre che ai bambini molto piccoli. |
| In parole povere e'
costituito da un impasto di polvere nera o blu ricavata dalla radice e da foglie
di una pianta fatta seccare, che si applica sul bordo interno della palpebra
inferiore per valorizzare gli occhi. Passando ai gioielli, il Mang Tikka e' un
pendente con catenella che si aggancia alla sommita' del capo e cade al centro
della fronte. Ad usarlo di solito sono le ragazze fidanzate, poiche' esso poggia
sul Chakra che rappresenta l'unione. Il tipico anello al naso si chiama Nath.
Fondamentale tra i gioielli da sposa il suo valore poggia sulla credenza che
vuole il naso strettamente collegato agli organi genitali femminili. Non per
niente la rimozione dell’anellino indica la prima notte di nozze. L’Haar e'
invece il girocollo, cui puo' essere appeso un amuleto, un mantra o un
incantesimo al suo interno. |
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| Con altri ornamenti indica le donne sposate. Gli
orecchini si chiamano Karn phool, e solitamente ricoprono l'intera superficie
disponibile. Esibire grandi orecchini e' molto importante per una donna, primo
perche' l’allungamento dei lobi, che ne deriva, rappresenta la sua saggezza e
il livello di spirituualita' raggiunto, secondo perche' si crede che la
perforazione dei lobi temperi il carattere. Non c'e' un numero di orecchini
prescritto ma si predilige l'abbondanza. Anche i disegni applicati con l’Henne'
hanno un significato particolare: essi sono considerati altamente propizi per
una sposa e a volte includono, tra gli arabeschi, il nome del fidanzato; una
volta soli lo sposo dovra' riuscire a trovarlo. I Braccialetti costituiscono uno
degli ornamenti piu' antichi e amati della civilta' indiana. Anche questi sono
simbolo di matrimonio anche se naturalmente essi sono indossati anche dalle
ragazze nubili, ma senza la valenza che rappresenta per la donna sposata. Si
portano da 8 a 12 bracciali per polso. Alla morte del marito, le donne indiane
li spezzano e non li indosseranno mai piu'. I Bazubandh sono i bracciali da
schiava, a fascia, portati al braccio a pressione o legati. A seconda della
comunita' di appartenenza e del suo stato civile le donne possono indossarne uno
solo o ricoprire l'intero braccio dalla spalla al gomito. Una curiosita' e' che
l'ascella femminile rappresenta una zona molto erotica nella donna e di
conseguenza e' sempre coperta. L’Arsi e' l’anello da pollice con specchio.
Si indossa da sposa e nelle occasioni speciali. Ha forma rotondeggiante, a volte
a cuore, con al centro uno specchietto nascosto, che permette alla ragazza di
controllare il proprio aspetto di nascosto. Con il termine Keshpasharachna si
indica l'acconciatura dei capelli. I capelli sciolti indicano un atteggiamento
irrispettuoso delle tradizioni e sono visti come una sfrontatezza. Unti con oli
profumati e intrecciati, vengono adornati, specie al sud, con ghirlande di fiori
profumati. L’acconciatura preferita e' quella che li vuole raccolti in tre
parti, come per una treccia, rappresentando l'unione della trimurti Brhama Shiva
e Vishnu, così come la confluenza dei tre fiumi sacri Gange, Yamuna e Saraswati.
Elemento immancabile per ogni donna e' la Kamarband: la cintura. Essa si
appoggia sui fianchi per tenere le pieghe della sari e sottolineare la curva dei
fianchi. Spesso la cintura ha un piccolo aggancio per le chiavi e viene offerta
alla sposa dalla suocera che le attribuisce così il ruolo di nuova padrona di
casa. le Payal e i Bichua sono le cavigliere e gli anelli per i piedi. Spesso le
cavigliere hanno grossi sonagli, per allontanare i serpenti, ma anche per poter
essere facilmente rintracciabili. Concludiamo con l’Itra: profumo. Ogni donna
in India profuma il suo corpo con decine di tipi di essenze. Ne esistono,
infatti, di adatte a diverse ore del giorno, a diversi tipi di abbigliamento, a
seconda del tipo di fisico e di carattere oltre che per ogni stagione. |
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